E’ la politica, bellezza



Matteo ha ragione da vendere a dirsi sconcertato dalle parole che Michele Salvati ha usato per declinare l’offerta della candidatura alle prossime elezioni politiche. Salvati, sul Corriere della Sera, scrive a proposito del perché, dopo aver lanciato per primo l’idea del Partito Democratico in Italia, ora non voglia impegnarsi direttamente:

[...] Ma assumere un ruolo politico o istituzionale esplicito, entrare nella politica come professione, fa una grande differenza: la dimensione dell’efficacia, del perseguimento dello scopo, della costruzione delle mediazioni e dell’accettazione dei compromessi necessari per raggiungerlo, acquista una netta prevalenza rispetto alle valutazioni e alle analisi dell’opinionista indipendente.

Impegnarsi a tempo pieno nella Politica significa comunque dover mediare e scendere a compromessi, visto che la Politica stessa è l’arte del possibile. Per un intellettuale come Salvati è più facile pontificare dalle colonne del Corriere della Sera che doversi scontrare con lo sporco della politica quotidiana. Come se l’intellettuale avesse una superiorità morale rispetto al politico a tempo pieno – concetto diverso da quello di politico di professione, che usa Salvati.

Se ho deciso di spendermi in Politica, nei Verdi, è stato proprio per la ragione opposta. Sporcarmi le mani con i problemi. Se vogliamo cambiare l’Italia in meglio, è il momento che ci rimbocchiamo le maniche tutti, senza fare gli schizzosi, altrimenti c’è chi leggerà gli articoli di Salvati e si limiterà ad avvolgerci il pesce.

Link: L’articolo di Michele Salvati (TIF) e il commento di Matteo Balocco.

Luca Conti

Giornalista freelance, consulente social media marketing, Luca ha scritto Fare Business con Facebook e Comunicare con Twitter e cura la collana Web & Marketing 2.0 di Hoepli

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3 thoughts on “E’ la politica, bellezza

  1. Platone diceva che dovrebbero essere i filosofi e gli intellettuali a governare… ma probabilmente nell’antica Grecia la politica era considerata un’arte, più che una professione.
    E’ vero che bisogna sporcarsi la mani, come in tutti i lavori che richiedono di assumersi delle responsabilità: è per questo che gli “opinionisti indipendenti” è bene che rimangano tali.

  2. Inoltre restare fuori a protestare è una scelta molto semplice. E’ il *come* risolvere i problemi, in maniera concreta, e con quale base di appoggio, che spesso non riesce agli opinionisti di professione (sì, il tono è dispregiativo).

  3. Il problema è nella politica.
    Cioè “sporcarsi le mani” in politica significa entrare in uno schieramento, o un partito…e dare sempre ragione ad una certa parte per questioni di opportunità…anche se la si pensa diversamente: chi vuole restare libero di pensare fà un po’ fatica.
    E gli intelletuali avranno le idee, ma non necessariamente la capacità di attuarle…a ognuno le proprie attitudini.
    Platone se ricordo bene rinunciò alla politica, che già allora non era, e non è mai stata, qualcosa di elevato!