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La varia umanità di Twitter

Scritto da:

Luca Conti

Sono quasi dieci mesi che lo uso, non mi sono ancora stancato e ogni giorno credo che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. La domanda, da parte di chi non lo ha mai usato e non lo usa in genere è: “perchédovrei raccontare pubblicamente i fatti miei e soprattutto che interesse ho a sapere i fatti degli altri?”.

Posta in questi termini, la domanda potrebbe sembrare fondata. Se sostituisci a “pubblicamente” persone che ti considerano amico e a “altri” le persone che tu consideri amiche, beh, tutto cambia.

A parte il fatto che Twitter ti permette di esprimere una sensazione, uno stato d’animo, un evento momentaneo, qualcosa che sta per succedere o che è appena successo, oppure un sito web che merita attenzione immediata, la funzione di stare in contatto con le persone che consideri amiche, di per sévale il servizio. Faccio alcuni esempi, per essere più chiaro.

Torni a casa, dopo una serata sprecata al Consiglio comunale dove è mancato il numero legale, ti colleghi a Twitter e vedi che:

Stefano prova un nuovo servizio web, con soddisfazione
Marilu è in subbuglio emotivo a causa di una telefonata
Alessandro va a leggere un libro
Pizzicone sorride con una battuta
Francesco va a dormire
Matteo pensa ai biglietti per Natale
Marc va a pranzo
Lia èfelice per una buona notizia
Federico commenta una notizia
Paolo informa sul suo stato di salute
Eddy ha avuto una giornata pazzesca

Tutto succede nell’arco, quasi, degli stessi minuti.

Piccole abitudini quotidiane, vicissitudini che non sono espresse in altra forma, brevi considerazioni che aiutano a comprendere meglio i nostri amici. Twitter è tutto questo insieme e sei tu a decidere cosa vuoi comunicare ai tuoi amici, quando lo vuoi fare e in che forma. Sei sempre tu a decidere chi hai interesse a seguire.

L’effetto è che segui solo chi vuoi tu, chi ti interessa veramente, e chi segue te, dopo averti scelto, è perchéèveramente interessato a conoscerti meglio. Niente rumore di fondo, a meno che non sia tu a volerlo.

C’è chi ha definito tutto questo ambient intimacy:

Ambient intimacy is about being able to keep in touch with people with a level of regularity and intimacy that you wouldn’t usually have access to, because time and space conspire to make it impossible.

Ti pare poco?

LINK: Twitter.

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  1. Beh, in teoria è cosi’ ma il problema del rumore di fondo risulta inevitabile quando non vuoi potare amici e contatti e/o qualcuno di essi è particolarmente logorroico… 🙂

  2. “perché dovrei raccontare pubblicamente i fatti miei e soprattutto che interesse ho a sapere i fatti degli altri?”
    mi hai tolto le parole di bocca 🙂

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