Meno link, più esperienze

Tra le poche fonti di relazione personale che seguo, ci sono i blog di Nicola e di Domitilla. In entrambi i casi li seguo perché mi piace restare in contatto e leggere cosa hanno da condividere sui propri blog. Come ai vecchi tempi della blogosfera, in cui i blog erano tanti, personali e curati giornalmente. Spunti di riflessione intellettuale e segnalazione di contenuti interessanti. Oggi le condivisioni sono n volte superiori, ma avvengono quasi totalmente dentro i giardini chiusi delle piattaforme social, da cui ho deciso di esiliarmi.

Domitilla ha deciso di privilegiare la newsletter come canale di comunicazione pubblico e il blog è diventato un archivio posticipato delle sue newsletter, a cui resto abbonato, ma che non leggo più, avendo deciso di azzerare la lettura delle newsletter a cui mi sono abbonato nel tempo. Nell’ultima newsletter, Domitilla segnala decine di link, su argomenti diversi, con il meglio del 2019 e non solo. Non ho seguito nessuno dei suoi link e ho pensato come l’uso della rete sia cambiato nel tempo. Il mio uso della rete.

Quando lavoro online, scrivevo articoli e libri, curavo contenuti per conto terzi e facevo ricerche, la mia giornata era in gran parte seduta alla scrivania o con lo smartphone in mano, a fare il dj delle notizie. Scandagliavo ore e ore le mie fonti di informazione (newsletter, feed RSS, twitter, aggregatori), alla ricerca di articoli da leggere, temi da approfondire, ricerche da mettere da parte, contenuti da convidere privatamente singolarmente o pubblicamente. Tutto il giorno non facevo altro che scandagliare, leggere, mettere da parte e in qualche caso commentare e condividere online. Dopo aver deciso di dare un taglio al consumo di media – cancellazione del profilo su Pocket, abbandono delle newsletter, riduzione drastica dei feed RSS, abbandono di Twitter, abbandono di app di riviste e quotidiani – la mia vita è cambiata. Il tempo che passo al computer davanti alla scrivania si è molto ridotto: controllo la posta elettronica, qualche sito e cerco informazioni di cui ho bisogno subito (ricette, essenzialmente), meteo, orari del cinema, novità su Mubi. Il tempo davanti allo smartphone è zero, visto che non ho rimpiazzato il telefono rotto. Leggo molte meno informazioni online e non mi sento per questo più ignorante o meno informato. Non ci sono informazioni vitali di cui sento la mancanza. Sì, sono ancora drogato dai report sugli incassi del box office del cinema italiano, la mattina, ma questo è un altro discorso. Passiamo troppo tempo davanti agli schermi, soprattutto computer e smartphone, alla ricerca di novità. Chi lavora online poi si può distrarre ogni volta che ne sente il bisogno – frustrazione nel lavoro che si fa, noia per mancanza di cose da fare, tristezze da ufficio – e il modo migliore per distrarsi è perdersi online. Facilissimo. L’oblio a portata di click.

Complice il mio anno sabbatico, ho deciso di cambiare. Il modo migliore? Sostituire il tempo online con attività pratiche. Yoga, palestra, curare un journal dopo colazione invece di leggere le notizie, leggere un libro durante e dopo il pranzo, assaporare un nuovo piatto cucinato per la prima volta, con la televisione spenta e senza schermi attivi. Al massimo con una musica soft in sottofondo.

Tornando ai link condivisi online, non mi interessano più perché ho cambiato approccio. Gli amici mi interessano sempre, ma ciò che mi interessa veramente sono le loro esperienze. Cosa hanno imparato nell’ultima settimana? Cosa hanno cucinato? Che idee hanno avuto? Chi hanno incontrato e che riflessioni sono emerse? Esperienze. Dirette. Proprie. Purtroppo, temo, a forza di stare seduti alla scrivania a cliccare, presi dalla quotidianità e della condivisione online, di tempo per esperienze nuove, anche fosse solo un’idea emersa da un libro, non ce n’è.

Quello che vorrei è leggere più esperienze di prima mano e meno link. Oppure link, pochi, ma commentati e argomentati. Meno tempo a leggere, più tempo a fare e a riflettere. Per questo, anche in questo post, non trovi link. Meglio rifletterci su. Per cliccare c’è tempo.