Opinioni sul giornalismo (online) che cambia

La scorsa settimana sono usciti alcuni numeri sui visitatori e le pagine viste/lette dei principali siti di informazione italiani. Il quadro, in sintesi, vede un assestamento se non un calo di lettori e un generale calo di pagine viste da parte dei principali giornali online. In contro tendenza i superblog e i nuovi nani dell’informazione italiana (Linkiesta, ilpost.it, Lettera43.it), in crescita a due cifre, ma nell’ordine dell’1-3% dei lettori dei grandi.

Tempi.it mi ha chiesto una opinione e quuesto l’articolo che ne è scaturito:

In conclusione, che tipo di informazione cerca la gente su internet?

Le persone che usano internet sono sempre di più le persone di tutti i giorni. Non è più una cosa solo per giovani o per smanettoni. Quindi la gente cerca gli stessi argomenti che cerca sugli altri mezzi: se, ad esempio, sui giornali regionali ciò che attira di più è la cronaca nera, anche su internet si riproporrà il medesimo fenomeno. Se a livello nazionale il calcio è lo sport più seguito, idem sul web. Però va detto che i grandi giornali on line hanno una costante propensione alla breaking news, a volte anche solo modificando le notizie con minimi particolari. Questo è un pregio valorizzato dagli utenti. Ma attenzione a non trascurare il “long form journalism”, di cui c’è altrettanto bisogno. Prendiamo ad esempio il magazine statunitense Slate.com: da qualche anno ha iniziato a produrre meno notizie, ma più lunghe ed approfondite. Il risultato è stato un aumento di visitatori, al pari delle pagine guardate e del tempo trascorso dagli utenti sul sito.

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Se ne discuterà anche al Festival del Giornalismo dal 25 al 29 aprile prossimi. Segna in agenda.