Vai al contenuto

Sarai belo te sul Corriere Adriatico

Scritto da:

Luca Conti

E’ un buon momento per i blog nelle Marche. Oggi sul Corriere Adriatico appare, all’interno della cronaca di Ancona, un lungo articolo sul web anconetano e, in particolare, sul blog di Marco scritto in dialetto: Sarai belo te.

Segue il testo all’articolo, con i miei personali complimenti a Marco.

Un blog per conoscere il vernacolo

E’ in rete “Saraibelote”: anche una guida per la corretta pronuncia

Ancona – Un dialetto senza confini, quello anconetano, che, grazie allo spirito d’iniziativa e il senso dello humor di un blogger di casa nostra, è capace di raggiungere “sonoramente” tutti gli internauti.“Sarai belo te” il nome del blog in cui compare una metodica e ironica traduzione in italiano delle terminologie e dei modi gergali che ci appartengono, con la novità assoluta dell’ausilio sonoro. Cliccando su alcune delle parole più significative è infatti possibile ascoltarne la pronuncia aprendo i file in formato Mp3.

A fianco di siti ormai consolidati come www.anconanostra.com, moscioli.com, che presentano iniziative e appuntamenti locali rigorosamente “in lingua”, è nato saraibelote.wordpress.com con l’intento di analizzare simpaticamente le nostre espressioni più divertenti e proprie della quotidianità.“L’obiettivo – spiega Marco, l’ideatore dell’ironico spazio in rete, che preferisce omettere la vera identità affinchè il blog viva di luce propria – è quello di isolare, sezionare, passare al microscopio le espressioni più tipiche, corredandole di una traduzione più o meno seria. “Saraibelote” non propone poesie o prose dialettali, nè si sofferma su Ancona o sulla storia dei suoi personaggi. Il suo punto di forza, rispetto a siti già esistenti, è di evidenziare i vocaboli più divertenti creando una sorta di dizionario”. Qualche esempio? Il primo post, pubblicato qualche mese fa, recita “Nu jela guanto più” tradotto in “temo che arrivare in fondo sia impresa piuttosto ardua”; o ancora “Ninì” “esortazione bonaria, ma non troppo, a non esagerare nei modi o nel parlare” o “sei un magò” tradotto in “forse esagero ma non sembri essere l’esatta rappresentazione della leggerezza e della vivacità”. Il tutto suddiviso in sezioni. Dalle frasi in libertà alle coniugazioni dei verbi, dai mestieri dorici (pizardò, gelatàro, straciàro) ai vocaboli sparsi: arnovà (prenderle di santa ragione), sternefola (fionda). Infine, le varie ed eventuali capaci di ricordare a noi stessi la nostra peculiarità, fatta di un dialetto regionale che mitiga le cadenze del sud, accentua la vicinanza alla schiettezza romana e si discosta dalla pronuncia della vicina Emilia Romagna troncando i verbi e aprendo le vocali. Novità che connota il blog è, ovviamente, l’ausilio sonoro. Un bagaglio di “storia” locale che si sposa con le tecnologie comunicative più all’avanguardia.

Ma come è nata l’idea di aprire un blog così particolare? “Tutto nasce dall’amore per le mie origini – continua l’internauta, appassionato non solo di “linguistica autoctona” ma anche di nuove tecnologie – per la mia città e il suo dialetto, che trovo simpaticissimo e meno apprezzato di quanto meriterebbe. Sono espressioni singolari che rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale e che affondano spesso le loro radici negli usi e nei costumi anconetani più datati. Ce ne sono tante, le usiamo di continuo senza nemmeno rendercene conto”. Chiamarlo “Sarai belo te” rientra nella filosofia di voler trasferire, senza prendersi troppo sul serio, quello spirito dorico “dell’essere un po’spaccone, brontolone, diffidente, mal volentieri sottomesso, ma sotto sotto buono e sempre pronto a tendere una mano”.

Con il podcasting questa tipicità locale sarà in grado di varcare i confini ed essere ascoltata da tutti: nostalgici emigrati, appassionati linguisti, o semplicemente curiosi che vogliono conoscere meglio la nostra pronuncia, e magari riderci su.

Articolo precedente

Il marketing entra nelle conversazioni dei blog

Articolo successivo

Non farà mai carriera...