Vai al contenuto

La mia antibiblioteca e come crearne una

Scritto da:

Luca Conti
antibiblioteca

Da anni, con l’avvento degli ebook, combatto con un dualismo interno infinito. Da un lato cerco di dedicare tanto tempo alla lettura, per espandere il più possibile la conoscenza sui temi che mi appassionano, finendo per aggiungere alla mia biblioteca personale più libri di quanto possa umanamente leggere nellì’arco della mia vita. Dall’altro credo nell’idea di liberarsi degli oggetti inutili e superflui, fisici o digitali: perché tenere 10 magliette che non hai usato nell’arco di un anno? Perché tenere quindi, nella biblioteca digitale, libri a bassa priorità che sai che non leggerai per anni o forse mai?

Finalmente sono venuto a patti con me stesso e ho trovato la ragione per tenere i libri che mi interessano e che so che difficilmente leggerò: per costruirmi un’antibiblioteca!

L’idea dell’antibiblioteca

L’idea dell’antibiblioteca nasce da Umberto Eco e dalla sua collezione di oltre 30.000 libri (fisici). Il concetto viene poi ripreso da Nicholas Nassim Taleb nel Cigno nero.

Umberto Eco appartiene a un raro genere di studiosi enciclopedici, perspicaci e per niente noiosi. Possiede un’ampia biblioteca personale (di trentamila volumi) e classifica i visitatori di tale biblioteca in due categorie: coloro che reagiscono dicendo: «Caspita, professor Eco, che biblioteca! Li ha letti tutti questi libri?», e una piccola minoranza che capisce che una biblioteca personale non è un’appendice del proprio Io, ma uno strumento di ricerca. I libri non letti sono molto più preziosi di quelli letti. Una biblioteca dovrebbe contenere tutti i libri su argomenti sconosciuti che i nostri mezzi finanziari, le rate del mutuo e le difficoltà del mercato immobiliare ci consentono di acquistare. Via via che avanziamo nell’età accumuliamo più conoscenze e più libri, e i libri non letti che ci guardano minacciosi dagli scaffali sono sempre più numerosi. Anzi, più si conosce e più si allungano gli scaffali dei libri non letti. Chiamiamo l’insieme di tali libri «antibiblioteca». Siamo portati a trattare la conoscenza come una proprietà privata da proteggere e difendere. È un ornamento che ci permette di avanzare nell’ordine gerarchico.

Nicholas Nassim Taleb in Il cigno nero

La mia impostazione minimalista mi ha sempre fatto dubitare di questo concetto, ma alla fine ho cambiato idea e ho deciso di abbracciarlo, perché ha molto senso. Ancora di più con il digitale, considerando che non c’è da fare i conti col mutuo, come dice Umberto Eco, nel creare una biblioteca di libri non letti. I libri digitali costano la metà di quelli cartacei e c’è sempre il modo di scaricarli gratis, per valutarne il contenuto, prima di comprarli e leggerli.

Ho capitolato all’idea dell’antibiblioteca con l’ultimo stimolo di Anne-Laure Le Cunff Ness Labs e con la collezione di Brendan Schlagel e il suo sito Antilibraries. Il concetto chiave da afferrare è il rapporto tra ignoranza e conoscenza.

Il rapporto tra conoscenza e ignoranza, tra libri letti e libri non letti

Ignoranza

L’ignoranza è la normalità, non l’eccezione. Dovremmo considerare anomala la conoscenza, piuttosto.

Antonio Sgobba

Questa citazione è presa da un libro di Antonio Sgobba, tutto dedicato al tema dell’ignoranza. Durante il lockdown primaverile ho letto anche Piccolo manifesto in tempi di pandemia, dove ho trovato una considerazione che unisce l’ignoranza alla mindfulness.

Come in tutte le situazioni complesse, dobbiamo convivere con un non-sapere strutturale che non è ignoranza, ma un’esigenza per lo sviluppo di ogni conoscenza. Non si tratta quindi di pensare al giorno che verrà, vivendo il presente come una semplice parentesi. La nostra vita si svolge oggi.

