L’informazione faziosa si scopre nei momenti chiave
Le cronache del Consiglio comunale di ieri sono una utilissima cartina al tornasole sulla faziosità della stampa locale. C’è chi è equilibrato e c’è chi dimostra di non esserlo. Parlano i fatti, ovvero gli spazi dedicati alle parti in causa.
Il migliore è senza dubbio Il Resto del Carlino che dedica al fatto una intera pagina suddivisa in tre articoli: uno di cronaca dei fatti, uno dedicato alle opinioni della maggioranza e uno a quelle della minoranza, con un perfetto equilibrio.
Il Messaggero ha meno spazio. Dedica così l’articolo più ampio ai fatti, inserendo l’intervento del Sindaco. Dedica ampio spazio alle ragioni dell’opposizione, ma niente alla maggioranza, perché purtroppo nessuno c’era alla conferenza stampa indetta all’ultimo minuto. C’è però una ampia nota del consigliere del gruppo misto che ha deciso le sorti della votazione, così da offrire un punto di vista ulteriore di chi ha votato la pratica.
Il Corriere Adriatico arriva ultimo. C’è un pezzo dedicato alla minoranza e uno alla maggioranza, certo, ma per la minoranza se ne aggiunge un terzo di Rifondazione Comunista. Manca la voce di Monachesi. Nel pezzo principale, con la cronaca dei fatti, le voci della minoranza superano ampiamente quelle della maggioranza e si percepisce bene il giornale da che parte sta.
La cosa più divertente è una nota non firmata che riporto a seguire:
L’alta temperatura raggiunta nell’aula del Consiglio, durante una delle sedute più attese e controverse come quella sul Piano Cervellati, ha finito per far perdere le staffe a più di uno. Tra un insulto e l’altro, degni di ben altre situazioni, c’è stato chi ha preso di mira la stampa e in particolare la nostra collaboratrice, impegnata a riportare le dichiarazioni di chi si trovava sui fronti opposti, come normale per una cronista. A lei il sindaco ha rivolto l’invito ad “accomodarsi fuori” dall’aula consiliare, con tono di fastidio e accompagnando le parole con un gesto inequivocabile della mano. Un comportamento incomprensibile e poco rispettoso di chi ha il solo obiettivo di informare i cittadini-lettori di quanto accade negli organi istituzionali. Un atteggiamento che non vorremmo denotasse insofferenza verso chi, nel suo lavoro, non si schiera sotto nessuna bandiera che non sia quella dell’informazione, perchè “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Parole della Costituzione italiana. Articolo 21, per l’esattezza..
Peccato che siano fandonie. Il Sindaco non ha fatto alcun gesto rivolto alla cronista, come ha precisato nella conferenza stampa, in presenza della cronista stessa, che ha dichiarato di non essersi accorta di nulla. Questa si chiama coda di paglia: mettere le mani avanti quando si ha la coscienza sporca.

