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Dodici Gennaio

Scritto da:

Luca Conti

5 anni fa

Mi davo al diario, sempre online, ma privato. In cinque anni, cambiando forma, è diventata un’abitudine quotidiana o quasi. Fa parte della mia routine del mattino e trovo che sia un ottimo aiuto a coltivare la mia salute mentale, oltre che a permettermi di organizzare la mia giornata e tracciare attività che mi fanno star bene, come l’esercizio fisico, la meditazione, la vita sociale e la vita intellettuale. Sì, porta via tempo, ma è tempo ben speso perché il resto della giornata scorre più lieve. Lo consiglio a tutti. Si può tenere cartaceo o digitale, sintetico o più esaustivo, schematico e a ruota libera.

Ciò che ho capito in questi anni è che abbiamo a disposizione un insieme di strumenti per coltivare la nostra salute mentale, tutti di facile accesso e alla portata di chiunque voglia investire un minimo della propria energia per sentirsi bene e vivere bene. Cogli questo spunto e se non hai mai provato, non è mai troppo tardi per cominciare.


Oggi finalmente è giunto il giorno del mia terza dose (che in realtà è la seconda, essendo guarito). Il vaccino (per il COVID-19) è entrato prepotentemente nelle nostre vite. Ricordo che, marzo scorso, mentre ero dai miei (tutti contagiati), tutti i programmi televisivi non parlavano che di vaccini. A distanza di quasi un anno continua a essere al centro del dibattito di questo paese, tra chi non lo vuole fare e chi si arrabbia con chi non lo vuole fare, tra chi non vede l’ora di farlo a chi ne dubita. È così in gran parte del mondo oggi e alla fine siamo anche fortunati ad averne la disponibilità, considerando che esistono miliardi di persone che non possono farlo neanche volendo.

Un po’ mi amareggia però che non si parli d’altro, nelle conversazioni pubbliche e in quelle private. C’è un motivo se sta al centro del dibattito: senza vaccino a quest’ora sarebbe allo stesso livello di isolamento di un anno fa se non peggio e nessuno ci vuole tornare, comprensibilmente. Siamo rimasti così segnati dall’isolamento sociale e, per chi ci è passato, dalla malattia, che non si può non avere un’opinione in merito e questa opinione è radicata ormai e profonda. Tanto da prendersela anche con i pochi che non hanno una opinione e che vengono spinti a schierarsi da una parte e dall’altra.

A me piacerebbe parlare di più di cambiamenti climatici, di salute mentale, del benessere psicofisico, dell’arte (in ogni sua forma) che ci rende la vita più saporita e degna di essere vissuta. Invece stiamo a scannarci su vaccino sì e vaccino no. Dovrei dire stanno, invece che stiamo perché io non partecipo in alcun modo a questo dibattito/scontro, né di persona, né men che meno online. Coltivo le mie oasi di pace e di significato, sui miei blog, nelle community dove sono io a orientare il dibattito, nelle conversazioni private. Tutto è possibile, basta volerlo.

Con questo chiudo e vado a prepararmi per la mia dose, lieto di poter scegliere.

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