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Tre Gennaio

Scritto da:

Luca Conti

14 anni fa

Scrivevo entusiasta della mia partecipazione al festival del giornalismo a Perugia. bei tempi, andati. Il mondo del giornalismo non mi stimola più ormai da tempo. Anche per l’avanguardia digitale del sistema è ormai entrata a far parte del sistema, inglobata per lo più. La tecnologia è cambiata ma i mali del giornalismo nostrano sono rimasti.

8 anni fa

Pianificavo viaggi, nel mio ruolo di responsabile dello sviluppo internazionale di quella startup che oggi è Streetlib.

Nel post pubblicavo una foto scattata a Rio de Janeiro un anno prima. Mi rendo conto che proprio in questi giorni conoscevo un nuovo amico brasiliano e da allora è passata un’eternità di tempo. Ho colto subito l’occasione, qualche minuto fa, di mandargli un saluto. Quanto mi piacerebbe tornare in Brasile!


“Crediamo di avere ancora la possibilità di scegliere, di poter contrapporre attività diverse per bilanciare le emissioni. Per esempio, diventare vegani per poter continuare a volare. O comprare un’auto elettrica per poter continuare a fare shopping e mangiare carne. Oppure come compensare le emissioni per le cose che faremo, in un’ottica di sostenibilità, quando in realtà abbiamo già ipotecato tutto oltre ogni nostra immaginazione. La verità è che il nostro credito ambientale è finito quando abbiamo superato le 350 parti per milione di anidride carbonica nell’atmosfera. Più precisamente, nel 1987.”

(Greta Thunberg, La Nostra Casa è in Fiamme)

Leggo di come l’India abbia intenzione, legittimamente, di continuare a bruciare carbone. Del resto anche la transizione dell’Unione Europea e dell’Italia verso l’energia rinnovabile è tutt’altro che compiuta e continueremo a consumare metano per tanti e tanti anni, emettendo gas serra per molto tempo ancora.

Mi chiedo a questo punto che senso abbia un sacrificio personale del non volare, per esempio. Avere la coscienza a posto? Dire (a chi?) che ho fatto la mia parte? Più passa il tempo, più ci avviciniamo inesorabilmente al punto di non ritorno, più penso che questi sacrifici siano inutili. L’essere vegano/vegetariano è diverso: lo faccio e continuerò a farlo non solo per la riduzione delle emissioni, ma per una questione di salute, oltre che per la crudeltà del trattamento degli animali.

Sul volare, unica scelta individuale tra quelle a maggior impatto* su cui mi interrogo, probabilmente il 2022 segnerà un cambiamento. Vedremo anche l’evoluzione della pandemia per fare scelte oculate.

*Le altre scelte sono il fare o no figli, dieta vegetale, uso dell’automobile e appunto viaggi in aereo.

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  1. La citazione di Greta taglia le gambe ad ogni discorso.

    Per il futuro uno dovrebbe “immolarsi” e rinunciare a mille cose.

    Solo che l’essere umano non funziona così a lungo termine, e per ogni martire – se mi passi il termine – ci sono interi popoli che sprecano infinite quantità di energia. Vedi il paragrafo su Miami del recente post di Andrea Contino.

    Che fare quindi? Certo non il maritire… Va bene prendere coscienza dei problemi e fare rinunce del ‘superfluo’ e nulla più. Se per te volare a Shangai è ‘prioritario’ fallo. Magari evita di volare per andare a Roma, e prendi il bus,

    1. Su Miami c’è poco da dire. Gli Stati Uniti continuano a consumare a un ritmo forsennato e il bello è neanche se ne rendono conto. Anche i più coscienziosi hanno uno stile di vita con un consumo d’energia almeno doppio del nostro. Ovvio che non ce la possiamo fare e non è pessimismo, ma semplice analisi della realtà. Neanche lo shock del lockdown ha avuto alcun effetto, perché ciò che emetti oggi resta in atmosfera per decenni, se non secoli… Triste, ma vero. Tutto ciò purtroppo mi rende più cinico ed egoista. Non è bello, ma questo è il mondo in cui viviamo oggi. Non tanto diverso dal mondo delle ultime decine di migliaia di anni, perché Homo Sapiens, dovunque si sia espanso, ha contribuito all’estinzione di specie su specie. Il disastro ecologico è cominciato decine di migliaia di anni fa e negli ultimi due secoli si è solo impennato, ahinoi. Siamo veramente destinati all’autodistruzione.

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