Coronavirus: effetti collaterali positivi

Un effetto positivo del Coronavirus è stata la voglia rinnovata di scrivere. Da oggi ho ripreso a scrivere su Pandemia per un’edizione speciale dedicata al Coronavirus. Voglio tracciare risorse, analisi, scenari, per andare oltre i numeri spiccioli, la cronaca quotidiana di morti e contagiati e la gestione ordinaria della vita. Qualcosa utile per essere meglio informativi da un lato e guardare avanti.

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Lo scorso fine settimana ho anche aiutato una giornalista di Donna moderna a cogliere l’occasione per imparare l’uso di qualche app utile per le lettrici. Alcune scelte da lei, Alessia Cogliati, altre da me. Riporto a seguire i link delle 5 app e i miei virgolettati, a futura memoria, insieme ai link.

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Guardare dall'altra parte

Se tutti guardavano dall’altra parte, allora erano tutti complici. Se lui guardava dall’altra parte, era coinvolto quanto gli altri. Quello era il suo modo di vedere le cose, lo era sempre stato.

I ragazzi della Nickel di Colson Whitehead

Il passaggio sopra è tratto da un libro di narrativa, seppur ispirato da fatti reali. Come succede spesso, dentro la narrativa trovi pensieri e idee più forti dei libri di saggistica. Forse perché non te li aspetti in un romanzo. Sta di fatto che il modo in cui il giovane protagonista lotta contro le ingiustizie a suo carico è il modo in cui mi sforzo di vivere la mia vita.

Il nostro stile di vita, prima ancora delle nostre idee o della visione politica (e del voto), ci rende complici di molte ingiustizie del mondo moderno. Ingiustizie verso lavoratori sfruttati, verso l’ambiente, verso gli animali, verso la nostra stessa salute. Troppo spesso guardiamo dall’altra parte, per convenienza, per mancanza di energia, per ignoranza, per complicità diretta, per piacere, per quieto vivere. L’unica cosa da fare è smettere di girarci dall’altra parte e affrontare le questioni, con coraggio, una per volta. Non c’è un’altra via.

Fuck-you money, definizione

There a few rules of thumb for dealing with money. The first has been termed by some linguistically adventurous individuals fuck-you money, in reference to the last two words—ever, presumably—you will yell at your boss before storming out of the office. Basically, fuck-you money refers to the savings that would allow you to quit your job at a moment’s notice without ending up in dire financial straits. One year’s salary, say. Fuck-you money is freedom. More important even than material independence is that fuck-you moneyallows you to see and think objectively. So if you haven’t saved up your fuck-you money yet, keep your fixed costs low. The lower your outgoings, the quicker you’ll reach your goal. In any case, it’s a nice feeling to have money without spending much of it.

The art of good life

Per la serie “la saggezza che si trova nei libri”, provo soddisfazione quando leggo teorizzati comportamenti che, senza pensarci, ho già seguito e concretizzato. Un amico molto vicino, la settimana scorsa, ha avuto il coraggio di formulare una domanda che molti altri amici (e non amici) hanno pensato in questi mesi e non hanno avuto il coraggio di chiedere: come campa Luca? come si può permettere di stare un anno senza fare nulla o quasi? La risposta è nelle parole di cui sopra.

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