Il punto debole del lavoro autonomo



La condizione del lavoratore autonomo di seconda generazione in Italia si è dunque deteriorata sensibilmente, al punto da far dubitare che possa continuare ad attrarre i giovani alla ricerca di soluzioni lavorative non occasionali.

Questo passaggio l’ho trovato su Il Lavoro, il terzo volume della collana Personal Manager dell’Università Bocconi, edito giusto un anno fa.

Adesso capisco tante cose: le persone che storcevano il naso quando gli prospettavo un lavoro a partita IVA, chi voleva dissuadermi dall’intraprendere questa strada, chi mi preannunciava tempi difficili e anche lo stupore del mio commercialista nell’avviare un percorso sul giusto binario in tempi tutto sommato molto brevi.

Dal punto di vista fiscale è un bagno di sangue e il potere negozionale, come ricorda il libro, è basso, con le conseguenze che è facile immaginare. Ciò non toglie che un anno a questo regime mi abbia dato notevoli soddisfazioni.

Durerà? Lo vedremo insieme nei prossimi mesi.

Luca Conti

Giornalista freelance, consulente social media marketing, Luca ha scritto Fare Business con Facebook e Comunicare con Twitter e cura la collana Web & Marketing 2.0 di Hoepli

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2 thoughts on “Il punto debole del lavoro autonomo

  1. Non avrei problemi… in realtà ce l’ha ancora il mio commercialista :-)