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Gli ultimi articoli per Nòva

Scritto da:

Luca Conti

A una settimana dalla pubblicazione non sono riuscito a fare una scansione degli articoli pubblicati su Nòva, Il Sole 24 Ore. Posso perà pubblicare i testi dei tre pezzi che mi son stati richiesti, a proposito della blogosfera europea e italiana.

Per chi legge Pandemia abitualmente non si tratta di novità stravolgenti.

La blogosfera europea e quella italiana

Nella nuova era dei contenuti generati dagli utenti e dei media personali, il blog è il mezzo di comunicazione che più di altri ha permesso a chiunque di esprimere le proprie opinioni, con facilità e senza bisogno di alcuna competenza tecnica. Dei 60 milioni di blog monitorati oggi da Technorati, motore di ricerca specializzato e leader del settore, è difficile stimare quanti di questi siano curati da cittadini europei. Certo è invece come il blogging stia diventando un fenomeno sociale che abbraccia, con diversi gradi di diffusione, l’Europa intera. In questo scenario, estremamente dinamico, l’Italia non è il paese guida. Nonostante ciòle prospettive per il 2007 sono molto positive e l’interazione tra i nuovi opinion leader e i media tradizionali è destinata a salire. La storia recente dei blog ha mostrato una crescita costante nel tempo, quanto esponenziale: l’indice di Technorati raddoppia ogni sette mesi da più di tre anni e ogni giorno vengono prodotti e pubblicati oltre un milioni di nuovi articoli in tutto il mondo. Tra i paesi del vecchio continente la Francia ha la più popolare comunità di blogger: il 90% dei navigatori francesi dichiara di conoscere i blog (Fonte: Ipsos-HotWire). Escludendo la piattaforma SkyBlog, promossa dal network radiofonico SkyRock, con 5 milioni di blog curati prevalentemente da adolescenti, la stima dei blog attivi in Francia supera comunque il milione di unità. La popolarità del blog nella società francese è tale che chiunque voglia comunicare con i giovani e avere una immagine moderna non può prescindere dall’analisi e dall’utilizzo di questo strumento, si tratti di un politico piuttosto che di una azienda. Non è un casuale quindi se ognuno dei candidati alle prossime elezioni presidenziali francesi 2007 abbia una forte presenza online. La comunicazione assume un tono colloquiale, senza la mediazione dei grandi media, e si rivolge direttamente ai propri sostenitori e al proprio elettorato di riferimento grazie ad un blog, spesso associato a contenuti audio e video distribuito via podcasting. Il virus del blog sta contagiando la politica europea. Tale scelta è stata infatti seguita da David Cameron, leader del partito conservatore inglese, dotatosi di un sito ricco di contenuti originali, presentati seguendo le regole della Internet di seconda generazione: navigazione facilitata con l’uso di parole chiave per ogni contenuto pubblicato e centralità della conversazione. Due ministri italiani, Gentiloni e Di Pietro, comunicano attivamente con un blog. “Francia e Regno Unito sono paesi in cui altrettanto popolare e a basso costo è la banda larga e ciòcostituisce un fattore chiave nello sviluppo del blogging” secondo Emmanuel Vivier, cofondatore di Buzz Paradise, agenzia di marketing non convenzionale che organizza campagne promozionali coinvolgendo gli influenti della rete. A Londra gli abbonati alla tv satellitare Sky possono accedere ad un abbonamento per l’accesso veloce alla rete a costo zero, mentre a Parigi Free, uno dei principali concorrenti di France Telecom, offrirà a partire dai primi mesi del 2007 un collegamento a 100 Megabit al secondo, comprensivo di telefonate nazionali illimitate e tv via Internet ad alta definizione per un abbonamento di 30 euro al mese. Il blocco psicologico determinato dai collegamenti a tempo e a consumo, anche veloci, limita inevitabilmente l’uso di Internet in Italia e impedisce la libera circolazione delle idee online, blog e podcasting inclusi. Corre più veloce la blogosfera spagnola, dinamica ma ancora inconsapevole, come del resto l’Italia, delle grandi potenzialità del mezzo. “I media spagnoli hanno cominciato ad accendere i riflettori sui blogger più autorevoli ma il fenomeno è ancora recente” ha dichiarato a Nova Juan Varela, autore del blog Periodistas 21 dedicato all’analisi dei media in Spagna. Mancano purtroppo strumenti di analisi costante e di raccolta dati sull’evoluzione del fenomeno blogging in molti paesi europei. In Italia l’ultima ricerca GFK Eurisko New Media individua nel primo semestre 2006 ben 650.000 blog attivi. Il primo blog europeo ad essere meglio posizionato nella classifica dei blog più citati e considerati più influenti da Technorati èBeppe Grillo. Molti gradini più sotto, ma unico altro esempio nella top 100, èMicrosiervios, popolarissimo blog spagnolo sulla cultura di rete. Se non è possibile quantificarli esattamente, è indubitabile il crescente potere di influenza dei blogger in tutta Europa: nuovi opinion leader ai quali non si può più prescindere.

