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Settembre 2019

Che mattina!

Quel che si riesce a fare con il telefono spento è notevole. Non incredibile, perchéci vuole poco in realtà. La nota modalità aereo, che funziona anche meglio se la sera prima decidi di non mettere il telefono a caricare e la mattina lo prendi all’1%. Il tempo di inviare un messaggio, leggerne un altro e il telefono si spegne. Il colpo di genio sta nel non riaccenderlo e neanche metterlo a caricare. Questa mattina non ho impegni e posso permettermi di tenerlo spento. In questo momento è ancora spento.… Continua a leggere

La risposta ai cambiamenti climatici non è più tecnologia

Mi viene da ridere o, meglio, da piangere, nel leggere le notizie che vengono dall’Assemblea generale dell’ONU di NY oggi. Diversi paesi si sono impegnati pubblicamente a diventare neutrali in termini di emissioni entro il 2050. Applauso. Peccato che la maggior parte degli stessi paesi non sta neanche rispettando gli impegni presi nei recenti trattati internazionali.… Continua a leggere

Un blocco di appunti pubblico

Il mio blogging ha sempre voluto condividere risorse – link, articoli, servizi web, esperienze, scoperte – in pubblico. Per periodi limitati, più qui che su Pandemia, è stato introspettivo e personale. Ho un profondo rispetto della dimensione privata della persona, alla faccia di chi sostiene, spesso per un interesse, che la privacy non esiste. Per questo, quasi un anno fa, avevo deciso di condividere l’esperienza del reinventare un lavoro, annunciando il mio abbandono del social media marketing, attraverso una newsletter. Una newsletter, per quanto pubblica, aveva il vantaggio di essere ricevuta da chi aveva espresso un interesse diretto e che aveva quindi un legame con me. Veniva ricevuta nella casella di posta elettronica: uno spazio percepito come privato e quindi più amichevole per confidenze più personale e intime. Più adatto, come mezzo, per aprirsi e rendersi più vulnerabili. L’altro vantaggio è che, con un semplice gesto, il destinatario poteva rispondere … Continua a leggere

Pazzo per un libro

A volte succede. Non lo cerchi e ti trova lui, proprio quando hai finito un libro e sei pronto a farti travolgere da un altro. In questo caso è stato il titolo di un articolo del Guardian, che cita questo libro proprio all’inizio, presentandolo come uno dei migliori del 2019. Il tema è lo sparire offline e poi scopri che il libro tratta di un uomo, separato, con figli, medico, newyorkese, 41enne, che scopre il dating online e la sua vita ne viene rivoluzionata.

Un libro vero, esplicito, divertente, trasgressivo, diretto, senza peli sulla lingua. 400 pagine scarse così dense che, dopo averne letto quasi un terzo, ne ho sottolineato 31 parti. 31! Non so che idea si farà di me chi leggerà alcuni dei brani sottlineati, riportati a seguire, ma non mi interessa. Anche questo èLuca.

Fleishman is in trouble, tra parentesi, è scritto da una donna.… Continua a leggere

La causa dei nativi americani

Un proiettile è così veloce che è caldo e così caldo che è crudele e così dritto che attraversa un corpo da parte a parte, buca, lacera, brucia, esce e prosegue famelico, oppure resta dentro, si raffredda, si deposita, avvelena. Quando un proiettile ti squarcia, il sangue si riversa fuori come da una bocca troppo piena. Un proiettile vagante, come un cane randagio, può morsicare chiunque, in qualsiasi punto, perchécosì come i denti del cane sono fatti per mordere, per masticare, per sbranare carne, un proiettile èfatto per divorare tutto ciòche può.

Non qui, non altrove – Tommy Orange

Tra le letture più toccanti dell’estate c’èNon qui, non altrove. Incredibile come un libro di narrativa può farti empatizzare con la causa dei nativi americani, oggi, più di qualsiasi documentario, articolo o storia sentita a scuola o altrove.

La ferita inferta ai nativi americani dall’occupazione e dallo sterminio degli europei alla … Continua a leggere