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La sfida del mese di marzo: meno informazione, più filtro

 

Qual è il valore del flusso informativo in cui siamo immersi quotidianamente?

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Da professionista della comunicazione e dell’informazione credo sia un dovere interrogarsi sul valore estratto dall’informazione quotidiana che consumiamo. Per questo ho deciso di applicare alcuni filtri per il mese di marzo. Filtri più restrittivi del solito.

La sfida del mese di marzo

La mia dieta informativa è già molto sofisticata. Niente telegiornali, niente canali all news, niente giornali, niente periodici, niente radio. Solo digitale, selezionato: podcast in inglese, molti feed RSS in inglese e qualcuno in italiano, diverse newsletter quotidiane e settimanali, più il flusso di Twitter. Da queste fonti ricevo link di articoli da leggere, segnalazioni di libri da leggere, film da vedere, podcast da ascoltare. Il volume è tale che, per quanto filtrato, a mala pena mi permette di restare al passo. Con un limite: leggo pochi libri (uno a settimana per me è poco) e non ho tempo per la formazione professionale, vera.

La sfida questo mese è di non aggiungere nuovi contenuti a quelli già sul piatto e di chiudere temporaneamente il rubinetto di feed RSS e newsletter, senza aprirne di nuovi. Una sfida parallela sarà di resistere la tentazione di controllare le ultime novità su film e libri, per non accumularne di nuovi. Gli unici contenuti ammessi questo mese saranno quindi articoli salvati e non ancora letti su Pocket, libri già scaricati, audiolibri e podcast a cui sono già abbonato.

Mi attendo un aumento del livello di attenzione medio e un numero più elevato di libri letti. Il problema sarà gestire in maniera intelligente il tempo delle pause e la noia che ogni tanto prende il sopravvento.

A fine mese un bilancio.

 

Aggiornamento del 7/3

Complice un lungo weekend fuori, sono riuscito, per ora, a non aprire app, aggregatori vari, feed RSS. Ho cancellato tutte le newsletter ricevute, senza aprirne alcuna. Ho finito un audiolibro, ne ho cominciato un altro e ho finito un libro. W l’ignoranza selettiva.

Aggiornamento del 16/3

Il digiuno continua. In queste due settimane ho letto un numero di una newsletter, su circa 50 che ne ricevo ogni settimana. Un -99% non è male. Da Twitter ho scoperto dello sciopero al Sole 24 Ore e ho seguito qualche link per capire cosa stava succedendo. Nelle ultime due settimane non è successo nulla che avrei dovuto sapere. Ciò di più rilevante, se esiste, emerge nelle cene con gli amici.

Nel frattempo ho finito altri due libri, mi sono appassionato di un altro audiolibro e ho altri 3-5 libri in lettura. Incredibile ma vero, sono riuscito a modificare l’abitudine di portare lo smartphone (in realtà l’iPod touch) in bagno a controllare news e app, già da appena sveglio. Ora in bagno c’è il Kindle e questo poco tempo contribuisce a farmi leggere di più. Colazione, pranzo e cena: libro. Podcast solo quando cucino ormai. Durante l’esercizio fisico preferisco l’audiolibro. Audiolibro, tra parentesi, da cui ho tratto spunti interessanti, che approfondirò in un altro post.

Sto cominciando ad assecondare alcuni momenti di noia, senza che debba riempire quel tempo evitando di pensare. Ormai è diventata una abitudine quella di controllare la posta solo 2-3 volte al giorno. Mi sto rendendo conto, grazie anche a un altro libro, che i comportamenti compulsivi sono un modo del cervello di evitare l’ansia, ma il beneficio è solo temporaneo. Meglio è ridisegnare il proprio ambiente per trovare soluzioni diverse e soprattutto rendersene conto. Altrimenti è impossibile cambiare.