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2019, un anno da ricordare

Scritto da:

Luca Conti

Come tradizione per ogni cambio d’anno, si guarda al futuro riflettendo sul passato. Chi ha subito un lutto, una perdita economica o ha vissuto un trauma o è passato per una malattia è contento di lasciare tutto alla spalle e spera in un futuro diverso, come se una notte e un cambio di numero sul calendario fossero sufficienti a cambiare le cose. Illusioni. Un inizio anno può essere l’occasione per iniziare un percorso personale, non certo per sperare che le cose cambino da sole.

Per ciòche mi riguarda il 2019 è stato un anno da ricordare, nel bene e nel male, non certo da dimenticare. Si impara dagli errori e dalle esperienze. Si può far immenso tesoro di esperienze andate a male. Se lo si vuole. Il passato poi è passato. Non torna. Inutile rimuginarsi su. Meglio guardare alle prossime mosse e cercare di fare quelle giuste.

In positivo

In ordine sparso. Sono stato quasi 3 mesi all’estero: 2 mesi e mezzo negli Stati uniti (San Francisco, Los Angeles, Kauai (Hawaii)), 10 giorni a Lisbona. Sono ai massimi da sempre della mia forma psico-fisica: pratico yoga con regolarità e vado in palestra 2-3 volte a settimana. Finalmente, dopo tanti buoni propositi, ho trovato il tempo per migliorare le mie competenze in cucina, con molte soddisfazioni. Ho mantenuto (e forse migliorato) un buon rapporto con la mia famiglia. Ho mantenuto una vita sociale, non varia e stimolante come avrei voluto, ma oggettivamente non è andata male. Ho amici che mi vogliono bene e che mi sono stati vicini nei momenti difficili. Ho avuto tantissimo tempo libero che ho cercato di sfruttare al meglio. Ho preso maggiore consapevolezza della crisi climatica e ho fatto scelte etiche importanti: smettere di volare, almeno per un po’, ridurre il consumo di risorse e di plastica, continuare a essere vegano a casa e esserlo ancor di più fuori, per quanto possibile. Ho fatto esperienze che mi hanno fatto crescere emozionalmente. Dedico giornalmente tempo ed energie ad analizzare le mie emozioni, soprattutto in relazione alle persone che mi circondano. Ho dedicato tutto il tempo necessario al riposo e al sonno. ho letto molti libri e ho visto molti film di qualità, in gran parte in sala, e ho smesso di concentrarmi sulla quantità e sulle statistiche di consumo. Ho smesso di usarlo smartphone e app. Ho smesso di usare WhatsApp e sono tornato a telefono e SMS, con un gran senso di liberazione. L’effetto collaterale di quest’ultima scelta è stata la perdita di contatto con amici o presunti tali. Un beneficio e non una perdita perchéil tempo dedicato a coltivare relazioni a distanza è stato utile a sviluppare altre attività. Ho scritto più a mano con carta e penna, consumando penne, taccuini e blocchi che avevo accumulato in anni di eventi, più che alla tastiera davanti allo schermo del computer. Ho smesso di usare Twitter e ora non dipendo più da nessuna piattaforma social. Ho donato più di 100 libri di carta che ho letto o che non avevo intenzione di leggere. Ho ridotto il mio guardaroba e donato capi che non usavo o che erano di fatto troppo grandi, dopo il dimagrimento da attività fisica e regime vegetariano/vegano. Ho riordiato e riciclato centiaia di fogli di carta e i miei possedimenti fisici sono al minimo storico. Ho comprato un estrattore di succo a freddo che ha migliorato la qualità della mia vita. Ho introdotto nella mia dieta molti nuovi alimenti: farina di ceci, farina integrale, farina d’avena, farina di farro, sciroppo d’acero, fagioli rossi, lenticchie rosse, burro d’arachidi, burro di mandorle, salsa tahini, miso, datteri, farina di mais, salsa di soia. Ho fatto giardinaggio. Ho studiato le relazioni di coppia. Ho ridotto i libri di carta da leggere a meno di 10, donando o leggendo tutti gli altri. Ho goduto in larghissima parte di buona salute, facendo uso soltanto di qualche antiistaminico e di un po’ di paracetamolo. Ho ascoltato tanta buona musica che ha accompagnato dolcemente le mie giornate, con il giusto mix di silenzio e pace. Ho ridotto e filtrato la mia biblioteca di libri elettronici, che chiude l’anno con circa 3000 titoli da leggere (3104 per la precisione) e 800 titoli letti, più altri da consultazione. Ho ridotto enormemente la mia dieta informativa e le fonti a cui sono abbonato. Ho generato un reddito non trascurabile, pur con un impiego di tempo veramente minimo. Ho investito tanto di questo tempo nell’analisi e nel miglioramento di me stesso, con risultati lusinghieri. Ho subito alti e bassi in campo sentimentale da cui sono uscito con un bagaglio di esperienze non trascurabile.

