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Per lui è una piscinetta, per me è il Gange

Scritto da:

Luca Conti

La piscina di Bègues risale agli anni Venti o Trenta. Era dal liceo che non andavo in piscina. Cuffia obbligatoria, pare. Mi ero portato dietro la cuffia da bagno della spa di Ouigor, mai buttata. Prima di passare sotto la doccia un tizio mi fa, guardi che non può entrare in piscina così.

«Perché?».

«Il suo costume è di stoffa».

«E allora?».

«Deve essere di lycra».

«Ho fatto il bagno dappertutto con questo costume, nessuno mi ha mai detto niente».

«Qui deve essere di lycra».

«Come faccio?».

Mi dice di andare dal tizio delle cabine. Spiego il problema al tizio delle cabine. Mi sembra un po’ ritardato, come quelli che a volte dirigono il traffico davanti alle scuole. Dice, vado a vedere cos’ho. Mi porta un costume nero e marrone. Taglia cinquantasei, da Depardieu. Dico, mi andrà grande. Ne ho un altro più piccolo. Me ne porge uno verde. Noleggio, due euro. Dico, questo dovrebbe andare, pensando a com’ero trent’anni fa. Mando avanti Luc. Nella cabina mi metto nudo, comincio a infilarmi il costume e poi mi dico, cazzo, capace che questo costume non sia mai stato lavato. Decido di farmi scomparire l’uccello. Tendo la pelle per ridurre l’esposizione del glande e arrotolo il tutto a spirale. In pratica ne faccio un clitoride. Poi mi tiro su lo slip che è una specie di guaina e lo sistemo incastrando bene le parti fra le gambe. All’improvviso sopra il costume compare una gorgiera bianchiccia e molle. Sono io. Mi deborda la pancia. Da domani basta pane. Ed eventualmente basta vino. Passo sotto la doccia e vedo Luc che sguazza con le pinne nella vasca lavapiedi. Che cosa combina in quel ricettacolo di funghi e miasmi?! La vasca è lunga due metri e mezzo, l’attraverso stile trampoliere per evitare di appoggiare i piedi. Ne estraggo il bambino che vorrebbe restare. Per lui è una piscinetta, per me è il Gange.

Serge di Yasmina Reza

Se questo è l’incipit, questo libro mi ha già conquistato e sale in alto nella coda di lettura.

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