Il bello di Couchsurfing

Mancano 5 minuti a mezzanotte mentre scrivo questo post ma non posso non raccontare la serata di oggi. Potrei scrivere un post e raccontare l’intera giornata o l’intera settimana, ma sarebbe lo stesso contenuto moltiplicato con n aneddoti e dovrei stare qui a scrivere per ore. Mi limito all’esempio delle ultime ore, perché da solo rende l’idea.

Serata in casa, con un felafel preso da asporto. Sono con R. e C., coppia che vive a San Francisco. Ho incrociato R. su Couchsurfing, cercando una sistemazione per alcuni giorni in visita e il suo profilo mi ha subito colpito. Un artista, nero, di 58 anni, molto open mind e ricco di esperienza. Gli chiedo ospitalità, mostrando affinità con il mondo dell’arte e non solo e R. risponde subito con entusiasmo. Da ieri sono suo ospite.

Mangiando un cibo delizioso, bevendo una birra, dalle 20,30 circa abbiamo conversato di Italia, politica, Trump, il potere economico, il cibo industriale, l’olio di palma, l’Afghanistan, la lobby delle armi, il mondo dell’arte contemporanea, Maurizio Cattelan, Francis Bacon e molto altro. Una piacevolissima conversazione tra amici, anche se ci conosciamo da meno di 48 ore.

Tutto questo è stato reso possibile da Couchsurfing, la piattaforma che mette in contatto viaggiatori che cercano un’esperienza locale (low cost, anzi gratis) e cittadini che amano ospitare viaggiatori, condividere l’amore per la propria città e contaminarsi con altre culture. Non è la prima volta che uso questa piattaforma e non sarà certamente l’ultima. Non è sempre facile trovare la persona giusta, ma spesso bastano alcune parole chiave per trovare tra migliaia di utenti quello giusto. Così è stato con R. Un’esperienza che da sola non ha prezzo. ll punto non è risparmiare qualche decina di euro in alloggio, ma vivere una vita da cittadino, parlando con i cittadini del posto.

Lo so, non è per tutti, ma ti assicuro che ne vale la pena.