Lettera aperta alla direzione generale di San Lorenzo
Gentile Signora Cardinale,
apprendo dalla stampa che San Lorenzo avrebbe deciso di delocalizzare il suo call center italiano. A quanto scrive Il Secolo XIX sembrerebbe che verrebbero quindi licenziate 600 persone e che il tutto sarebbe scaturito da controlli dell’INPS, per i quali viene contestata a San Lorenzo una evasione contributiva di 10 milioni di euro.
Da cliente, nonché estimatore dei prodotti San Lorenzo, mi piacerebbe conoscere la sua posizione e quella dell’azienda su questa scelta.
Grazie per l’attenzione.
Lettera inviata attraverso il sito di San Lorenzo ad Angela Cardinale della Direzione Generale di san Lorenzo. Sono venuto a conoscenza della notizia dal blog Unpercento.
AGGIORNAMENTO 15.02 San Lorenzo ha ricevuto la mia lettera e mi ha assicurato una risposta in tempi brevi.


giugno 6th, 2007 at 15:04
Elogio del Precariato
Luca Conti pubblica nel suo blog personale la sua Lettera aperta alla direzione generale di San Lorenzo, in relazione a notizie di stampa circa la chiusura di call center in Italia e loro spostamento in Romania da parte di San…
giugno 7th, 2007 at 4:04
[...] Luca Conti ha scritto una lettera aperta alla direzione di San Lorenzo per chiedere spiegazioni [...]
giugno 7th, 2007 at 12:17
Passa da me pomeriggio, che ho qualche news interessante…
giugno 7th, 2007 at 20:31
[...] Il caso nasce con la lettera aperta di Luca Conti alla direzione generale della società, con cui si chiedono spiegazioni in merito all’intenzione della società di trasferire il proprio call center dall’Italia alla Romania, annunciata dal Secolo XIX. [...]
giugno 8th, 2007 at 7:05
Il caso San Lorenzo: legge? No, mercato delle vacche
Allora, il fatto è noto, e sta girando in rete: Ah!, si stracciano le vesti i più, guarda quegli affamatori di San Lorenzo! Hanno sfruttato per anni i poveri lavoratori dei loro call center, hanno evaso 10 milioni di Euro…
giugno 8th, 2007 at 12:53
San Lorenzo, la trasparenza fondamentale nei momenti critici
Chi ha letto Business Blog (Naked Conversations), oltre a chi pratica il buon senso, sa bene che, per una azienda che vuole essere aperta e dialogante, la prova della trasparenza e dell’apertura si rivela nei momenti critici per l’azienda stessa….
giugno 12th, 2007 at 22:42
[...] Luca Conti intanto ha scritto una lettera aperta alla Direzione Generale della San Lorenzo; il sunto della risposta è questo: “Noi siamo un’azienda solida, giovane e desiderosa di crescere, chiediamo solo di poter lavorare”. Eh sì, poverini, loro vogliono lavorare. Però gli faceva comodo assumere un giorno si e due no operatori giovani o disperati con contratto a progetto, senza ferie o malattie a 4-5-6 euro lordi l’ora quando andava bene; è facile tenere in piedi un’azienda e fornire un servizio clienti azzerando i costi e non investendo in una forza lavoro. E’ troppo comodo. E’ anche troppo facile giustificarsi coi costi, con le tasse italiane e tutto il resto. Perché uno lo deve mettere in conto all’inizio…non è possibile assumere o meglio, avere la possibilità di assumere 600 persone, SEICENTO PERSONE, decidendo liberamente se oggi lavorano e domani no, pagandole quando si vuole prendendosi gioco della disperazione di ognuno per poi rifarsi solo ed esclusivamente su di loro quando le cose vanno male. Mi imbestialisco quando leggo certe cose, non è possibile che esista un paese in cui la Legge Biagi duri da anni e nessuno provi a pronunciare la parola “abolizione”. [...]
giugno 15th, 2007 at 12:35
[...] Ma il vero problema è che, indipendentemente da quello che farà la San Lorenzo con i suoi attuali 600 operatori di call center, già lo scorso anno erano più di mille gli operatori telefonici che sostenevano utenti italiani dai Paesi dell’est (soprattutto Romania) e dal Sud America. Un numero destinato a salire, visto che, oltre al minore costo del lavoro, la delocalizzazione ha anche il vantaggio, a quanto pare, di non dovere assumere i lavoratori. Su Internet, a proposito della San Lorenzo, si è scatenato un putiferio: c’è chi difende l’azienda, chi racconta la sua esperienza diretta di centralinista e chi chiede lumi. [...]
giugno 20th, 2007 at 10:38
[...] La seconda reazione, decisamente più pacata della precedente, è quella di Luca Conti che decide di fare la cosa forse più saggia: chiedere delucidazioni direttamente all’azienda interessata, in modo da avere un’idea più precisa di quale sia la situazione. [...]
luglio 29th, 2007 at 22:48
[...] Riassumo brevemente i fatti cui mi sto riferendo, riprendendo la lettera aperta che Luca Conti ha scritto alla Direzione della società coinvolta nel fattaccio: «San Lorenzo avrebbe deciso di delocalizzare il suo call center italiano. A quanto scrive Il Secolo XIX sembrerebbe che verrebbero quindi licenziate 600 persone e che il tutto sarebbe scaturito da controlli dell’INPS, per i quali viene contestata a San Lorenzo una evasione contributiva di 10 milioni di euro.» [...]
febbraio 7th, 2008 at 18:32
Ho scoperto che non solo i call center sono stati spostati in romania, ma anche in tunisia. In questo modo i clienti francesi vengono chiamati dalla tunisia e tutti gli altri dalla romania.
Ho comunque parlato con uno degli ex collaboratori che ora fa il “VAD” per saperne di più. Vad significa venditori a domicilio. Ho fatto notare che non può essere visto che non visita i clienti a domicilio ma semmai si tratta di vendita a distanza. Ho fatto presente che in questo modo si evade il fisco in quanto invece di pagare le tasse su tutte le provvigioni le paga solo sul 78% e lo stesso anche per i contributi Inps. E’ letteralmente caduto dalle nuvole e si è spaventato. Ha chiesto lumi al suo “supervisor” il quale gli ha confermato che è tutto a posto è tutto in regola e che non deve preo
gennaio 8th, 2009 at 18:31
sapete qualcosa rigurardo la situazione contributiva io ho lavorato 3 anni e mezzo