Personale


Pubblicato in Personale &Politica02 set 2010 04:23 pm

Gestire un blog comporta rischi che spesso si sottovalutano, come quello di essere querelati. E’ successo anche a me, per una vicenda durata più di tre anni. Per fortuna c’è il lieto fine e ora, che il tutto è stato archiviato, posso parlarne tranquillamente. Non farò il nome del querelante, ininfluente rispetto alla vicenda in questa sede. Il tutto ha risvolti politici locali tali per cui il partito dei Verdi di Senigallia, in cui ho militato, pubblicherà un comunicato stampa nelle prossime ore e giorni.

La vicenda è un po’ complessa, anche perché il tutto non si sviluppa linearmente. Abbi pazienza e seguimi, se vuoi.
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Pubblicato in Personale30 ago 2010 05:26 am

Pur avendo una bella coda di arretrato da raccontare, nell’arco di oltre una settimana ormai, mi limito ad un breve flash a caldo su Toronto. Tutto il resto seguirà con calma, in parte dall’Italia, visto che rimangono circa 10 giorni e alcuni di questi hanno attività che li riempono completamente. Veniamo a Toronto.

Questo weekend è stato notevole. Un bel complemento al soggiorno a Montreal, con l’unico rammarico di essere stato breve (48 ore più il il viaggio).

Senz’altro non dimenticherò la piacevolissima serata con Antonia, Gino e Massimiliano a La Bruschetta e in una ottima gelateria italiana a seguire, insieme alle conversazioni che spero avranno presto un seguito.

Toronto ha lasciato il segno, per la vitalità del centro, che lo rende simile per molti versi a New York City, per le attività culturali – il sabato siamo stati al Live Green Festival, a BuskerFest e al Festival cinese – e per il panorama mozzafiato dei grattacieli.

Sorprendente anche il parco isola a 15 minuti di traghetto dal centro della città. Un parco curatissimo, silenzioso, molto frequentato, pulito e rilassante. Il fatto che abbia una piccola spiaggia clothing optional lo rende ancora più divertente.

La bilancia dice che da Toronto mi son portato dietro qualche chilo in più, complici, in ordine sparso: burrito, waffle/galletta kivi e fragola, pancake “a la page” con sciroppo d’acero, panna e frutta mista, ravioli, cheesecake, gelato, più gli ottimi pasti del treno ViaRail Montreal-Toronto.

Il clima favorevole, con temperature diurne prossime ai trenta gradi, gradevole temperatura notturna e cielo sempre soleggiato, con una brezza niente male, ha contributo a rendere il weekend prossimo alla perfezione.

Una menzione va anche al treno. La scelta è caduta su un collegamento con servizio di prima classe scontato, perché prenotato con anticipo. Prezzo competitivo con i treni alta velocità italiani, servizio inclusivo di pranzo/cena e bevande, più una connessione ad Internet wi-fi, un po’ ballerina, ma molto gradita, insieme ad alcuni quotidiani che non dispiacciono.

Pubblico giusto una foto, ma gli scatti da parte sono numerosi, alcuni già su Facebook per ragioni di praticità. Mi fermo qui, un po’ per la stanchezza (sono le 23,22 ora locale), un po’ perché domani mi aspetta Il World Film Festival di Montreal con 4 film, uno dietro l’altro, a partire dalle 10,30 ora locale.

Alla prossima puntata!


Pubblicato in Personale27 ago 2010 05:48 pm

In un film visto recentemente, A Single Man, uno dei personaggi si rivolge all’altro e, al termine di un dialogo, conclude con

If I died right now it would be OK

Pur non augurandomelo e pur volendo vivere ancora a lungo, potrei esclamare in questo momento la stessa frase

Se morissi proprio adesso, sarebbe OK

Mi piace registrare questo momento felice, finché dura, a futura memoria, per quando non dovessi esserlo più.

In questo momento mi trovo davanti al mio portatile, musica positiva nelle orecchie, con molti amici a portata di click grazie ai social network, nonostante sia attualmente solo, a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia. Dalla finestra vedo una bella giornata, giusto con qualche nuvoletta, uno scoiattolo e alcuni uccellini che, a turno, si dividono i semini che qualcuno gli ha messo a disposizione, giusto vicino alla staccionata che separa il giardino dalla proprietà del vicino.

