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Vita intensa

Scritto da:

Luca Conti

Il tempo passa. Assaporandolo momento per momento non passa più velocemente, ma passa più intensamente. Mi dispiace vedere questo spazio non aggiornato, perché significa che mancano tracce per il mio futuro me. In realtà non mancano, perché sono nel mio journal privato, almeno in parte, visto che nella settimana a Palermo ho vissuto e non ho documentato, se non fotograficamente.

Questo post contiene idee sparse. Un po’ per riprendere il filo, oggi che posso, un po’ per lasciare una traccia di questo periodo, un po’ per aggiornare i contatti digitali, ovunque dispersi. Almeno quelli più affezionati.


È evidente come non riesca (non voglia, non consideri prioritario) a tenere aggiornati i miei spazi digitali, per pochi che siano. Nell’ultimo periodo (potrei andare indietro a maggio 2022) ho ripreso a viaggiare intensamente, con qualche pausa. Viaggiare ha voluto dire ridurre notevolmente il consumo di media in ogni forma – film, libri, serie TV, articoli, video – e con questo anche gli spunti per scrivere e condividere. Viaggiare ha significato, come ovvio per il mio stile di viaggio, esplorare città, conoscere gente locale o in viaggio, visitare musei e mostre, passeggiare per parchi, librerie, paesaggi urbani, mangiare cibi nuovi e locali, godere della vita all’aria aperta, rompere ogni routine e stabilirne di nuove, riposare, bighellonare, vagabondare. Ciò implica, per forza di cose, meno tempo davanti agli schermi, se non per comunicare con gli amici a casa o i nuovi contatti conosciuti in viaggio, documentare il viaggio e l’esperienza con la fotografia. A differenza di altri viaggi, negli ultimi ho letto pochi libri, certamente distratto dalle comunicazioni e dalle relazioni mediate dallo smartphone. Mi sono tenuto un minimo aggiornato sui fatti correnti, ma non oltre il minimo indispensabile. Ho privilegiato l’esperienza diretta a quella mediata dagli schermi. Scelta consapevole, che farei e rifarei.

Il lavoro resta una non priorità. Lo so, per molti sembrerà una bestemmia o un’eresia. Come puoi non pensare al lavoro, Luca? Non hai le bollette, l’affitto, il mutuo, altre spese a cui pensare? Campi d’aria? E la carriera? Non penso al lavoro perché i risparmi ancora resistono e il tempo dedicato al lavoro nelle pause degli ultimi viaggi mi permette di coprire le spese ordinarie, lasciandomi risorse da investire nei viaggi. Sulla carriera non ho molto da dire. Non mi ha mai interessato e non credo mi interesserà mai. Fare carriera perché? Per sentirmi gratificato? I viaggi e le esperienze mi gratificano molto di più. Per generare valore per terzi? Preferisco investire in progetti miei o a cui tengo per valori condivisi. Per lo status o per lasciare un segno su questa terra? Non mi interessa né uno, né l’altro. Sic transit gloria mundi. La vita è oggi. Non è “lo farò quando andrò in pensione” o “aspetto le ferie per fare questo e quest’altro”. Mi sono scelto uno stile di vita con i suoi pro e contro. Valutati, soppesati e sposati. Avanti così. Quando verranno meno le condizioni al contorno, rivaluterò la situazione. Per oggi e l’immediato futuro, l’esperienza diretta, la scoperta, l’incontro, il viaggio restano le mie priorità davanti al lavoro, alla routine e ai progetti lavorativi, che si adattano alle priorità.


Palermo è stata una bella esperienza. Meglio di come me l’aspettassi. Non tutte rose e fiori, ma l’esperienza è stata comunque positiva. Buon cibo, tesori nascosti, poche ma buone esperienze umane e tanto divertimento grazie ai miei due accompagnatori che si sono prodigati nel documentare il viaggio.

