Interviste a Blogosfere al Salone del libro 2007

In occasione della Salone del Libro di Torino ho avuto il piacere di essere intervistato da Elisa di Blogosfere. Abbiamo spaziato dal Web 2.0 ai blog in Francia e ad altri argomenti di attualità. Oggi sono finito addirittura sulla home page del network! Sono senza parole.

Luca Conti al Salone del Libro: Tra Passione e Ruolo del Digitale

“È la mia prima volta al Salone del Libro, un’occasione che avrei voluto cogliere da anni. Essere qui, per un appassionato lettore quale sono – prevalentemente di narrativa, ma con una curiosità per ogni cosa – è come entrare in una Disneyland del sapere. Non ho ancora avuto modo di fare un giro completo, ma è evidente che c’è da perdere la testa con così tanti autori che presentano i loro lavori e animano dibattiti stimolanti; bisognerebbe sdoppiarsi, e probabilmente due persone non basterebbero.”

“Mi sarei aspettato, sinceramente, una maggiore attenzione ai blog. Nel programma ho notato solo uno o due eventi dedicati ai giovani e al blog come mezzo di espressione, e poi una menzione in un convegno, specificamente da parte di Ezio Mauro in un convegno su tecnologia e democrazia, il più vicino ai temi di Internet. Spero che nelle prossime edizioni ci sia più spazio, perché i blog e Internet in generale sono media di comunicazione spesso citati, e hanno molto a che fare con i libri, tanto quanto la televisione e la radio, che qui sono massicciamente presenti.”

Luca Conti su Web 2.0, Copyright e Futuro dei Contenuti Digitali

Ci siamo chiesti: “Come far convivere lo spirito del Web 2.0 con le leggi sul diritto d’autore e i problemi di copyright? Un esempio è la chiusura di Pandora negli Stati Uniti. C’è un punto di contatto? Cosa bisogna cambiare?”

La mia risposta

“Le grandi major discografiche e cinematografiche devono comprendere che Internet ha trasformato radicalmente l’utilizzo dei media con l’avvento del digitale. L’utente di oggi non si limita più a consumare passivamente prodotti (musica o film), ma desidera essere protagonista, rielaborando e fruendo i contenuti in forme e su dispositivi diversi (dall’iPod al cinema in salotto). La stessa cosa vale per la musica, che non è più limitata all’ascolto del CD, ma che assume una forma digitale desiderata dall’utente, che il produttore di contenuti lo voglia o no.

Se i produttori di contenuti non si adegueranno e non favoriranno attivamente questa transizione al digitale in modo legale, rischiano di perdere quote di mercato, la fiducia dei consumatori e, in ultima analisi, anche il profitto. L’industria musicale ha già iniziato, seppur lentamente, a stipulare accordi per la distribuzione online legale dei propri cataloghi. Analogamente, negli Stati Uniti, quasi tutte le case di produzione cinematografica offrono ormai, accanto alla vendita in DVD, il download digitale dei film. Credo che quando vedranno questo successo crescere e questi servizi apprezzati, capiranno che è necessario sposare il digitale e le relative licenze.

Il fattore tempo non è da sottovalutare: chi arriva tardi si troverà in difficoltà. In Italia, purtroppo, siamo svantaggiati da un organismo come la SIAE, storicamente molto conservatore. Temo che servizi come Pandora in Italia non avranno vita facile e la loro legalità rimarrà a rischio per lungo tempo.”