Cronaca da Le Web 3

L’Europa può competere nel mercato dei servizi web di prossima generazione con pari dignità rispetto alla concorrenza di USA e Cina. Questo è il filo conduttore di Le Web, la conferenza internazionale su blog e Internet, giunta quest’anno alla terza edizione. All’incontro promosso da Loic Le Meur, top blogger francese e responsabile europeo delle attività di Six Apart, sono convenuti 1000 partecipanti da oltre 30 paesi da tutto il mondo. Parigi è stata per due giorni la capitale internazionale della rete. Protagonisti principali i casi di successo del web europeo, a partire da Skype, e i nuovi internazionale del 2006, l’aggregatore di informazioni Netvibes, proprio a Parigi durante la scorsa edizione trovà i propri canali di finanziamento, grazie ai quali oggi ha superato il traguardo di 5 milioni di utenti, in tutto il mondo. Cresce e si moltiplica la nuova imprenditoria made in Europe, nata e sviluppata su Internet. Martin Varsawsky ne è un esempio e con FON ha confermato come la Spagna possa promuovere il successo di una web company, senza bisogno di trasferire armi e bagagli nella Silicon Valley. Una attenzione particolare è stata rivolta alla scoperta di quali potranno divenire i prossimi YouTube e Flickr. Le Web 3 è stato infatti una ghiotta occasione, colta dagli sviluppatori del nuovo web, per presentarsi pubblicamente e soprattutto entrare in contatto con potenziali investimenti di venture capital europei. Tra queste anche un progetto italiano, Presspack di Nicola Mattina, per la gestione sicura delle password in un unico sito web. A dimostrazione infine della centralità del blog e della rete oltralpe, dopo la copertina de L’Express per cui Internet è il quinto potere, Shimon Peres e Nicolas Sarkozi, candidato quest’ultimo alle presidenziali francesi 2007, sono intervenuti per un saluto fuori programma. In aumento, rispetto alle precedenti edizioni, la presenza dei partecipanti italiani: un segno che dà speranza allo sviluppo del web nostrano. L’Italia rischia di perdere opportunità uniche e irripetibili nella promozione di posti di lavori ad alto contenuto intellettuale e di essere esclusa dalla nuova economia europea del web. Questo è il momento di agire.

Pandemia

Pandemia nasce giusto quattro anni fa, il 13 Dicembre 2002, dopo un lungo peregrinare alla ricerca della piattaforma ideale. La scelta del sistema dove cominciare è spesso decisiva. La maggior parte dei blogger, a sei mesi dall’avvio, tende infatti a non cambiare più piattaforma, pur di non ricominciare da capo e non trasferire altrove l’archivio. Il blog nasce come una naturale evoluzione del mio modo di comunicare e condividere informazioni. Dall’uso dell’email, quale mezzo con il quale trasmettere messaggi ad un pubblico ristretto di amici, il passaggio al blog è stato naturale. Quale altro sistema di pubblicazione di contenuti su Internet, in una dimensione globale (da qui l’attinenza con pandemia) è altrettanto semplice e potente? Nessuno. Gli argomenti sui quali scrivere e stimolare conversazioni con i navigatori rispecchiavano i principali miei interessi: politica, arte, narrativa, ambiente, Internet, media, motori di ricerca. Lo spirito con il quale cominciòl’avventura del blogging era ed è, ancora oggi ma con più consapevolezza, avere un luogo dove raccogliere i propri pensieri, anche di carattere personale. Una vera e propria estensione quindi dell’essere, con lo sviluppo di una identità digitale, pienamente integrata con quella del mondo reale. Non una fuga dalla realtà, sia chiaro, ma l’apertura di un canale di espressione aggiuntivo e non sostitutivo di altre relazioni. A dimostrazione di tutto ciòposso affermare come il blog sia, nella mia esperienza, uno strumento unico per potenziare la propria rete di contatti. Senza Pandemia non avrei probabilmente trovato amici in tutta Europa, incontrati in seguito in varie occasioni, alcune di queste organizzate per il puro piacere di vedersi. Col passare del tempo un solo blog è diventato stretto. Perché, mi son chiesto, pubblicare interventi su fatti personali, locali o politici quando Pandemia ha acquisito un pubblico attento e partecipe sui temi di Internet, media e tecnologia? Cogliendo una opportunità contingente, ho aperto quindi un altro blog dove raccogliere tutto quanto fosse altro, rispetto alla linea editoriale acquisita da Pandemia. Lo sviluppo di contatti con la blogosfera internazionale ha reso poi indispensabile l’apertura di un ulteriore blog in lingua inglese, nel quale non riproporre la mera traduzione di interventi già pubblicati, ma dove commentare fatti di respiro internazionale e presentare chiavi per interpretare la via italiana al web. Come trovare il tempo per curare tre blog, con interventi pressochéquotidiani? Sicuramente senza un lavoro da ufficio e una connessione always on, anche da casa, tutto ciònon sarebbe stato possibile. Una predispozione alla sintesi e alla scrittura per il web hanno senza dubbio contribuito in positivo. Trovare ogni giorno argomenti originali di cui discutere non è mai stato un problema. Come per un bravo giornalista, la costruzione di un archivio di fonti affidabili e bene informate, è il frutto di anni di analisi e selezione. La stessa operazione avviene con i blog e un aggregatore di feed RSS. Senza un simile strumento sarebbe impossibile seguire centinaia di voci autorevoli e scovare preziosi spunti di riflessione, da cogliere subito.

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