Mattinata passata a scrivere, in contatto con l’Italia, per la storia di copertina e la pagina centrale del prossimo numero di Nova – Il Sole 24 Ore (in edicola giovedì 2 settembre). Altro lavoro da sbrigare e molto da scrivere, ma non ci si può rovinare la vita per questo, no? Altri contatti per email dall’Italia mi ricordano prossimi impegni di lavoro confermati per l’autunno e nuovi viaggi da programmare.

Poco prima delle 16 parte un treno diretto a Toronto, dove passerò il weekend. Le previsioni dicono bel tempo e temperature sui 28-29 gradi. L’asciugamano è in valigia. Non si sa mai si riesca a fare un salto alla spiaggia cittadina di Toronto? Per il resto mi affido alle conoscenze dei miei amici canadesi per girovagare alla scoperta di nuovi luoghi. Devo preparare il bagaglio e ricaricare l’armamentario tecnologico: telefono, telefono/camera, Kindle. Mi porterò il computer per lavorare sul treno di ritorno al pezzo per Nova che non riesco più a scrivere oggi. Il treno ha wifi e corrente, quindi non dovrebbe esserci problemi, salvo l’ispirazione.

Con questa prospettiva, come potrei non essere positivo?


Pubblicato in Personale15 ago 2010 04:33 pm

La seconda puntata del diario canadese arriva insieme alla terza, tutto incluso, perché il weekend è un momento difficile per scrivere, causa intensificazione delle attività ludiche.

In questo momento, domenica alle 10,15, il relax domina, in attesa della colazione (uova alla messicana?!?) e posso fare un po’ il riepilogo delle ultime avventure.

Venerdì

Il venerdì, primo giorno intero di permanenza qui a Montreal, è stato un giorno di assestamento, tra sistemazione di vestiti e quant’altro. E’ stato utile per prendere confidenza con il vivere quotidiano della zona in cui vivo. Il paesaggio circostante assomiglia molto a quello di Wisteria Lane, la via in cui si svolge la storia di Desperate Housewives. Se siamo amici su Facebook, puoi vedere alcune foto (se non lo siamo, chiedi pure) a tal proposito.

Ho avvistato la prima casalinga, all’opera nello stendere la biancheria, poi ne ho viste altre il sabato impegnate a tagliare il prato: qui ognuno ha un prato verdissimo, da tagliare spesso, un vialetto per l’auto e, quasi da ordinanza, una piscina circolare sopra il terreno, nel giardino interno. Sembrano fatte con lo stampino :-)

Potevo fare a meno di inaugurare la piscina? Ovvio che no! Il pomeriggio di venerdì è il momento in cui è cominciato il weekend nel modo più indicato. Bagnetto, lettura sotto un bel sole, un drink e il giusto relax. Una foto molto esplicativa è su Facebook (appena posso organizzo un album su Flickr anche per tutti gli altri).

La serata del venerdì è passata in un locale del centro di Montreal, in modo molto internazionale. C’era un canadese, un italiano, un australiano, uno scozzese e una americana… e non è una barzelletta! Il bello è che una delle persone lavora come me nell’ambito dei social media, sul mercato USA e canadese. Interessante scambio di punti di vista, anche se la musica elevata del locale non ha favorito la conversazione. Ometto quello che è seguito alla cena/drink per proteggere la privacy del sottoscritto e degli altri che erano con me: vedersi faccia a faccia per un drink, in cui si possono raccontare queste storie, richiede un bonus per i fortunati!

Sabato

Ferragosto è un giorno come un altro qui. Sabato mattina ci siamo dedicati ad aiutare un amico a traslocare. Si è organizzato con un TIR pieno di roba (o dovrei dire spazzatura!) e il sottoscritto ha contribuito a scaricare, per una intera mattinata. No problem, considerando che sto qui anche per vivere la vita quotidiana dei canadesi e capire così le loro abitudini: il turismo è divertente, ma apprendere le culture locali lo è altrettanto.

