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Il cinema come meditazione

Scritto da:

Luca Conti

There’s nothing quite like Memoria, though, especially in a climatic shot that falls firmly in the am-I-actually-hallucinating bracket of final act twists. It’s an exercise in mindfulness that asks you to give yourself over to it lock, stock and barrel. If you’re willing to do that, you can cancel that meditation course.

Memoria su Time Out

Mi aspettava da un mese ormai, se non anche due. Stasera era la sera giusta e mi sono prestato. Time Out ha ragione da vendere: Memoria è un esercizio di meditazione. Due ore e un quarto in cui visivamente succede molto poco. C’è un mistero da risolvere e alla fine si risolve, ma nel mezzo rischi di perderti e per un po’, lo confesso, mi sono perso. Sarà che ho perso un po’ l’abitudine alla meditazione…

Days, ancora più statico, visto qualche giorno fa, è stato paradossalmente più coinvolgente. Sarà che è ambientato a Taiwan, dove voglio andare, e in Thailandia, dove tornerei domani. Anche se nel film non c’è un dialogo che sia uno, niente colonna sonora, camera quasi sempre fissa, scene di vari minuti senza alcun cambio di inquadratura o montaggio. L’antispettacolare. Eppure mi è piaciuto, pur sembrandomi irrisolto.

Entrambi non sembrano essere distribuiti sui canali ufficiali, ma in rete si trovano. Se vuoi sperimentare qualcosa di diverso da ciò che propinano le piattaforme mainstream, salvo Mubi probabilmente, ora sai cosa cercare.

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