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Ottobre 2019

Indifferenza e compartimentalizzazione

Secondo la filosofa Élisabeth de Fontenay: L’amnesia strutturale che avvolge la realtà delle nostre pratiche ordinarie, e la loro crudeltà quotidiana, ha un nome molto semplice: indifferenza. Non siamo sanguinari e sadici, bensì indifferenti, passivi, disincantati, distaccati, noncuranti, corazzati, vagamente complici, saturi di buona coscienza umanistica e resi tali a causa della convergenza implacabile della cultura monoteistaica, della tecnoscienza e degli imperativi economici. Per l’ennesima volta, guardarsi dal sapere ciòche altri fanno per noi, mantenerci disinformati, lungi dal costituire una scusa rappresenta una circostanza aggravante, poiché siamo esseri dotati di coscienza, memoria, immaginazione e responsabilità, tutte caratteristiche che per noi sono motivo di vanto e distinzione, e a giusto titolo.

Matthieu Ricard – Sei un animale!

Togli il sadismo e il sangue e quanto sopra può essere valido anche degli occhi che chiudiamo nell’usare senza alcuna remora morale Google, Face-book, Instagram e altre piattaforme del capitalismo della sorveglianza. Indifferenza. Come … Continua a leggere

Volare, o no?

Nell’ultima settimana ho cominciato a interrogarmi seriamente sul peggior comportamento che un ambientalista possa avere, in termini di emissioni di anidride carbonica: viaggiare in aereo. Calcolando rapidamente le emissioni di 4 viaggi fatti a San Francisco, Los Angelese e Kauai, ho già superato 2,8 tonnellate di anidride carbonica emessa. Un abitante del Bangladesh emette 0,5 tonnellate in un anno. Posso dirmi ambientalista se prendo aerei come se fossero autobus? No.… Continua a leggere

Semplificare la propria vita, tagliando le news

“Today as always, men fall into two groups: slaves and free men. Whoever does not have two-thirds of his day for himself, is a slave, whatever he may be: a statesman, a businessman, an official, or a scholar.” ― Friedrich Nietzsche

Da affamato di informazione, con la CNN in sottofondo e la consultazione continua di feed RSS, blog e siti di informazione, dal computer, dal telefono, a letto, a tavola, in treno, in attesa, in bagno, mi sono messo a dieta. La dieta è iniziata anni fa. Prima ho tolto la televisione, poi la radio, poi i giornali di carta, poi ho ridotto i feed RSS di blog e siti specializzati seguiti. Ci sono ricaduto più volte: dopo le elezioni, prima del nuovo Governo italiano, in occasione di eventi particolari. Ho ripensato i flussi: newsletter separate dall’email principale, poi in una app, come filtro all’informazione. Poi l’app ha smesso di … Continua a leggere