Oggi sono andato a ritirare gli ultimi esami del sangue fatti pochi giorni prima di partire per il Sud Est Asia. Li ho poi scansionati e inviati per email al mio medico di base che ha commentato, sempre via email: “a me paiono stupendi”.

Da luglio 2014 ho deciso di cambiare dieta e passare a una vegetariana, dopo aver letto un libro che ti cambia la vita: Se niente importa.

La decisione di non mangiare gli animali è necessaria per me, ma è anche circoscritta e personale. È un impegno preso nel contesto della mia vita, non di quella di qualcun altro.

Mangiando pochissima carne rossa da anni, da tempo ho un asterisco fisso sul risultato delle analisi del sangue: il colesterolo totale. Nell’ultima analisi del 2014 avevo anche un colesterolo HDL sotto la soglia, seppur per un solo punto, con emoglobina e ferritina vicini al limite basso dell’intervallo.

Le ultime analisi presentano invece solo il colesterolo sotto la soglia (123) e tutto il resto in miglioramento. Colesterolo HDL a 40 (minimo è 40), emoglobina in aumento (da 14,7 a 15,4), insieme alla ferritina (da 29 a 39). Smentiti quindi tutti quelli che affermano che una dieta vegetariana non è salutare, perché le proteine animali sarebbero indispensabili per stare bene. Non è così e i numeri lo dimostrano chiaramente.

Che cambiamenti ho apportato nell’ultimo anno, tali da migliorare il tasso di ferro e di colesterolo HDL? Forse quello più importante è stato un incremento dei semi nell’insalata, che integrano la dieta con ferro e altri minerali. In tutte le mie insalate aggiungo, alternandoli, semi di finocchio, semi di anice, semi di zucca, semi di girasole. Nello yogurt e cereali del mattino aggiungo sempre tre cucchiaini di semi di lino tritati, per integrare la dieta con acidi grassi Omega3.

Se dovessi dare un solo argomento a favore della dieta vegetariana, quello della salute sarebbe già sufficiente, no? Chi non vuole stare bene? Ragionamenti stupidi, perché l’uomo è tutto meno che un animale razionale e non credo ci sia bisogno di dimostrarlo.