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La calma è il vero atto rivoluzionario

Scritto da:

Luca Conti

Se fossimo contenti di quello che abbiamo, che altro ci servirebbe? Come si fa a vendere una crema antirughe? Si crea la preoccupazione per l’invecchiamento. Come si fa a convincere la gente a votare per un certo partito? Si fa in modo che si preoccupi per l’immigrazione. A sottoscrivere un’assicurazione? Si fa in modo che si preoccupi per tutto. A farsi la plastica? Si sottolineano i difetti fisici. A guardare un programma in tv? Le si fa credere che altrimenti si perderà qualcosa. A comprare un nuovo smartphone? Le si fa credere che altrimenti non starà al passo con i tempi. Mantenere la calma diventa una specie di atto rivoluzionario. Essere felici della propria esistenza «non-upgradata». Star bene con se stessi, nella propria confusione e nella propria umanità, fa male al PIL.

Matt Haig, Ragioni per continuare a vivere.

Un anno rivoluzionario non comincia con propositi, ma con azioni. Sistematiche.

Come coltivare la calma? Con la meditazione e con lo yoga.

A tal proposito ti consiglio un percorso di meditazione guidata in 7 giorni, iniziato oggi, che però puoi cominciare quando vuoi. Lo cura una maestra di yoga australiana, che ti raccomando. Utile anche ad allenare l’orecchio alla comprensione dell’inglese, in questo caso con accento australiano.

Ispirato da The Daily stillness

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