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Febbraio 2022

Il capitalismo della sobrietà

Duole dirlo, ma gli americani sono e continuano a essere avanti. Dopo che, da anni ormai, si dibatte la meritocrazia e di come questa generi discriminazione – in Italia non siamo ancora arrivati alla meritocrazia – ora c’è chi punta il dito contro lo sfruttamento della sobrietà da parte del mercato. Sì, c’è chi propone libri, community, podcast sul diventare e sull’essere sobri, per imprenditori, startupper, mamme.

Ciò mi fa pensare a due elementi. Il primo è che negli USA l’alcolismo è così diffuso e generalizzato da aprire un mercato molto vasto per il ritorno alla sobrietà. Un eccesso comune diventa un bacino potenziale di clienti altrettanto vasto. Prima ti manipolano con l’alcol come stile di vita, poi ti manipolano una seconda volta per convincerti a diventare sobrio. Una via di mezzo non è conveniente, sembra, né per chi vende, né, ovvio, per chi propone l’astinenza totale.

Seppur … Continua a leggere

Kiev sette anni fa

Nell’estate del 2015 feci un breve viaggio a Kiev, giusto 4 notti. Città tranquilla, con la povertà di mezzi che si respira. Voglia di vivere, molti giovani in giro, ma la guerra è dietro l’angolo. Nella piazza principale un presidio permanente sensibilizza sulla guerra in corso nel Donbass e raccoglie fondi dai passanti, denunciando l’inazione del governo centrale.

Durante un tour in giro per il centro ci manca poco che finiamo in mezzo a una manifestazione antirussa di fronte al parlamento: un poliziotto verrà colpito da una bomba carta e morirà, con grandi titoli di apertura sui telegiornali occidentali di quel giorno di fine agosto. In vari punti della città si ricordano i caduti in questa guerra. Sì, la guerra c’era già e noi, salvo qualche sanzione, l’abbiamo tollerata e ce ne siamo quasi lavati le mani. Chi si sorprende degli eventi dell’ultima settimana è stato un po’ disattento.

Ho … Continua a leggere

La settimana 8/2022

Il periodo di parziale bassa concentrazione permane. Non che mi inabiliti, perché comunque ho registrato la puntata settimanale del podcast, ho moderato un evento online e ho tenuto un nuovo workshop. Ho scritto poco in pubblico e poco in privato, ma ho mantenuto l’esercizio quotidiano di riprendere e commentare i post pubblicati negli ultimi 19 anni; a questo ho aggiunto la pulizia dell’archivio fotografico su Flickr, dove sono passato da 29700 a 24400 foto e video: una bella pulizia! Sospetto che quest’ultimo esercizio abbia contribuito a far scendere il mio livello di energia. Sentimenti contrastanti nel rivedere vecchi viaggi, persone, esperienze. Resta un lavoro che devo continuare e completare, un po’ per volta.

Da notare poi come abbiamo consegnato il mio testamento biologico, cosa che rimandavo da oltre un anno, e che sono tornato a infornare un dolce, spazzolato poi in un paio di giorni da vari amici … Continua a leggere

Riflessioni letterarie sul fine vita

Ho l’impressione, ma forse è un caso dettato dai miei consumi culturali, che il tema del fine vita sia un argomento su cui gli autori si confrontano oggi con più frequenza. Forse gli editori e i produttori lo sentono come un tema che interessa di più l’opinione pubblica e quindi pubblicano contenuti che ne parlano con più facilità? Forse l’aumento dell’età media ha portato gli autori a confrontarsi più spesso con la malattia dei propri genitori al punto da scriverne in modo aperto?

L’anno scorso The Father aveva riscosso un ampio dibattito, culminato in vari premi. Il film è tratto da un’opera teatrale, scritta dallo stesso regista del film. La storia racconta il rapporto tra un padre e una figlia, con il padre che perde progressivamente il controllo delle proprie facoltà mentali.

Ho appena finito di leggere La rondine sul termosifone di Edith Bruck (2017) e America non torna Continua a leggere