Andrea Postiglione, il giornalismo che non ti aspetti

Come funzionano i media italiani ormai lo abbiamo capito abbastanza bene. Sono rari i casi in cui nuovi talenti possono farsi largo, soprattutto nelle redazioni più prestigiose e ingessate, dove l’età media è elevata e le possibilità di carriera tutto sommato limitate.

Ai giornalisti del Master in Giornalismo Partecipativo, a cui ho avuto il piacere di fare lezione tra mazro ed aprile, ho sottolineato come il web apra grandi prospettive per il giornalismo del futuro, a patto di darsi da fare, rimboccarsi le maniche, conoscere bene almeno l’inglese e imparare tutti i giorni, creandosi le opportunità, preparandosi a prendere il treno che può passare da un momento all’altro.

Andrea Postiglione è un giovane giornalista napoletano freelance che esemplifica, a mio avviso, proprio tutto ciò. Andrea non è stato con le mani in mano, ma si è fatto notare per le proprie qualità, mettendosi in gioco. E’ così che si è preso una laurea e ha imparato l’arabo, entrando in contatto, non casualmente, con Al Jazeera International. Da questo contatto è nata una collaborazione che lo ha portato sugli schermi di tutto il mondo nella trasmissione 48, dove accompagna la conduttrice del programma in giro per Napoli, sfoggiando un ottimo inglese tra l’altro.

Una rondine non fa primavera e infatti Andrea ha lavorato recentemente con BBC World per un altro programma internazionale che andrà in onda tra poche settimane.

Conosco Andrea da appena una settimana, ma sono certo che farà strada, perché ne ha le qualità e perché se lo merita. Da parte mia non posso che prenderlo ad esempio per tanti giovani, giornalisti e non, che si deprimono in questa Italia povera di meritocrazia e di opportunità. Non tutto è perduto, soprattutto se gli orizzonti non sono quelli provinciali ma quelli internazionali.

Segue la trasmissione 48, divisa in due parti, presa dal canale YouTube di Al Jazeera International.