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Semplificare la propria vita, tagliando le news

Scritto da:

Luca Conti

“Today as always, men fall into two groups: slaves and free men. Whoever does not have two-thirds of his day for himself, is a slave, whatever he may be: a statesman, a businessman, an official, or a scholar.” ― Friedrich Nietzsche

Da affamato di informazione, con la CNN in sottofondo e la consultazione continua di feed RSS, blog e siti di informazione, dal computer, dal telefono, a letto, a tavola, in treno, in attesa, in bagno, mi sono messo a dieta. La dieta è iniziata anni fa. Prima ho tolto la televisione, poi la radio, poi i giornali di carta, poi ho ridotto i feed RSS di blog e siti specializzati seguiti. Ci sono ricaduto più volte: dopo le elezioni, prima del nuovo Governo italiano, in occasione di eventi particolari. Ho ripensato i flussi: newsletter separate dall’email principale, poi in una app, come filtro all’informazione. Poi l’app ha smesso di essere performante e l’ho cancellata. Ho smesso di consultare le newsletter e non ne ho sentito la mancanza. Ho cominciato a consultare 4-5 siti di informazione dal browser del telefono, poi la settimana scorsa ho cancellato l’app. Ho preso l’abitudine, dopo le elezioni, di guardare i giornali in PDF da Telegram. Qualche settimana fa ho cancellato Telegram. Avevo l’abitudine di consultare news per un’ora, prima di mettermi a lavorare la mattina. Ho perso l’abitudine di accendere il computer subito dopo colazione.

Il video di The School of life ha ragione: non abbiamo bisogno di essere informati 24/7. Non abbiamo bisogno della notifica di 5-10 breaking news al giorno. Sapere il gossip politico tutti i giorni non serve a nulla, salvo per i lobbisti. Conoscere l’andamento del mercato in tempo reale è utile solo a chi fa trading, non a me e a te. Essere cittadini del mondo non significa stare 30 minuti, un’ora o più a vedere i telegiornali. Basterebbe leggere L’Economist una volta la settimana. I talk show sono assolutamente intrattenimento e non informazione. Preferisco divertirmi in altro modo, Mubi per esempio. Di social network e social media neanche ne parlo. L’immersione continua nel flusso, qualsiasi sia la piattaforma, non è informazione ma intrattenimento. Ci illudiamo di essere più in contatto con gli altri e con il mondo, ma non è così. La realtà è che il tempo impiegato in queste attività è un fantastico modo per non pensare e, per le piattaforme, di fare soldi. Poi non abbiamo tempo per andare a piedi o in bici, o per cucinare, o per leggere, o per riflettere, o per andare al cinema o per mangiare meno cibi processati o per compiere scelte che richiedono riflessione e… tempo.

Da parte mia ho scelto di ridurre fortemente gli input informativi per impegnarmi di più nel cucinare nuove ricette (sono diventato un mago dei muffin), per andare regolarmente a yoga e in palestra, per passare tempo con persone care, per vedere gli amici di persona e chattare solo per organizzare attività IRL (in real life). Passo ancora troppo tempo sullo smartphone. Chatto troppom e mi distraggo troppo. Ho provato a me stesso, in passato, che posso mantenere una qualità di vita elevata, se non migliore, riducendo il tempo online da mobile, ma poi eventi vari (viaggi, persone, ecc.) mi hanno fatto tornare sulla vecchia strada. Oggi voglio provare di nuovo a darci un taglio e vedere se riesco a tenere questo nuovo regime per più tempo, stabilmente. Non sarà facile per tutti i cambi di abitudine, ma si può fare. Un consiglio letto su Minimalismo digitale di Cal Newport è di dedicare più tempo ad attività manuali. Cucina, yoga e palestra sono le attività che ho scelto in questa fase. Ne riparleremo.

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