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Ogni rapporto è un atto di equilibrio e altre considerazioni sull’amore

Scritto da:

Luca Conti

Binario sette è promosso come un thriller sovrannaturale, ma è molto di più. Il thriller èun pretesto per parlare di relazioni personali di relazione di coppia. Come succede nei migliori romanzi, l’autrice propone chiavi di lettura e crea dialoghi in cui i personaggi fanno considerazioni in cui mi sono parzialmente riconosciuto.

Ne riprendo alcune a seguire:

Tutti noi scendiamo a compromessi, ricordo di avere pensato. Che vita vivrei con questa persona? Ogni rapporto è un atto di equilibrio, in fin dei conti, due individui appollaiati alle estremità opposte di un’altalena. Tuo marito russa. Tua moglie lascia gli asciugamani bagnati sul pavimento. Perà lui ti porta il tè a letto ogni mattina. Lei è una cuoca straordinaria. Tutte le unioni, tutte le relazioni, qualunque associazione – hanno tutte i loro vantaggi e svantaggi, il loro canone di abbonamento.

Ed è questo il punto – quando abbiamo qualcuno che ci dice una cosa del genere, ci infastidisce. Rispondiamo brontolando. Non abbiamo idea di quanto ci mancherebbe avere una persona che ogni tanto ci rimprovera, se non ci fosse – l’irritazione è una forma d’amore e l’amore è il vivaio in cui fiorisce. Se non ce ne importasse, non ci irriteremmo.

Riso: basmati puro, basmati integrale, basmati bianco e quinoa. Riso selvatico – suppongo sia molto più spassoso del riso puro, e se ti stanchi del selvatico puoi sempre tornare a quello leggero e aromatico. Accanto alle confezioni di riso ci sono confezioni di riso al microonde, vale a dire il riso per le persone che non hanno voglia di cuocere il riso. E accanto a quelle ci sono confezioni di una cosa chiamata riso di cavolfiore, riso fatto con il cavolfiore, per le persone che oltre a non avere voglia di cuocere il riso non lo amano neanche. Da quando tutta questa offerta è diventata necessaria, e per di più normale? Anche per me era normale, una volta. Una volta ero una persona che faceva avanti e indietro tra corsie come queste senza stupirsi. Com’è possibile che i nostri bisogni e i desideri fisici vengano soddisfatti in modo tanto dettagliato e con una gamma di possibilità infinita, eppure sia così difficile trovare aiuto quando ci sentiamo tristi? Dov’è l’apposito scaffale?

Ci sono persone che hanno bisogno dell’eccitazione più di ogni altra cosa, più dell’amore, dei soldi o del sesso – e non c’è niente di più elettrizzante degli inizi di una relazione. Per questo passano da un amante all’altro, per ricreare quel fremito iniziale. Se rimani con qualcuno quando tutto questo svanisce, con cosa lo rimpiazzi? Con il dramma della gelosia, magari – o con la gemella siamese della gelosia, l’infedeltà? Oppure con litigi, discussioni – ti fanno sentire vivo proprio come l’ossessione iniziale per un amante. Anche conficcarti uno spillo nella punta del pollice ti fa sentire vivo, in effetti.

Rispetto al nuovo, il vecchio sembra sempre scialbo. Non importa se il vecchio è più bello, più intelligente, più interessante. Il nuovo ha qualcosa con cui il vecchio non potrà mai competere, ed è una qualità che avvolge in un alone di magia ogni sguardo e sorriso, ogni piccolo gesto – perfino inciampare per strada ha un che di affascinante e spassoso. Si chiama novità.

La triste, semplice e sobria verità è che ho fatto lo stesso errore che donne e ragazze hanno continuato a commettere in ogni epoca e in tutti i continenti, così facile e allettante, così lusinghiero per noi. Ho confuso la possessività con l’amore. Quando mi sono resa conto della portata di quell’errore, vi avevo già investito troppo per fare marcia indietro, perciòho potuto solo continuare a commetterlo per giustificare il fatto di averlo fatto la prima volta. Era un errore troppo ampio e complesso perchépotessi confessarlo – e in che modo lo avrei spiegato ad amici e parenti, quando nemmeno io capivo come fosse stato possibile? Una donna è malata, o depressa, o stressata, o alcolizzata, o inaffidabile in una miriade di modi diversi… Per un uomo è molto più facile credere a questo, molto più soddisfacente, che non essere costretto a rispondere della propria condotta.

Dalmar ha sempre saputo la verità: che la grande ricerca della vita non èvolta a trovare la persona che ti amerà, ma la persona che tu amerai.

Cibo cucinato per te da qualcun altro, ovunque tu sia – ha sempre un sapore di gran lunga migliore di quello che ti cucini da solo.

In fatto di relazioni siamo tutti destinati a raggiungere, a tempo debito, il dolore della chiarezza. Tantissime cose appaiono ovvie a posteriori, ma quando c’è in gioco l’amore gli indizi sono sempre ambigui.

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