L’antica arte dello scrivere a sconosciuti e renderli felici

Internet, ce lo diciamo tutti i giorni, è uno strumento fantastico. Ci permette di accedere a una miriade di informazioni (non a tutto lo scibile umano, che non è necessariamente online!) in pochi secondi. Con la stessa velocità ci permette di scambiare messaggi con amici lontani nello spazio migliaia di chilometri e altrettamento velocemente di ricevere una risposta.

Spesso ci dimentichiamo che possiamo comunicare direttamente con artisti, autori, sviluppatori che contribuiscono ad arricchire la nostra vita, non solo online. Nell’ultima settimana sono stato così colpito da un film, da una newsletter e da una canzone, che ho scritto al regista, all’autore e al compositore dei tre contenuti.

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La mia nuova passione: il personal knowledge management

Il periodo di quarantena da COVID-19 sta creando nuove opportunità, per chi le sa cogliere. Dopo un fase iniziale di apprensione sull’evoluzione della pandemia, cercando di raccogliere dati e informazioni, una volta capito che non sarebbe stato breve e non sarebbe stato possibile capire come stanno veramente le cose, ho iniziato a concentrarmi sulla lettura, sullo studio e sulla ricerca, di altro. Il risultato è che ho scoperto una passione (ritrovato, dovrei dire, forse) per il tema del personal knowledge management e temi affini.

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Invecchiare è imparare a perdere

Invecchiare è imparare a perdere. Incassare, ogni settimana o quasi, un nuovo deficit, una nuova alterazione, un nuovo danno. Ecco quello che vedo io. E la colonna delle entrate resta vuota. Un giorno, non riuscire piú a correre, camminare, chinarsi, abbassarsi, sollevare, tendere, piegare, girarsi, da una parte, poi dall’altra, né in avanti, né all’indietro, non riuscirci piú di mattina, piú di sera, piú e basta. Adeguarsi continuamente. Perdere la memoria, perdere i punti di riferimento, perdere le parole. Perdere l’equilibrio, la vista, la nozione del tempo, perdere il sonno, perdere l’udito, perdere la testa. Perdere ciò che ti è stato dato, ciò che hai guadagnato, ciò che hai meritato, ciò per cui hai combattuto, ciò che pensavi di tenerti per sempre.

Le gratitudini di Delphine de Vigan

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Smetti di leggere le notizie

Di questi tempi la vedo molto difficile, ma quanto predica Rolf Dobelli in Smetti di leggere le notizie, lo predico anch’io da tempo, per me stesso, prima che per gli altri. Se di televisione, radio, giornali di carta ne faccio ormai a meno da tempo, per l’informazione online è più difficile, soprattutto con il mondo che cambia ogni giorno per via dell’emergenza COVID-19. Ciò non significa che si possa moderare il consumo di informazione, verso la qualità, in modica quantità, almeno finché non sarà di nuovo possibile passare del tempo insieme. Allora sarai tu a darmi le notizie che contano.

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