Lettera aperta alla direzione generale di San Lorenzo



Gentile Signora Cardinale,

apprendo dalla stampa che San Lorenzo avrebbe deciso di delocalizzare il suo call center italiano. A quanto scrive Il Secolo XIX sembrerebbe che verrebbero quindi licenziate 600 persone e che il tutto sarebbe scaturito da controlli dell’INPS, per i quali viene contestata a San Lorenzo una evasione contributiva di 10 milioni di euro.

Da cliente, nonché estimatore dei prodotti San Lorenzo, mi piacerebbe conoscere la sua posizione e quella dell’azienda su questa scelta.

Grazie per l’attenzione.

Lettera inviata attraverso il sito di San Lorenzo ad Angela Cardinale della Direzione Generale di san Lorenzo. Sono venuto a conoscenza della notizia dal blog Unpercento.

AGGIORNAMENTO 15.02 San Lorenzo ha ricevuto la mia lettera e mi ha assicurato una risposta in tempi brevi.

Luca Conti

Giornalista freelance, consulente social media marketing, Luca ha scritto Fare Business con Facebook e Comunicare con Twitter e cura la collana Web & Marketing 2.0 di Hoepli

Website - Twitter - Facebook - More Posts

12 thoughts on “Lettera aperta alla direzione generale di San Lorenzo

  1. Pingback: Simplicissimus

  2. Pingback: San Lorenzo Sposta il Call Center in Romania KromeBlog - il blog di Sergio Longoni

  3. Pingback: » Tabata ha lavorato nel call center di San Lorenzo - Il blocco-note di Markingegno

  4. Pingback: Simplicissimus

  5. Pingback: Pandemia

  6. Pingback: Delocalizzazione oleosa dei call center San Lorenzo « Blog a Progetto

  7. Pingback: Aziende italiane in fuga: il call center ora parla rumeno » Panorama.it – Economia

  8. Pingback: Matteo Moro » Blog Archive » Dei blog e del rapporto con gli sponsor: il caso San Lorenzo

  9. Pingback: La Cuccia di ex-xxcz » Blog Archive » San Lorenzo, Antonio Tombolini e la gestione del (finto) precariato

  10. Ho scoperto che non solo i call center sono stati spostati in romania, ma anche in tunisia. In questo modo i clienti francesi vengono chiamati dalla tunisia e tutti gli altri dalla romania.
    Ho comunque parlato con uno degli ex collaboratori che ora fa il “VAD” per saperne di più. Vad significa venditori a domicilio. Ho fatto notare che non può essere visto che non visita i clienti a domicilio ma semmai si tratta di vendita a distanza. Ho fatto presente che in questo modo si evade il fisco in quanto invece di pagare le tasse su tutte le provvigioni le paga solo sul 78% e lo stesso anche per i contributi Inps. E’ letteralmente caduto dalle nuvole e si è spaventato. Ha chiesto lumi al suo “supervisor” il quale gli ha confermato che è tutto a posto è tutto in regola e che non deve preo

  11. sapete qualcosa rigurardo la situazione contributiva io ho lavorato 3 anni e mezzo