Questa è la preoccupazione numero uno di Business Week in un pezzo dedicato alle elezioni politiche italiane. Chiunque vinca sembrano improbabili le riforme strutturali necessarie al paese sostiene sempre B.W.
Lo scenario migliore è che Prodi vinca con un buon margine di seggi – l’articolo dice che l’Unione sarebbe in vantaggio di 3-6 punti – per fare politiche impopolari ma necessarie nei primi 12-18 mesi di governo.
L’articolo chiude con ottimismo e una speranza che condivido in pieno: se le elezioni non produrranno le riforme economiche da tempo attese, la stagnazione economica conseguente potrebbe alla fine essere il catalizzatore per un cambiamento radicale della classe politica.
Link: Business Week sulle elezioni politiche.
[via OKNOtizie.com]
Se le elezioni non producono le riforme, temo che non cambierà solo la classe politica.
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Ciao Luca! L’hai letto il libricino di Ivan Scalfarotto “Contro i perpetui”? E’ una classe politica troppo vecchia la nostra tesa il più delle volte ad onorare con incarichi piuttosto remunerativi i loro vecchi marpioni.
No Andrea, non l’avevo letto.
Siamo d’accordo con Scalfarotto
Ciao Luca, molte cose ci accomunano, perchè sono donatore Avis e Admo come tu testimoni e sostieni.
Sono socio WWF e sostengo che l’ambiente deve essere preservato ma anche sfruttato (energia alternativa)grazie a politiche ambientali rivolte a potere usufruire di ciò che la natura ci mette a disposizione per riuscire a salvaguardarla meglio.
Ho timore anche che con queste ultime elezioni cambierà ben poco, un fatto è certo in questo paese siamo stanchi di politici di professione i quali hanno poco a che fare con il lavoro vero, ma allo stesso tempo spaventati da coloro che ritengono l’Italia una azienda.
Desidereri un paese efficente, non assistenziale, che sostenga la famiglia, che assicuri un lavoro qualsiasi esso sia fisso o precario ed un sistema economico tale da permettere a tutte le famiglie la possibilità di risparmiare parte anche minima del proprio reddito.
E’ anche vero che in un paese democratico(il male minore possibile)tutte le fasce deboli veramente tali debbono essere sostenute e per questo è necessario ridistribuire la ricchezza, fare in modo che dove si può fare azienda ci sià rispetto della legalità e sicurezza per i cittadini.
Anche così promuovendo l’impresa ed in lavoro in zone più disagiate potremmo ridurre il gap tra Nord e Sud, far cassa con contributi, tasse, e quant’altro destinando parte di ricchezza anche ai più bisognosi.
In tutto ciò parte non meno importante l’hanno i volontari, che quotidianamente e gratuitamente pongono il loro tempo e a volte denaro a completa disposizione della società.
Questo fa onore a tutti noi ma principalmente al nostro Paese.
Spero di non averti annoiato con la speranza che si alzi un vento diverso che crei un’onda d’Amore alla quale, per sopravvivere, occorrerà aprire trasparentemente i nostri cuori.
Buona votazione.