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Diario minimo /3

Scritto da:

Luca Conti

Intervista al Secolo XIX

La difficoltà nel cambiamento di uno stile di vita sta nella continuità, soprattutto in una prima fase in cui devo togliere abitudini consolidate e aggiungerne di nuove. Alla camminata mattutina di 30 minuti, non sempre possibile questa settimana, ho deciso di affiancare un macro obiettivo più generico, ma altrettanto importante, di 10.000 passi al giorno. Da quando ho FitBit posso monitorarlo con molta facilità e i primi giorni ho quasi sempre superato l’obiettivo. Ieri, per esempio, ho tagliato un’ora di televisione per andare a fare due passi e alzare la quota di passi, fino a sfiorare il traguardo.

L’assistenza di mio padre in ospedale questa settimana e gli appuntamenti a Milano la prossima saranno un ottimo banco di prova per vedere se riuscirà a mantenere gli obiettivi.

Seguono alcuni pensieri sparsi sul minimalismo applicato in questi ultimi giorni.

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Camminare di più mi ha spinto ad ascoltare un audiolibro, presto finito e sostituito da uno nuovo, adottati anche alla guidfa, al posto di radio o cd. Un ottimo stimolo per camminare di più e qualche libro in più letto a fine anno, non male no? I titoli che sto ascoltando/leggendo sono inoltre in inglese, ottimo strumento per migliorare la comprensione della lingua.

Due settimane senza Face-book o quasi. Da quando ho trasformato il mio profilo personale in pagina ufficiale, mi collego a Face-book molto meno, non ricevo notifiche che mi possono distrarre, tipo stupidi eventi, e ho meno stimoli a collegarmi e vedere aggiornamenti altrui. Il lato negativo sta nell’aver perso il contatto con molti amici internazionali, purtroppo. Il lato positivo sta nel risparmiare molto tempo per altre attività più utili o rilevanti. Ritornerà su Face-book con un profilo personale, ma senza fretta.

Ho letto alcuni libri orbitanti nel minimalismo, anche se non espressamente. What’s yours is mine parla di consumo collaborativo e, guarda caso, la parola minimalismo viene citata almeno una volta nel volume/audiolibro. The digital diet è invece, per molti versi, una parte della ricetta del minimalismo illustrata da Leo Babauta e Joshua Becker, per la parte di vita digitale. Stessi spunti su un uso moderato dei gadget, meno tempo e attenzioni ai social network, più attenzione alle persone che ci circondano, meno email.

Il 9 settembre è uscito l’articolo sul Secolo XIX dove racconto parte del mio minimalismo applicato alla dieta digitale. Non ho il testo, ma dall’immagine ingrandita puoi comunque leggere l’articolo.

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  1. Ciao Luca, bel post e sinceramente mi ci ritrovo molto. Ho parlato di obiettivi nel mio ultimo post, leggilo se puoi e fammi sapere che ne pensi.
    Per quanto riguarda gli audio libri penso che siano estremamente utili sopratutto per chi viaggia, le versioni in inglese poi sono un duplice aiuto.
    Leggendo libri cartacei in inglese mi sono reso conto che, forse perché sono più concentrato, mi rimangono più informazioni impresse.

    Ciao e grazie per condividere i tuoi pensieri.

  2. nell’ambito digitale, ma non solo, e’ proprio vero che less is more, e meno male che anche tu luca adesso sei dei nostri 😉

    tra i vari testi che possono aiutare a fare scelte ponderate, oltre a quelli segnalati qui, c’e’ questo delizioso libretto di douglas rushkoff, Program or be Programmed — ad ottobre in edizione italiana (per postmedia.it)

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