La casta dei sindacati



Ho sempre avuto dubbi sull’operato dei sindacati, soprattutto nel difendere i lavoratori atipici, i giovani e i disoccupati. La trattativa sulla riforma delle pensioni non mi è piaciuta per nulla e il compromesso raggiunto è stato chiaramente al ribasso, soprattutto se confrontato con quanto i paesi europei hanno deciso nel riformare i loro sistemi.

Un sindacato che difende i pensionati, metà dei propri iscritti, e chi il lavoro ce l’ha, senza promuovere riforme che penalizzino chi, dentro le amministrazioni pubbliche, lavora poco e non premia chi invece suda più degli altri. I fatti lo dimostrano. Basta vivere un po’ di tempo all’interno di una amministrazione locale e si capisce presto come funziona il sistema, protetto dai sindacati!

La storia di copertina dell’Espresso soffia sul fuoco delle polemiche e qualche domanda dovrebbe avere una risposta seria e documentata, che non farei fatica ad evidenziare insieme a questo scritto. Perché i sindacati non devono avere un bilancio pubblico? Perché tanti, troppi, lavoratori pubblici sono distaccati al sindacato? Perché il sindacato gode di agevolazioni che nessun’altro ha?

Lo stesso sindacato dovrebbe rispondere a queste domande, nel suo interesse. La replica di Bonanni invece qual’è? L’attacco ai poteri forti! E’ semplicemente ridicolo, leggi:

“Quello dell’Espresso, conclude Bonanni, è un attacco alle rappresentanze ma si rassegnino, noi continueremo a lavorare. Se lo possono scordare che chi ha soldi, tv e giornali, può comandare in Italia”.

E’ una risposta questa?

Sottoscrivo invece quanto afferma Massimo Riva:

Soltanto in Italia, viceversa, il movimento sindacale si rifiuta nei fatti di prendere le misure di questa realtà e cerca di resistere adogni aggiustamento delle regole in difesa sostanzialmente degli interessi immediati di una parte numericamente minoritaria di lavoratori, quelli più prossimi alla soglia del pensionamento.

LEGGI: L’altra casta, i sindacati.

[via Luca Lodi]

Luca Conti

Giornalista freelance, consulente social media marketing, Luca ha scritto Fare Business con Facebook e Comunicare con Twitter e cura la collana Web & Marketing 2.0 di Hoepli

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6 thoughts on “La casta dei sindacati

  1. esiste un monopolio sindacale previlegi in favore della triplice sindcale complici la casta politica governante esempio il cnel che la triplice sindacale e associazione varie di sinistra hanno la maggioranza ed hanno il diritto
    di governare l’inps tramite i comitati provinciali e nazionali e diritto di delega dei pensionati e braccianti agricoli ,per non far crescere nuove confederazioni sindacali,poi dopo il referendum sulla delega sindacale hanno raddoppiato il potere il base accordi contrattuali nazionali e d’accordo con le aziende
    non fanno firmare ad altri sindacati il ccnl .
    Il ministro bersani dovrebbe liberalizzare anche le liberta sindacali che oggi sono un sogno per i lavoratori italiani.ha ragione massimo riva sulla casta sindacale in italia

  2. cercavo in internet per documentarmi maggiormente su quali siano i contributi pubblici che la triplice sindacale riceve.
    non ho un servizio da questi. mi rubano liquidazione e parte dello stipendio ogni qualvolta riscuoto il 10 del mese nei vari lavori precari che assolvo…e mi trovo sempre a lottare da solo.
    perciò individuando da chi e quanto ricevono, si può sapere finalmente da chi sono comprati…questi cari dipendenti dei lavoratori!

  3. Lavoro per i sindacati, faccio loro da ufficio stampa provinciale di un capoluogo di provincia del nord Italia e che contratto ho? CO.CO.CO. Quello che i rappresentanti dei lavoratori dovrebbero aborrire. Va bene che il quotidiano con cui collaboro mi fa fare la cronaca giudiziaria, la cronaca nera, la politica, l’economia nonostante questi argomenti, “core business” della stampa, andrebbero trattati solo da giornalisti professionisti – che, in realtà, non alzano mai il cula dalla sedia e, al massimo, alznao il “ditino” sulla tastiera del telefono – ma essere anche precariod entro i sindacati è una farsa.
    Per equlibrio di cronaca, devo dire che almeno il sindacato non mi dà orari da rispettare come dovrebbe essere, di norma, nei contratti subordinati. Al contrario l’altra casta, i giornalisti professionisti, mi affidano turni fissi. Almeno arrivo a 900/1000 euro al mese. mi bastano? No. Ahimè. Ahinoi.
    complimenti per il blog!

  4. Che il sindacato debba fare alcune autocritiche non vi è dubbio, altra cosa dipingerlo come la peggior cosa esistente nel nostro Paese. Sfido ad esempio chiunque, giornali, televisioni, esperti, ecc. a girare nelle aziende e viverle per come le RSU e quindi il sindacato agisce, difende e migliora le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
    Troppa gente scrive e critica rimanendo incollati alle loro scrivanie!
    Se può essere di qualche interesse io sono a disposizione per farvi conoscere la situazione, anche con visite specifiche, nell’azienda dove opero dal 1981 come responsabile sindacale.

  5. ciao a tutti. avete mai sentito di uno che ha fatto una vertenza di lavoro contro un sindacato, un caf, un patronato? sono un disoccupato che svolge queste mansioni in una sede comunale come unico responsabile. non ho mai firmato nulla con loro. nessun contratto, mi hanno dato qualcosa per l’affitto il primo anno… e le poche provvigioni per ogni pratica (730, domande di pensione, ecc). credo di essere un lavoratore in nero all’interno di un sindacato. è il colmo! pensate che ci sono gli estremi per una vertenza di lavoro?