L’ultimo sorriso di una Diana radiosa



Giuro, pochi secondi fa ho sentito Masotti, il corrispondente RAI a Londra, aprire così l’ennesimo servizio su Lady Diana. Francamente non se ne può più. Ieri tutti i grandi media hanno rimbalzato le nuove foto rese pubbliche dal processo in corso nel Regno Unito (processo a chi, visto che non c’è imputato!?!?!). Dove sta lo scoop? Dov’è la notizia? Novità? Nessuna! Solo un po’ di voyeurismo.

Lo stesso che inchioda da 52 giorni un nugolo di giornalisti a Garlasco, per una corrispondenza quotidiana. Possibile che dopo due mesi ci dobbiamo sorbire il nostro servizio quotidiano? Possibile che tutti i giorni ci sia qualcosa da dire? Chiaramente no, ma le risorse sono in campo, quindi il servizio ci vuole. Non si potrebbero mandare uno o due di questi inviati in Africa e fargli raccontare quello che in Italia nessuno dice? Possibile che la RAI abbia un solo ufficio in Africa, al Cairo?

Non venirmi a dire che è questo ciò che la gente vuole, perché potrei reagire molto,molto male.

Luca Conti

Giornalista freelance, consulente social media marketing, Luca ha scritto Fare Business con Facebook e Comunicare con Twitter e cura la collana Web & Marketing 2.0 di Hoepli

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3 thoughts on “L’ultimo sorriso di una Diana radiosa

  1. Sì, te lo vengo proprio a dire: QUESTO E’ QUELLO CHE LA GENTE VUOLE!
    Gli italiani (presi non singolarmente ma in media) non sono migliori né dei loro rappresentanti né degli organi di informazione.
    La gente vuole Vespa, Studio Aperto, la De Filippi, l’Isola dei Famosi ecc…

  2. Si potrebbe invece pensare che se si lasciassero spazi a persone un po più di alto profilo magari altra gente (e credo che comunque sia numerosa) ne sarebbe molto più felice?
    I media sono POTERE e vanno gestiti con COSCIENZA, si impone una responsabilità sociale e veicolare cose intellettualmente un po più elevate per una crescita umana e sociale migliore. Anche se la gente vuole Vespa, Studio Aperto, la De Filippi, l’Isola dei Famosi ecc… gli venga offerto tutto il bello e l’intelligenza che la cultura e la storia umana possiede. (non solo sui satelliti!!!!)

  3. Non voglio essere cinico e non vorrei ripetere la solita frase “Questo è quello che la gente vuole perchè non è così. Però oltre e non volere, il lettore-ascoltatore deve avere atteggiamenti e comportamenti conseguenti. Se alcune trasmissioni non fossero viste (non parlo di gradimento) l’intero meccanismo salterebbe. Il buon Riotta sta finendo per scimmiottare (e me ne dispiace molto) il tg2 di un tempo, che immancabilmente in una certa fascia oraria pubblicava le “puntate” su lady D. Anche Riotta non riesce a districarsi dall’incubo odiens nella lotta secolare con il tg5, che si vince con lady D e Garlasco. IO penso che ci vorrebbe un po’ di coraggio da entrambe le parti, direttore e ascoltatori, un’alleanza per la qualità. Io faccio qualità (o cerco di farla) tu però mi ascolti, premi il mio sforzo. Invece l’amara realtà è che l’Africa (per citare l’esempio) non premia in ascolti (ma il servizio pubblico deve essere premiato in ascolti? bella domanda…) e il giornalismo d’inchiesta (se esiste) non viene premiato se non è spettacolarizzato (Jene, ma lo vedete tutti sempre fino alla fine?, o Striscia..). Insomma il problema va grattato sempre in profondità e la soluzione, anche vista da chi ci lavora dentro, non è sempre semplice. Al servizio pubblico Rai il Sindacato giornalisti marchigiani ha dedicato due anni fa una giornata di riflessione (6.5.05). Interessante, se non altro perchè ha rivelato l’ignoranza che domina la materia.