Ho notato quindi, ad esempio, che il Canada è commercialmente una succursale americana, pur con le sue differenze, vedi le etichette bilingue obbligatorie in inglese e francese. E’ una succursale perché i formati delle bevande e di tutto quanto commercializzato in bottiglia prodotta industrialmente segue le misure americane e non quelle canadesi o europee. Si trovano quindi lattine da 354 ml o bottiglie di succo d’arancia da 1,94 litri e non 2! Nota che riflette la dipendenza e l’influenza degli USA in Canada, che si prendono almeno qui una rivincita, visto che il Quebec genera energia e produce ortaggi e frutta essenziali per lo stato di New York e non solo.

Riposati dal trasloco, ci siamo fatti un giretto in centro a Montreal, nella zona dei grattacieli in auto e a piedi in quella che era la zona centrale originaria. Notevole il contrasto tra vecchio e nuovo, anche se il nuovo ovviamente prevale. Molta carina la zona del porto vecchio, oggi solo turistico, che mi ha un po’ ricordato i Pier di New York.

A sottolineare la multiculturalità di Montreal e la vivacità della città, ci siamo imbattuti in un festival giapponese, pieno di gente, dove ci siamo presi una granita versione giapponese (notare il taglio del ghiaccio!).

Per non farmi mancare nulla ho provato anche quel dolce locale chiamato la coda del castoro, per la forma e il colore. Zuccheroso, dolce e morbido. Ottimo per recuperare energia nelle fredde giornate in cui si pattina sul ghiacchio del canale, come mi dicono i locali. Toccherà farci un’altra visita in inverno, considerando che da alcune foto Montreal sembra un’altra città: neve ovunque, bianco e la vita che si sposta sottoterra, grazie a collegamenti tra centri commerciali sotto la città.

La vita all’aperto, per ragioni climatiche, si concentra in pochi mesi l’anno, ma questo sembra un periodo particolarmente prolifico, tanto da avere l’imbarazzo della scelta delle cose da fare. Tra torneo di tennis femminile in arrivo, festival del cinema, festival dei fuochi artificiali, non ci si annoia per nulla, anche se la vita scorre meno frenetica di quanto abbia visto in altre città USA di pari livello.

La serata si è svolta tranquilla e pantofolaia: ogni tanto bisogna pure riposarsi! La domenica è appena cominciata e sarà oggetto della prossima puntata!

Post da leggere con in sottofondo Meet me half way.


Pubblicato in Personale13 ago 2010 08:18 pm

Ha preso il via il mio soggiorno canadese di 4 settimane. Cercherò, con i limiti della contingenza, di tenere un diario abbastanza aggiornato delle mie scoperte in quel di Montreal, considerando che sarò più o meno sempre online.

L’impatto è stato morbido. Mi avevano messo in guardia che alla dogana sarebbero stati molto fermi in fatto di cibo importato, che ovviamente non ho portato, e del fatto che avrebbero cercato di farmi pagare per un visto affari. A tutte le domande relative, che lavora fa? perché è venuto in Canada?, ho risposto in modo netto e non ho fatto scattare alcun controllo aggiuntivo. A Londra sono finito, per un controllo a campione, nel body scanner, ma non andiamo fuori tema!

Stasera andrò a farmi il primo giro in città, quindi non sono ancora in grado di commentare alcunché. Ciò che posso dire è che i canadesi, come si poteva prevedere, sono in tutto e per tutto dei cugini americani. Hanno in media auto di grande cilindrata, si muovono su grandi spazi pubblici, al supermercato la bottiglia media per una bevanda è 2 litri e le case di periferia hanno una metratura da spavento, se non una piscina d’ordinanza in giardino.

Il quartiere dove vivo è in tutto e per tutto simile a Wisteria Lane, la via della serie tv Desperate Housewives. Ogni casa ha il suo giardino e il suo vialetto per l’auto, senza alcuna recinzione protettiva e una larga strada di fronte. A differenza della serie, qui sembra tutto molto tranquillo. Ho visto anche uno scoiattolo girovagare sulla staccionata che separa la mia proprietà da quella dei vicini!

Tra poche ore comincia il weekend di Ferragosto, qui normale come un weekend qualsiasi. Vediamo che succede.


