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Vivere in un universo parallelo, anzi due

Scritto da:

Luca Conti

Sì, universo parallelo è il termine che più si avvicina alla definizione che darei alle mie ultime vacanze. Un universo parallelo (in realtà due distinti, perchéle vacanze si sono svolte in due luoghi, con modalità e persone diverse) con pochi punti di contatto con l’universo in cui vivo tutti i giorni (giusto una connessione Internet, consultata con modalità di fortuna e di tanto in tanto, e una linea telefonica attiva di tanto in tanto e un po’ di cucina italiana) e prospettive completamente diverse.

Certo, siamo sempre sul pianeta Terra e a poche longitudini di distanza, ma le differenze hanno reso questo periodo un vero e proprio universo parallelo. Come definire altrimenti un ambiente in cui i ritmi quotidiani del mangiare e del dormire non sono in alcun modo regolati dell’orologio, ma vivono di vita propria? Paesaggi e stili di vita in cui le priorità quotidiane si rivoluzionano: da un lato la principale preoccupazione è data dal vento, dalla temperatura dell’acqua e dall’attenzione ad eventuali condizioni meteoclimatiche estreme, dall’altro dall’elevato irraggiamento del sole, dalla crema solare da non dimenticare e dall’attenzione alle persone che ti circondano, per coglierne punti di vista e modi alternativi di vivere gli stessi spazi di divertimento.

Ovvio che in un universo come questo, gli echi dall’Italia dell’attualità e della politica, arrivino attutiti e con un impatto prossimo allo zero, anche in presenza di atti gravi e indecenti per chiunque abbia un minimo di senso civico. Impatto zero anche per le preoccupazioni solite del ritmo lavorativo italiano: stato del trasporto pubblico e scioperi, controllo e aggiornamento dai social network, antenne dritte per cogliere le notizie più rilevanti, relazioni (pubbliche e private) da gestire multipiattaforma. La routine, nell’universo parallelo diventa altro: bisogni primari, consumi culturali (in 26 giorni complessivi ho letto 7 libri), contatto con la natura, sviluppo di nuove relazioni personali.

Provare a vivere vite diverse, per qualche settimana, aiuta molto. Offre prospettive nuove e aiuta a mettere in discussione pratiche quotidiane altrimenti date per scontate e immutabili. Non è per niente così, se (milioni di) persone come te riescono a ritagliarsi il tempo per rilassarsi, conoscere gente nuova, esplorare nuovi orizzonti, aprirsi al confronto e al cambiamento.

L’effetto finale di tutto ciòè considerare la propria vita come un viaggio su un binario non più unico e predefinito o immutabile, ma ricco di scambi e contatti con altri binari sui quali, perchéno, indirizzare diversamente la propria vita, anche in maniera stabile. A me piace pensare che la vita sia così e, dalle esperienze che ho avuto, credo proprio che lo sia . Sta a noi, a te, esplorare nuovi universi e scegliere quello più adatto, senza dare per scontato che il proprio universo sia per forza il migliore, anzi!

Viaggiare per universi paralleli, in paesi stranieri, con gente nuova e con stili di vita diversi, porta con séuna avvertenza fondamentale alle quale fare molta attenzione. Prima o poi, si rischia di entrare in un universo dal quale poi è difficile uscire (per i vantaggi che offre), con tutte le conseguenze che ciòcomporta.

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  1. Splendido Luca, sono sensazioni che ho più volte vissuto anch’io e come noi credo tanti altri.
    L’universo parallelo di cui parli è per me un posto da ricercare, dove trovare sempre nuovi stimoli e ricordarmi continuamente che il mondo può essere vissuto sotto mille prospettive diverse.
    Mille prospettive che insegnano, formano, aprono la mente e fanno crescere.
    Rimanere intrappolati in una visione statica del “proprio universo” porta ad una lenta ed inesorabile morte interiore, senza che ce ne rendiamo nemmeno conto.

  2. bellissimo post, luca. a volte diamo troppo per scontato, come se questo che viviamo sia l’unico mondo possibile. è bello e stimolante rendersi conto che non è affato così.

  3. Eccomi qui. Curioso. Ho appena fatto un viaggio con molti fusi orari in mezzo e ho potuto vivere meglio, sia la vacanza, sia l’occasione di lavoro, sia il contatto con la gente del posto, sia quelli che conoscevo via internet che i nuovi conosciuti.

    L’Italia e’ rimasta molto lontana nella mente oltre che fisicamente. Non sono riuscito a leggere nemmeno epolis, erano talmente diversi i valori dei giornali locali nella scelta delle notizie e delle prospettive che non potevo leggere quelli italiani, sempre violenza e pessima politica.

    E’ stata una esperienza utilissima per aiutarmi a capire come vive e lavora il mondo, e cosa mi rende utile al lavoro degli altri. Sono tornato con una prospettiva diversa e non ho nessuna voglia di limitarla ai tempi italiani.

    Ciao

    v.

    1. Grazie anche a te Valentino per la tua testimonianza. Noto che tra i miei lettori ci sono molti likemind e me ne compiaccio, permettimi 😉

  4. quando sono tornato dalla Scandinavia ero depresso, lo sai, e non credo mi sia mai passata del tutto. Mi piace molto invece questo “nuovo” Luca Conti e la sua visione molto positiva della sua nuova prospettiva di vita 🙂

    1. Marco, Finché permango in questa fase di libertà da vincoli superiori (di vario genere), tutto è possibile e questo mi rallegra: si nota? 🙂

      Ti dico di più. Dall’ultimo giro di carte me ne sono venute alcune che potrebbero ribaltare la partita ancora una volta. Non vado oltre perché è presto per dirlo, ma nelle prossime settimane ci potrebbero essere novità, compresa una nuova trasferta estera.

      Non è detto che passi ad uno degli universi paralleli, per capirci 😉

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