La prima seduta del consiglio comunale è stata un brutto momento per la maggioranza di centrosinistra. Il mancato accordo sulla presidenza, tra Margherita e DS, ha provocato un rinvio della seduta a data da destinarsi. L’accordo non c’è ancora, tant’é che sulla stampa si vocifera pure di elezioni anticipate. Un assessorato in più alla Margherita e la presidenza del consiglio ai DS riporterà il sereno. Resta da vedere come reagiranno gli altri partiti della maggioranza stessa.
Da Corriere Adriatico di oggi:

Sulla crisi lo spettro delle elezioni anticipate

SENIGALLIA – L’accordo non si trova, la Margherita potrebbe optare per un appoggio esterno alla giunta e il rischio di tornare alle urne inizia a farsi avanti. La soluzione, forse, nel numero degli assessori. Ore concitate per il futuro del governo della città adombrato dalla forte crisi che si è aperta martedì mattina. Andiamo con ordine. Come è noto sin da prima della compagna elettorale gli otto segretari di maggioranza hanno smesso di incontrarsi. Mancanza di contatti che è andata avanti anche dopo il voto del 3 e 4 aprile che ha sancito la vittoria al primo turno del centro sinistra.

L’attesa. I giorni sono passati inesorabilmente fino alla prima, ed unica, riunione fissata per il 26 aprile, giorno in cui era stato convocato il consiglio comunale del secondo mandato Angeloni. Difficile pensare che a poche ore dell’apertura della seduta tutti i problemi potessero essere risolti ed infatti il consiglio è stato sospeso a crisi di maggioranza aperta per l’assenza di un accordo tra Ds e Margherita sulla presidenza del consiglio e naturalmente sulla composizione dell’esecutivo presentata nella stessa mattina del 26 dal sindaco.

La giunta. Luana Angeloni ha deciso però di annunciare ugualmente la “sua” giunta firmando davanti ai giornalisti il decreto di nomina degli otto collaboratori. Una squadra di governo che per gran parte dei partiti di maggioranza, a prescindere dalla presenza delle donne, sarebbe troppo “sbilanciata” sulla linea del sindaco mettendo in minoranza la voce dei partiti.

Il risultato. Uno stallo politico che vede sindaco su una posizione e coalizione di centro sinistra dall’altra. Per Luana Angeloni la giunta avrebbe dunque la composizione a otto così come è stata presentata martedì. E sin da quel giorno esponenti della Margherita hanno fatto capire chiaramente che la proposta non era gradita iniziando a ventilare l’ipotesi di un appoggio esterno alla giunta. In pratica la Margherita non sarebbe presente con la propria delegazione nell’esecutivo pur rimanendo in maggioranza. E’ scontato pensare che la governabilità ne subirebbe un colpo tanto forte da poter avviare la strada per andare ad elezioni anticipate. Una tesi estrema ma che allo stato attuale dei fatti non può non essere presa in considerazione.

Il futuro. Le soluzioni su come uscire dal guado sul tavolo della trattative ci sarebbero: prende corpo quella di portare la giunta a nove assessori. Allargando la squadra di governo i “posti” da gestire diventerebbero due: presidenza del consiglio e assessorato. La proposta vorrebbe che il partito (Ds o Margherita) che avrà un assessore in più cederà all’altro la presidenza del consiglio. Una soluzione che avrebbe, almeno in apparenza, il favore dei primi due partiti di maggioranza ma è bene ricordare che la partita non si chiude certo con un loro accordo. I conti devono essere fatti anche e soprattutto con il sindaco che ha l’ultima parola, o meglio la firma, sulla nomina degli assessori.