Pubblicato in Personale10 ago 2010 11:07 pm

Non sono stato mai particolarmente attaccato al compleanno, come data simbolica da festeggiare. Certo, fa piacere ricevere gli auguri, segno di attenzione, se non anche di amicizia e di stima, da parte di amici, familiari, contatti e altre persone incontrate nel cammino della vita. Continua a leggere


Pubblicato in Agenda &Personale &Social27 lug 2010 09:46 am

Dopo l’intervista della settimana scorsa su Radio3 Scienza (e una flash per Radio 101), questa settimana è la volta di Radiouno Rai e La Radio Ne Parla. Il tema, sempre caldo, è quello di Facebook e dei social network, ma sono riuscito anche ad illustrare brevemente anche FourSquare, l’ultimo nato sulla cresta dell’onda.

La trasmissione, registrata qualche giorno fa, andrà in onda domani 28 luglio 2010 alle 12,35 su RadioUno, nel programma La Radio ne parla.

Il programma sarà disponibile anche in podcast, da scaricare poche ore dopo la messa in onda.

Buon ascolto!

UPDATE

Il file mp3 della trasmissione è online per qualche giorno, qua.


Pubblicato in Personale14 lug 2010 05:46 pm

Sì, universo parallelo è il termine che più si avvicina alla definizione che darei alle mie ultime vacanze. Un universo parallelo (in realtà due distinti, perché le vacanze si sono svolte in due luoghi, con modalità e persone diverse) con pochi punti di contatto con l’universo in cui vivo tutti i giorni (giusto una connessione Internet, consultata con modalità di fortuna e di tanto in tanto, e una linea telefonica attiva di tanto in tanto e un po’ di cucina italiana) e prospettive completamente diverse.

Certo, siamo sempre sul pianeta Terra e a poche longitudini di distanza, ma le differenze hanno reso questo periodo un vero e proprio universo parallelo. Come definire altrimenti un ambiente in cui i ritmi quotidiani del mangiare e del dormire non sono in alcun modo regolati dell’orologio, ma vivono di vita propria? Paesaggi e stili di vita in cui le priorità quotidiane si rivoluzionano: da un lato la principale preoccupazione è data dal vento, dalla temperatura dell’acqua e dall’attenzione ad eventuali condizioni meteoclimatiche estreme, dall’altro dall’elevato irraggiamento del sole, dalla crema solare da non dimenticare e dall’attenzione alle persone che ti circondano, per coglierne punti di vista e modi alternativi di vivere gli stessi spazi di divertimento.

Ovvio che in un universo come questo, gli echi dall’Italia dell’attualità e della politica, arrivino attutiti e con un impatto prossimo allo zero, anche in presenza di atti gravi e indecenti per chiunque abbia un minimo di senso civico. Impatto zero anche per le preoccupazioni solite del ritmo lavorativo italiano: stato del trasporto pubblico e scioperi, controllo e aggiornamento dai social network, antenne dritte per cogliere le notizie più rilevanti, relazioni (pubbliche e private) da gestire multipiattaforma. La routine, nell’universo parallelo diventa altro: bisogni primari, consumi culturali (in 26 giorni complessivi ho letto 7 libri), contatto con la natura, sviluppo di nuove relazioni personali.

Provare a vivere vite diverse, per qualche settimana, aiuta molto. Offre prospettive nuove e aiuta a mettere in discussione pratiche quotidiane altrimenti date per scontate e immutabili. Non è per niente così, se (milioni di) persone come te riescono a ritagliarsi il tempo per rilassarsi, conoscere gente nuova, esplorare nuovi orizzonti, aprirsi al confronto e al cambiamento.

L’effetto finale di tutto ciò è considerare la propria vita come un viaggio su un binario non più unico e predefinito o immutabile, ma ricco di scambi e contatti con altri binari sui quali, perché no, indirizzare diversamente la propria vita, anche in maniera stabile. A me piace pensare che la vita sia così e, dalle esperienze che ho avuto, credo proprio che lo sia . Sta a noi, a te, esplorare nuovi universi e scegliere quello più adatto, senza dare per scontato che il proprio universo sia per forza il migliore, anzi!

Viaggiare per universi paralleli, in paesi stranieri, con gente nuova e con stili di vita diversi, porta con sé una avvertenza fondamentale alle quale fare molta attenzione. Prima o poi, si rischia di entrare in un universo dal quale poi è difficile uscire (per i vantaggi che offre), con tutte le conseguenze che ciò comporta.


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