In un film visto recentemente, A Single Man, uno dei personaggi si rivolge all’altro e, al termine di un dialogo, conclude con
If I died right now it would be OK
Pur non augurandomelo e pur volendo vivere ancora a lungo, potrei esclamare in questo momento la stessa frase
Se morissi proprio adesso, sarebbe OK
Mi piace registrare questo momento felice, finché dura, a futura memoria, per quando non dovessi esserlo più.
In questo momento mi trovo davanti al mio portatile, musica positiva nelle orecchie, con molti amici a portata di click grazie ai social network, nonostante sia attualmente solo, a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia. Dalla finestra vedo una bella giornata, giusto con qualche nuvoletta, uno scoiattolo e alcuni uccellini che, a turno, si dividono i semini che qualcuno gli ha messo a disposizione, giusto vicino alla staccionata che separa il giardino dalla proprietà del vicino.
Mattinata passata a scrivere, in contatto con l’Italia, per la storia di copertina e la pagina centrale del prossimo numero di Nova – Il Sole 24 Ore (in edicola giovedì 2 settembre). Altro lavoro da sbrigare e molto da scrivere, ma non ci si può rovinare la vita per questo, no? Altri contatti per email dall’Italia mi ricordano prossimi impegni di lavoro confermati per l’autunno e nuovi viaggi da programmare.
Poco prima delle 16 parte un treno diretto a Toronto, dove passerò il weekend. Le previsioni dicono bel tempo e temperature sui 28-29 gradi. L’asciugamano è in valigia. Non si sa mai si riesca a fare un salto alla spiaggia cittadina di Toronto? Per il resto mi affido alle conoscenze dei miei amici canadesi per girovagare alla scoperta di nuovi luoghi. Devo preparare il bagaglio e ricaricare l’armamentario tecnologico: telefono, telefono/camera, Kindle. Mi porterò il computer per lavorare sul treno di ritorno al pezzo per Nova che non riesco più a scrivere oggi. Il treno ha wifi e corrente, quindi non dovrebbe esserci problemi, salvo l’ispirazione.
Con questa prospettiva, come potrei non essere positivo?