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La società cambia sotto i nostri occhi

Scritto da:

Luca Conti

Pomeriggio a Milano. Entro in un fast food a mangiare qualcosa prima di prendere un treno per tornare a casa. Pago alla cassa e mi sistemo in un tavolo tranquillo. Intorno a me, in tutto un piano, non più di venti persone, ben distribuite. Mi guardo intorno, addentando il panino, e noto subito una giovane coppia di ragazzi, in un angolo per nulla appartato, guardarsi con una certa intensità. Curioso li tengo d’occhio, fino a che mettono in pratica ciòche non resistevano più di fare. Si guardano intorno e si baciano tranquilli.

Volgo lo sguardo per non essere invadente e l’attenzione viene catturata da una coppia di ragazze, sì e no maggiorenni. Sono un po’ di spalle e non troppo vicine. Conversano amabilmente. In più occasioni, una si avvicina all’altra e la bacia, senz’altro in maniera meno ardita dell coppia maschile, forse perché si trovano proprio al centro della sala, davanti alla scala. Si percepisce una certa intimità.

Giusto stamattina avevo letto una agenzia che affermava che tra gli under 18 il 40% delle ragazze e il 60% dei maschietti avrebbe avuto una esperienza omosessuale. La prima reazione fu di perplessità. Ora non mi stupisco più di tanto.

“Gia’ nel 2000 – spiega Bianchi – il 60% dei ragazzi aveva avuto almeno un’esperienza gay, mentre le donne erano solo il 18%. Oggi possiamo dire che le ragazze ad aver ‘sperimentato’ l’approccio saffico sono almeno il doppio, il 35-40%”. E si comincia presto: dai 12 ai 15 anni la gran parte ha gia’ avuto il suo primo rapporto lesbo. Complice anche la crisi dei maschi: “Molti giovanissimi hanno difficolta’ ad avere rapporti con le loro coetanee, che sono diventate molto piu’ aggressive e sicure di se'”. E anche il “sesso forte”, allora, si rifugia nel rapporto gay, “piu’ facile perche’ si ha a che fare con una persona percepita come simile, e perche’ i modelli maschili attuali presentano spesso l’immagine di un’omosessualita’ trasgressiva, liberatoria e sensuale, in definitiva divertente”.

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