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Gennaio 2020

Fuck-you money, definizione

There a few rules of thumb for dealing with money. The first has been termed by some linguistically adventurous individuals fuck-you money, in reference to the last two words—ever, presumably—you will yell at your boss before storming out of the office. Basically, fuck-you money refers to the savings that would allow you to quit your job at a moment’s notice without ending up in dire financial straits. One year’s salary, say. Fuck-you money is freedom. More important even than material independence is that fuck-you moneyallows you to see and think objectively. So if you haven’t saved up your fuck-you money yet, keep your fixed costs low. The lower your outgoings, the quicker you’ll reach your goal. In any case, it’s a nice feeling to have money without spending much of it.

The art of good life

Per la serie “la saggezza che si trova nei … Continua a leggere

L’olio e il ruolo nella dieta

Ogni tanto mi capita di leggere dei libri e mi sembra che parlino esattamente a me, come in questo caso:

Refined vegetable oils, with soybean oil at the top, have added more calories to the world’s diet than any other food group, by a wide margin. I’ve met many people who aspire to eat ‘sugar-free’ diets, and others who worry about ‘trans fats’, but seldom met anyone who said that their resolution was to cut down on their intake of soybean oil (or other refined vegetable oils) per se. Certainly, there are those who avoid palm oil, because of the environmental impact of rainforests being razed to make way for a monoculture. But the vast role that oils play in our diets goes largely unseen and uncontested

The way we eat now
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Il cambiamento non avviene da un giorno all'altro, ma per fasi

James Prochaska developed the transtheoretical model of behavior change (TTM) based on research showing that people generally don’t “just do it,” as Nike (or a new year’s resolution) might have it, but instead tend to move through a series of sequential stages that look like this: Stage 1: Pre-contemplation Stage 2: Contemplation Stage 3: Preparation Stage 4: Action Stage 5: Maintenance

Maybe You should talk to someone

Nei libri che leggo, tra quelli ben selezionati e che non deludono, sottolineo delle perle che non sempre ho l’occasione di condividere con chi mi sta vicino. Quella sopra è un’altra informazione chiave che mi sarebbe stata molto molto utile nell’ultima relazione. Avrei avuto dei punti di riferimento sui quali confrontarmi rispetto a una richiesta di cambiamento. Certo, supponevo già che il cambiamento non avviene da un giorno all’altro, ma non sapevo che il tal Prochaska di cui sopra aveva teorizzato 5 … Continua a leggere

Single a 40 anni

Alcuni di loro glielo chiedono per compassione, altri con sospetto: i primi sono dispiaciuti per lui perchénon credono che sia single per scelta ma perchégli è stato imposto; i secondi nutrono una sorta di ostilità nei suoi confronti, perchéritengono che il fatto di essere single sia una sua scelta, un’arrogante violazione di una legge fondamentale che regola l’età adulta. In ogni modo, essere single a quarant’anni è diverso da esserlo a trenta, e anno dopo anno diventa meno comprensibile, meno invidiabile, e più patetico, più sconveniente.

Una vita come tante

Una vita come tante è un libro straordinario (Grazie Alessandro!) per tanti motivi. Pur essendo pochi i punti di contatti col protagonista – per fortuna, considerando gli abusi e i traumi che ha subito nel tempo – mi sono riconosciuto in alcuni dei passaggi, come quello sopra sull’essere single a quarant’anni. Frequentando un numero limitato di persone in questa … Continua a leggere

Intervista al pentito dei social

Segue il testo dell’intervista realizzata da Giovanni Panettiere al sottoscritto, per Quotidiano nazionale, sul tema del capitalismo della sorveglianza, posizione geografica condivisa attraverso lo smartphone e temi legati alla privacy. Ho lasciato che mi venisse attribuito il ruolo di pentito dei social, anche pentito veramente non sono, per un motivo: quando ho aperto questo blog e mi sono iscritto alle varie piattaforme, i modelli di business erano ancora sconosciuti a chi poi ha avuto la brillante idea di creare il capitalismo della sorveglianza. Tra l’altro l’intervista è stata una ottima occasione per segnalare un libro che merita: Il capitalismo della sorveglianza. Grazie a Matteo Massi, autore del pezzo a fianco dell’intervista per aver pensato a me per l’intervista.… Continua a leggere