equilibrio digitale

Dietro le quinte di Equilibrio digitale, per usare la tecnologia, con consapevolezza

 

Finalmente è online. La prima puntata di Equilibrio digitale è disponibile per l’ascolto su tutte le piattaforme, da iTunes a Spreaker, da Overcast alla tua app preferita per ascoltare podcast.

equilibrio digitale

Equilibrio digitale è una trasmissione audio di 15-20 minuti dedicata all’uso consapevole della tecnologia. L’obiettivo è sviluppare una conversazione sul tema, con aneddoti personali, interviste ad esperte, esperimenti e consigli per interrogarti sul tuo stile di vita. Interrompi qualsiasi attività appena senti il bip della notifica sullo smartphone? Non passa un minuto da quando sei sveglio e hai già il telefono in mano? Chatti su WhatsApp quando hai amici intorno a te? Rispondi alla posta elettronica in meno di cinque minuti, qualsiasi sia l’attività che stavi facendo quando sei stato interrotto?

Equilibrio digitale vuole esattamente far emergere queste domande e trovare la soluzione migliore per usare la tecnologia senza venirne usati. Non è per gli addetti ai lavori, ma per tutti quelli che hanno uno smartphone (o un tablet o un computer) e lo usano per ore, ogni giorno. La tecnologia non è un male, ma può diventare un ostacolo a vivere meglio (e a lavorare meglio), se non usata correttamente.

Come nasce un podcast

L’idea di questo podcast ce l’ho da molto tempo, ma è grazie a Carlo Annese e a Piano P se Equilibrio digitale è da oggi online. L’idea è di pubblicare una stagione, come per le serie televisive, composta da otto puntate a cadenza bisettimanale. La prossima andrà online eccezionalmente venerdì 31 marzo e poi ogni due settimane. Il tema sarà quello di social media, lavoro e produttività. Parleremo di personal branding con Luigi Centenaro e ragioneremo su quanto tempo dedicare al social web, anche per lavoro, se vogliamo essere veramente produttivi.

Grazie a Carlo Annese e a Piano P Equilibrio digitale è online. Carlo produce anche Da Costa a Costa, il podcast di Francesco Costa sulla politica e sulla società americana. Produrre un podcast è più impegnativo di quanto pensassi inizialmente. Registrare un file audio di media qualità, con le idee giuste, non è così difficile e non richiede un grande investimento, se non di tempo. Produrre un podcast di qualità giornalistica, con un audio curato, effetti sonori al momento giusto, doppiaggio di interviste a personaggi internazionali, non è per niente banale. Richiede un investimento in strumentazione professionale e l’applicazione di competenze specifiche per trattare il file audio in modo tale da avere un prodotto finale di alto livello.

Scrivere per un podcast

Sul piano dei contenuti, per realizzare Equilibrio digitale mi sono confrontato con un nuovo modo di scrivere. Scrivere un testo, per essere ascoltato, senza annoiare, non è facile. Ci sono riuscito? Considera la prima puntata un numero zero, seppur l’impegno nel realizzarla sia stato non poca cosa. Dalla seconda puntata, credo la mia voce migliori. Per arrivare alla prima puntata, così come la puoi ascoltare ora, (non dimenticare di abbonarti, mi raccomando!), ho scritto un testo che ha visto numerose revisioni, prima di prendere la forma finale, come segue:

Col primo smartphone, il mitico Nokia N95, è stato amore a prima vista [suono di cuore che batte forte]. Era lo schermo che consultavo appena sveglio e l’ultimo prima di addormentarmi, già sotto le coperte. Un’occhiata alle ultime email [suono notifica email], poi alle ultime notizie e infine Twitter [suono notifica twitter]. Ne parlo al passato, perché dopo anni mi sono resoconto della dipendenza che avevo sviluppato e ho preso dei provvedimenti drastici. Niente tecnologia in camera da letto.

Tra parentesi il suono che ho immaginato, per intervallare il testo e renderlo più piacevole da ascoltare. Frasi brevi, per dare ritmo. Qualche elemento personale, per rendere il tutto più intimo. Il podcast del resto è una voce che la maggior parte degli ascoltatori sente con auricolari. Una esperienza molto personale.

A questo lavoro si è aggiunto quello di identificare alcuni ospiti da far intervistare da parte di Carlo Annese, così da avere un audio da inserire nel racconto. Sentirai Luigi Centenaro nella seconda puntata e Giuseppe Fattori nella terza. In altri casi ci siamo avvalsi di un intervento già online, in un podcast o su YouTube, da cui abbiamo estratto alcune parole. Per queste abbiamo quindi cercato l’intervento, trovato il passaggio giusto, tagliato poi da Carlo e letto (voice over, in termine tecnico) da un altro professionista (grazie Luca!).

Un lavoro da sostenere

Con Piano P crediamo che ci sia spazio, anche in Italia, per podcast di qualità giornalistica. Per questo il progetto è online, per sondare l’attenzione del pubblico e, allo stesso tempo, attrarre possibili sponsor interessati ad associare il proprio marchio a un prodotto di questo genere.

Non siamo negli Stati Uniti, dove gli investimenti pubblicitari nei podcast viaggiano nell’ordine di 200 milioni di dollari. Siamo ben lontani dalla popolarità che la piattaforma podcast ha in quel mondo, ma crediamo che un pubblico ci sia e abbiamo voluto lanciarci.

A questo punto ti invito caldamente:

  • Ascolta la prima puntata e inviami un feedback. Critiche e suggerimenti sono benvenuti;
  • Se ti è piaciuta, abbonati al podcast sulla piattaforma che preferisci (iTunes, Spreaker, Overcast, altro);
  • Lascia una recensione e segnala il podcast ad amici o a colleghi;
  • Segnalaci aziende interessate per una sponsorizzazione.

 

Grazie e buon ascolto!