L’innovazione per le Marche? Strade e commercio estero

In un convegno tenutosi oggi ad Ancona il Presidente della Regione Marche ha dettato la linea per l’innovazione e lo sviluppo delle Marche: internazionalizzazione e infrastrutture.

Sì, lo riconosco, sono fissato (e qualcuno aggiungerebbe, sono malato). Possibile però che in un contesto internazionale in cui vince la dematerializzazione dell’economia e il web gioca un ruolo essenziale, noi nelle Marche dobbiamo rimanere ancora al vecchio concetto di sviluppo basato sulla produzione di beni materiali? Possibile che ancora non si capisca che nel medio termine qualsiasi cosa si possa produrre a costi più bassi, andrà all’estero?

Possibile che in un contesto simile nessuno abbia pronunciato la parola infrastruttura di rete? Possibile che le Marche siano rimaste una delle poche regioni che non ha messo in campo piani per azzerare il divario digitale? Possibile che non si comprenda come i successi imprenditoriali all’estero, veramente innovativi, vengano da aziende che vivono in ambienti dove sono le autostrade telematiche a fare la differenza?

Scriverei con piacere una lettera aperta al Presidente Spacca e la manderei a tutti gli organi di informazione, ma il momento contingente me lo impedisce. Forse nel fine settimana riesco a trovare una mezz’oretta da dedicare allo scopo.

Possiamo fare finta di nulla? Limitarci a protestare sul nostro blog? Qualcosa dobbiamo fare, non si può stare zitti! Poi giustamente la politica lotta, senza successo, contro Trenitalia perché con l’orario nuovo due eurostar non fermeranno più ad Ancona. Quanti treni, per l’innovazione vera a base di bit, sono già passati e nessuno ha neanche aperto bocca per dire ah?!?

I marchigiani in ascolto che vogliono dare un contributo battano un colpo con un commento o con una email. Sono pronto a battermi per non vedere una regione andare alla deriva, facendo finta di essere innovativa, e tu?

[grazie a Edoardo Danieli]