Prossimamente avrò del materiale da condividere a tal proposito. Peccato per il degrado urbano evidente, per il traffico e l’inquinamento atmosferico, per l’incuria dei rifiuti (anche se non eccessiva) non raccolti e per la mancanza di alternative vegetariane (vegano nulla, praticamente) e l’uso spropositato di latticini, grassi e zuccheri che non aiutano a mantenere una dieta equilibrata in viaggio. A chi direbbe “Luca, sei in vacanza, rilassati” rispondo che una certa flessibilità va bene, ma non lo svacco totale, perché non ho alcuna intenzione di mettermi a stecchetto a casa per i bagordi in movimento. Non è nel mio stile di vita. Non per niente, pur esagerando in zuccheri e glutine, non ho preso peso in questa settimana. massa grassa sì, però.


Il mondo continua a girare, la vita continua, anche senza i miei contributi online. Fa bene tenerlo presente e registrarlo. Non mi meraviglio, anzi, me ne compiaccio. Ognuno è utile, nessuno è indispensabile. Se pensi di non poter staccare mai perché x o y hanno bisogno di te, be’, non è così e se ci rifletti un attimo puoi anche ammetterlo a te stesso. Non abbiamo bisogno di martiri, men che meno sul lavoro.


Non essere a casa per periodi prolungati implica lasciare indietro qualcosa. Non può che essere così. Ho verificato però, paradossalmente, che gli amici locali sono più attivi nel cercarmi e nel vedermi quando il mio tempo è limitato. Effetto scarsità, che aumenta il valore percepito? Chissà se qualcuno ha studiato questo fenomeno…


Qualche media l’ho comunque consumato, cercando di moderare la coda di fonti seguite, limandola un po’ o semplicemente dando per letti contenuti di cui posso tranquillamente fare a meno. Ho ascoltato la prima puntata di un podcast – If books could kill – che critica l’influenza negativa sulla cultura popolare di libri famosi: il primo è Freakonomics.

Ti consiglio vivamente l’ascolto, soprattutto se conosci il libro. Ho visto in sala Triangle of sadness con grande divertimento. Ho anche rivisto in sala Everything everywhere all at once, film che mai avrei pensato potesse avere una distribuzione italiana. Peccato che film simili non siano più popolari, ma va da sè che non tutti vogliono pensare quando vanno al cinema o guardano un film (o vanno a votare, o guardano la televisione, o fanno spesa al supermercato). Amen. Peggio per loro.


zlibrary sembra essere stato messo offline, ma in realtà non è così. Il servizio funziona ancora su browser TOR e funziona anche il bot telegram, a proposito di piattaforme distribuite.


I viaggi mi hanno permesso di tornare ad ampliare la mia rete di contatti internazionali. Con più di uno sono ancora in contatto e conto di incontrarli di nuovo, nel loro paese o in viaggio d ospitandoli nei prossimi mesi. La prima occasione inizia domani, con un altro viaggio in parte estero e in parte in Italia. Novembre è un mese in cui di solito non vado da nessuna parte. Quest’anno invece sono e sarò quasi sempre fuori. Lo stesso per Maggio. Nuove esperienze di turismo fuori dall’alta stagione. Il vero lusso di chi può fare queste scelte. Te ne rendi conto quando vedi chi viaggia e quanti viaggiano in questi periodi dell’anno. Questi sono i veri ricchi, per me.


Le novità librarie, come le novità cinematografiche si accumulano. Ho iniziato a leggere Less is lost, il seguito di Less, Premio Pulitzer per la narrativa di qualche tempo fa. Sono quasi a metà di Tasmania, di Paolo Giordano, libro classificato come narrativa anche se sembra un memoir insolito, molto personale, su cui non mi sono ancora fatto una opinione. Feltrinelli ha finalmente tradotto The Every di Dave Eggers, seguito di Il cerchio. Mondadori ha ripubblicato Snow Crash, il primo libro dove si parla di metaverso. Ho anche cominciato a leggere il memoir di Chelsea Manning, Readme.txt: mi sento arricchito a leggere il racconto di vite di persone che, in un modo o in un altro, hanno fatto la storia recente. Se piovessero stelle su questo deserto è un altro libro che conto di leggere al più presto. Potrei andare avanti per ore a commentare le ultime uscite ma mi fermo qua.

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