Non sono entrato nel PD… o forse sì?



Calma, calma, non ho cambiato né partito, né gruppo consiliare, almeno non fino a questo momento. Non ho neanche cambiato idea rispetto a quanto scritto fino a ieri su elezioni, politica, Senigallia e Sinistra Arcobaleno.

Non ho avuto modo di scrivere nulla sulla seduta fiume, in tre parti, durante la scorsa settimane e non scriverò nulla della prossima seduta fiume, in tre parti, che comincia domani sera e potrebbe continuare fino a venerdì. Perché? Sono stanco e fino alle elezioni manterrò un basso profilo, poi vedremo cosa succederà. Entro aprile o maggio deciderò cosa fare da grande: certamente non il politico (come professione)!

Il titolo viene invece da un pezzo che ho avuto il piacere di scrivere per il magazine online del Partito Democratico, su gentile richiesta di Marco Laudonio. Il tema è il precariato e il web.

Quindici anni fa, al momento di scegliere l’università, mi dissero che l’era del posto fisso era terminata, con un mercato del lavoro proiettato verso la flessibilità, se non la precarietà. Quel che si preannunciava ieri, oggi è una concreta realtà. In un simile scenario esiste però un potentissimo alleato di chi un lavoro lo cerca o se lo vuole inventare: Internet.
Dalla mia personale esperienza posso testimoniare con soddisfazione come la rete sia uno strumento capace di moltiplicare le opportunità, facilitare lo sviluppo di relazioni in chiave professionale e offrire infinite risorse per la formazione permanente.
Internet, fin dal suo principio, è sempre stata una infrastruttura al servizio delle persone, per comunicare, per scambiare informazioni, per partecipare. Grazie all’avvento di tecnologie che semplificano l’accesso e alla diffusione dei collegamenti veloci con la banda larga, siamo oggi immersi in una nuova era della rete, in cui l’utente è al centro dell’attenzione, con positive ripercussioni in termini di crescita professionale.
Non è un caso se, all’interno dell’offerta dei social network – siti web in cui è possibile creare un proprio profilo e replicare, potenziadola, la propria rete sociale di contatti – due di questi siano espressamente rivolti alla sfera del lavoro. LinkedIn e Neurona/Xing, quest’ultimo completamente in italiano, permettono di inserire sul proprio profilo competenze ed esperienze professionali, percorso di studio e disponibilità a cogliere nuove opportunità. All’interno del network, grazie alle connessioni con gli altri utenti, è possibile contattare centinaia di migliaia di persone, in Italia e nel mondo, nell’azienda in cui vorremmo lavorare o con il partner con cui vorremmo collaborare. Farsi raccomandare, in senso positivo, da chi conosce le nostre capacità, è una buona referenza per stabilire nuovi contatti.
Non c’è niente meglio di un blog per chi vuole promuovere sé stesso. Coltivare una identità digitale, focalizzata sui temi relativi agli interessi professionali e autorevole nel tempo, è il sistema più efficace per fare breccia al prossimo colloquio di lavoro: cercare informazioni sul candidato in rete è pratica quotidiana. Presentare un biglietto da visita in rete che ben rappresenta ciò che sappiamo fare è un ottimo punto di partenza.

[Grazie al web precari meno precari]

Luca Conti

Giornalista freelance, consulente social media marketing, Luca ha scritto Fare Business con Facebook e Comunicare con Twitter e cura la collana Web & Marketing 2.0 di Hoepli

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