In negativo

Ho trascorso tanto tempo da solo, anche più di quanto avrei voluto. Qualche volta soffrendo, qualche volta facendo tesoro della solitudine. Le mie relazioni sociali non sono state soddisfacenti come avrei sperato, nonostante un investimento di energia non indifferente. Anche l’investimento sul piano sentimentale non ha dato buoni frutti, ma sono stato capace di limitare le perdite rispetto a scenari ben più negativi. Il mio reddito è sceso notevolmente rispetto al passato. Non sono stato capace di trovare l’energia necessaria a reinventare una nuova professione, ritardando la nascita del nuovo Luca. Un anno e passato e mi trovo quasi al punto di partenza da questo punto di vista. L’impegno sul piano personale ha ridotto le energie dedicate alla sfera professionale, con effetti negativi sul piano economico che cominceranno a manifestarsi quest’anno in tutta la loro urgenza. L’allontamento dalla comunicazione mediata da app e social web ha visto una riduzione notevole dei contatti sociali mediati dalla tecnologia. L’assenza di viaggi negli ultimi 4 mesi dell’anno, fosse anche per lavoro, ha aumentato la sensazione di isolamento, compensata solo parzialmente dalle altre attività locali sociali. La rinuncia a volare ha portato alla concellazione di qualsiasi piano di viaggi in inverno e nella prima parte del 2020, congelando di fatto la mia identità viaggiatrice. Alcune situazioni familiari sono rimaste congelate e rinviate a tempi migliori, nonostante un impegno nel cercare di risolverle.

Morale della favola

Ho sofferto un po’ e continuerà a soffrire, ma ho fatto e farà tesoro di questa sofferenza, per non ripetere errori già fatti e scendere a compromessi in cui credo veramente. Rileggere alcuni post del passato mi fa pensare a come nel tempo le relazioni sociali si siano evolute, prendendo ad esempio WhatsApp. Non è stato facile rinunciare alla falsa intimità delle relazioni a distanza mediate soltanto da una chat. Intimità apparente e per nulla soddisfacente. Un palliativo di cui posso fare a meno. L’incertezza che sto vivendo, con animo leggero, non è una novità. Fa parte della vita. Posso dire di essere cresciuto emozionalmente quest’anno, prendendo maggiore consapevolezza di cosa voglio veramente e di cosa mi fa star bene, lasciando indietro il resto. Certo, non sono per niente arrivato. Non si arriva mai. Siamo sempre di passaggio su questo mondo, meglio tenerlo sempre presente. I cambiamenti sono all’ordine del giorno. Non cambiare, per me è il male. Adattarsi allo status quo quando lo status quo ci impedisce di essere il meglio di noi stessi. Ci vuole coraggio, costa sotto vari punti di vista, ma non per questo non ne vale la pena. In questo, il mio 2020 non sarà diverso dal 2019.

Buon anno!

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