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Un altro giro di COVID-19?

Scritto da:

Luca Conti

Alla faccia di chi ha pensato, o pensa ancora, che il COVID-19 d’estate non ci sia perché è caldo, stiamo vivendo una nuova ondata del virus in Italia. Ondata iniziata circa un mese fa, ai primi di giugno, e ancora in crescita. Ieri abbiamo superato 1 milione di italiani in isolamento o in ospedale con il COVID-19. A questo si aggiunge un tasso di positività (positivi su tamponi fatti) arrivato al 27%, che significa varie cose: i tamponi fatti sono pochi, anche se in crescita, e i positivi in circolazione sono quindi molti di più di quelli ufficiali.

Un articolo sulla Stampa di oggi ne ipotizza al momento 3 milioni: un milione registrato, un milione con sintomi non registrato con tampone fatto a casa e un altro milione di positivi asintomatici.

Questo significa che la probabilità di prendere il virus – nel mio caso riprenderlo, dopo l’esperienza di Marzo 2021 – molto alta. Sia perché i contatti con un positivo diventano più frequenti, sia perché negli ambienti chiusi la mascherina non è più obbligatoria, quindi non c’è più neanche la barriera fisica a limitare il contagio.

Sì, la percentuale di sintomi gravi e ospedalizzati è bassa, anche se i ricoverati in valore assoluto aumentano. In ogni caso non è uno scenario auspicabile quello di passare 7-15 giorni a casa con qualche linea di febbre o un malessere influenzale nel pieno dell’estate. Da parte mia ho già viaggiato molto, quindi la prospettiva di stare a casa isolato non mi spaventa granché, ma un minimo dovremmo continuare a pensare a limitare, per quel che è possibile, la circolazione del virus. A meno che qualcuno pensi sia divertente prendersi una o due influenze l’anno.

Con questa ondata in piena estate, con numeri già superiori all’ondata di marzo, non voglio immaginare cosa potrebbe succedere alla prossima ondata invernale. C’è solo da sperare che l’evoluzione del virus comprenda minori sintomi, oltre a un’alta contagiosità. C’è anche da capire rispetto al vaccino cosa succede, ma siamo troppo stanchi dalle precedenti esperienze di lockdown e di limitazione della libertà personale da voler pensare ancora al virus. Male, perché ne pagheremo le conseguenze.

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