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-53 Luca Ricci mi ha fatto capitolare

Scritto da:

Luca Conti

Solo qualche giorno fa avevo dichiarato pubblicamente che mi sarei astenuto dal leggere le ultime novità editoriali e la narrativa per un po’. Poi esce Gli invernali di Luca Ricci e i buoni propositi cadono inesorabilmente. A ragione, perché uno scrittore caustico sulle relazioni e sul presente come Luca Ricci non lo conosco. In ogni pagina o quasi trovi un personaggio che dice qualcosa su cui si potrebbe discutere animatamente almeno un’ora. Il risultato è che ho cominciato a leggerlo stamattina appena l’ho trovato e ne ho condiviso almeno 3 passaggi con vari amici, per provocarli o per commentare conversazioni sugli stessi temi avute non più tardi di ieri o di qualche giorno fa.

“Spesso non ci si arriva neanche, al primo appuntamento,”commentò Antonio.

“Che intendi?”

“In mancanza dei corpi si penetra da subito la mente.”

“È un limite? O una possibilità?”

“Direi un limite. I nostri lati oscuri, quelli a cui in passato si accedeva solo dopo il matrimonio, vengono svelati attraverso un paio di click del mouse o di ditate sul touch screen. Mai la strada tra innamoramento e indifferenza è stata tanto breve. Per colpa dei social nel giro di poche ore si passa dall’estasi di due sconosciuti che scoprono di piacersi ai dialoghi rancorosi di una coppia rodata.”

“Si muore per eccessiva intimità virtuale?”

“Se oggi c’è una parola caduta in disgrazia è proprio ‘virtuale’: tutto questo è reale, ormai.”

“Intendevo dire che l’amore social viene consumato rigorosamente a parole. Siamo tutti l’analista amatoriale di qualcun altro.”

“Appunto. L’eccesso di informazioni anticipa e brucia l’eventuale possibilità di un incontro reale. Ci portiamo avanti, troppo avanti, quasi sempre fino al termine stesso della relazione. E ancora non siamo usciti da una chat. La connessione perenne offre continue relazioni e contemporaneamente l’impossibilità di quelle stesse relazioni: tanti amanti, nessun amante. Ma ci si convince che prima o poi ci fermeremo, che prima o poi arriverà davvero una persona in grado di spezzare il tran tran digitale, l’amore ad libitum offerto dalla rete, ignorando che mai come oggi il mezzo è il messaggio.”

“Effetti collaterali?”

“Onanismo, alienazione, schizofrenia.”

Luca Ricci, Gli invernali

Oppure:

“Sentite, a breve la letteratura verrà relegata in una riserva protetta,”proseguì Tommaso. “Già si è cominciato con quelle campagne a favore del libro piene di buoni sentimenti, in cui viene spiegato che ‘leggere fa bene’o altre stronzate.”

Veronica si scostò da lui, in segno di disappunto. “Be’, che vorresti dire? Leggere fa bene.”

“Vedete? Hanno già cominciato col lavaggio del cervello, vi fanno credere che leggere sia una cosa giusta, che chi legge è una persona migliore.”“

Ci fanno credere chi? Sei un cospirazionista!”lo canzonò Glenda.

“Leggere è un’attività neutra, rende più intelligenti gli intelligenti e più stupidi gli stupidi.”

Luca Ricci, Gli invernali

Sono solo al 15% ma già ne sono entusiasta. Grande Luca!

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