Piccolo manifesto in tempi di pandemia

L’antibiblioteca espande l’ignoranza – i libri non li abbiamo ancora letti e forse non li leggeremo mai – ma allo stesso tempo espande la conoscenza.

Conoscenza

L’antilibreria ha il pregio di popolarsi di libri che abbiamo filtrato e selezionato, sui temi che ci interessa approfondire e che ci appassionano. Non sono libri presi in blocco in un negozio di seconda mano senza sapere neanche cosa c’è dentro. Quella è spazzatura, non un’antibiblioteca.

Il circondarsi di libri selezionati non ancora letti, meglio se digitali così non occupano spazio fisico, è un modo per espandere la conoscenza dei titoli che vale la pena leggere sui temi che ti interessano. L’obiettivo è sapere che questi libri esistono e averli a portata di mano, perché al momento giusto li possiamo aprire e leggerli. Sì, il concetto non è immanente ai libri. L’antibiblioteca comprende libri che non abbiamo ancora letto, ma nessuno ci impedisce di prendere un libro e leggerlo, per farlo passare così nella biblioteca.

Come costruire un’antibiblioteca

Cura di contenuti

Un’antibiblioteca è una biblioteca personale a tutti gli effetti. I libri che contiene ne sono entrati a far parte in maniera non casuale. Li devi aver selezionati in qualche modo:

  • Te li ha consigliati un amico che te li ha proposti per un motivo preciso
  • Li hai visti segnalati da un esperto in un articolo/newsletter/video/podcast, su un argomento che ti appassiona
  • Li hai trovati citati all’interno di un libro che hai letto e valutato positivamente

Divisione per temi

L’antibiblioteca è strutturata per temi o parole chiave, perché l’obiettivo è catalogare il non sapere nel modo più efficace, così da poter riprendere il libro catalogato al momento del bisogno.

La mia antibiblioteca si compone già di circa 5000 titoli digitali. Come tutte le antibiblioteche che si rispettino, continua a crescere di giorno in giorno. Ciò che devo fare (e questo articolo è uno stimolo in tal senso) è catalogarli e aumentare la conoscenza dei confini della mia ignoranza. Poi c’è l’ignoranza su cosa non sai, ma quello è un mare magnum tendente a infinito su cui si può far poco.

Un’antiblioteca in costruzione, in pubblico

Ho pensato che la catalogazione della mia antiblioteca poteva diventare utile anche per chi mi segue ed è appassionato a ciò che mi appassiona. Per questo ho deciso di creare non una, ma tre antibiblioteche, una per ognuno dei miei attuali progetti:

  • su Lucaconti.it: L’antibiblioteca non ha un filo conduttore, ma comprende tutto cilò che mi interessa
  • su Equilibrio digitale: il tema è l’uso consapevole della tecnologia, sul piano personale e sul piano sociale.
  • su Pandemia.info sto studiando un percorso sul tema del “saper imparare” e questo sarà il tema sviluppato.

Tutte e tre le pagine saranno aggiornate con nuovi titoli, mano a mano che riuscirò a catalogare i libri che ho già e che ne inserirò di nuovi.

Non ti resta che visitare le antibiblioteche e creartene una tua. Se hai qualche titolo da suggerire, i commenti sono aperti per un tuo contributo. Sarebbe un regalo prezioso se mi volessi suggerire almeno un titolo, comprensivo del tema che tratta e di perché dovrei leggerlo. Grazie!

Photo by Lysander Yuen

Articolo precedente

Riavvio di Equilibrio digitale

Articolo successivo

Il mio bilancio dell'anno - 2020 ed.

Partecipa alla discussione

  1. Utilizzi qualche strumento software per la gestione della antibiblioteca? (Penso ad esempio a Calibre).
    Per quanto riguarda il libro: “Never split the difference” di Chris Voss. Perché? Perché tutti i giorni, volenti o nolenti, negoziamo qualcosa.

Commenti disabilitati.

Mentions

  • Angelo Ventriglia