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Tunisi – Day 5

Scritto da:

Luca Conti

La settimana a Tunisi ha superato il giro di boa. Da un lato posso dire di essere un po’ annoiato; da un altro, ogni giorno succede qualcosa di positivamente imprevisto, quindi nessuna giornata è uguale alle altre. Bene, anche senza fare chissà che di speciale.

Ieri non avevo nulla in programma. Alla fine ho conosciuto un altro locale, ho passato un po’ di tempo in spiaggia all’ombra, sono tornato in un ristorante a mangiare pizza con i funghi e frutta. Nota della giornata: mi ha abbordato un tunisino che parlava italiano, per fare due chiacchiere e poi chiedermi se potevo dargli qualcosa per mangiare e bere alla mia salute. Mi è venuto spontaneo dargli 10 dinari (3 euro al cambio): la conversazione è stata così rispettosa che non me la sono sentita di dirgli di no. Fai del bene e dimenticatelo.

La giornata è stata particolarmente calda, la più calda fino a ora, con picco di 35 gradi. Non per niente a una certa ora non ho potuto fare altro che spostarmi in spiaggia e rimanerci, all’ombra, quasi perdendo i sensi (non in senso letterale). Non per niente, tornato alla base intorno alle 19,30, ho fatto una doccia, mi sono rilassato e mi sono quasi subito addormentato, per rendermi conto solo alle 23,30. Ovviamente ho continuato a dormire fino a quasi alle 6 di mattina. Mi ci voleva.

L’altro giorno ho avuto una conversazione con un uomo del posto, imprenditore, sulla situazione politica della Tunisia oggi. Per niente bella. Il Presidente, eletto come un uomo onesto della società civile, unica scelta contro il Berlusconi della Tunisia, uscito di galera due settimane prima delle elezioni, si è rivelato essere una mina vagante. Mi dicono che nei discorsi pubblici parli un arabo antico che nessuno comprende. Ha sciolto il parlamento per corruzione il 25 luglio del 2021 ma non ci saranno elezioni fino a dicembre 2022. Sì, la corruzione è il primo problema del paese, ma un uomo solo al comando non può essere certo un’alternativa democratica.

Corruzione, guarda caso, è il male che affligge la maggior parte dei paesi in cui ho viaggiato. Non mi meraviglio più ormai. Rispetto al mio dubbio che la Tunisia fosse un posto solo per turisti organizzati dai tour operator, ho avuto la conferma che è vero. Chi fa i soldi con il turismo, gli albergatori per esempio, si fanno pagare in valuta, estero su estero, così da non pagare tasse. Paradossalmente un albergo costa di più a un tunisino che paga in valuta locale che a uno straniero attraverso un tour operator. Follia? No, se l’estero paga in valuta pregiata, che non si svaluta, che resta all’estero e che non è tassata.

Come sviluppare in questo scenario servizi pubblici di alto livello, per cittadini e turisti non organizzati? Ovviamente la risposta è che le risorse non ci sono e i servizi restano di basso livello. La situazione economica poi, considerando l’incertezza politica, resta molto precaria. Chi ha qualche soldo lo risparmia, temendo tempi peggiori, e il commercio langue. Sono tornate le crociere e il turismo è ripartito, con il caveat che i soldi dei turisti sono per lo più incassati fuori dal paese. Quindi è come se non circolassero.


Con i conti della serva, credo di aver speso circa 280 dinari dal mio arrivo giovedì (5 giorni), per un totale di circa 90 euro. Un giorno sono stato ospite di un tunisino, quindi dovrei dire 4 giorni. La proiezione è di una spesa per 7 notti – 8 giorni di circa 500 euro: 120 euro il B&B, 225 volo + assicurazione, 15 assicurazione sanitaria, con un margine di 140 euro per le spese in valuta locale.

Fa caldo. Non immagino col velo.

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