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Spaccare il capello per l’etica dei blogger e poi…

Scritto da:

Luca Conti

…e poi leggi di Maurizio Costanzo che ha intascato, legittimamente, 7 milioni di euro per una consulenza con Telecom Italia che, se c’è stata, non è neanche mai stata documentata. Maurizio Costanzo è un giornalista e conduce trasmissioni di carattere giornalistico, spesso e volentieri, seppur discutibili nei contenuti.

Domanda retorica: Maurizio Costanzo, con il contratto che ha sottoscritto, può essere considerato un giornalista indipendente nei suoi giudizi? Produrrà mai dibattiti su argomenti in cui il suo cliente potrebbe finire in cattiva luce? Certo che no.

Chi ha attualmente più potere di influenza, direttamente ed indirettamente, sull’opinione pubblica, Maurizio Costanzo o la blogosfera italiana? Non ce l’ho con Maurizio Costanzo, anche perchénon sarebbe l’unico. Dobbiamo preoccuparci di più di questo genere di marchettone o della pagliuzza che finisce ai blogger, che sicuramente sono più trasparenti di molti altri gruppi?

Pensiamoci.

LEGGI: 7 milioni di euro da Telecom Italia a Maurizio Costanzo.

[via Stefano Quintarelli]

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  1. Ciao Luca, ringraziandoti di nuovo per la bella serata di ieri, ti invito a leggere il mio resoconto sul mio blog che, stando ai fatti, ha avuto un sorprendente effetto collaterale…

  2. Ma e’ dato sapere consulenza “per che cosa”??
    Voglio dire, se un’azienda fa quel tipo di investimento e’ perche’ ne deve avere un ritorno, anche economico, no?

    Perche’ e’ come per i compensi di certi conduttori tv, inutile scandalizzarsi, evidentemente la rete conta di guadagnare molto di piu’ di quello che paga il conduttore… pero’ qui il dipendente e’ _anche_ un giornalista…

  3. Queste cose capitano sempre più spesso in Italia. E poi noi invece dobbiamo lottare a suon di sconti per realizzare un sito o una consulenza di web marketing. Se vogliamo, sarà pure un bravo giornalista professionista, ma per il nostro lavoro ci vogliono ancora più competenze ed esperienze, non basta solo parlare o sapere scrivere. Ma qui ci sarebbe molto da dire, sulle professioni del web sottopagate o mal pagate e valorizzate rispetto agli altri stati.

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