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Da dove ricomincio?

Scritto da:

Luca Conti

Due mesi fa raccontavo di una vita intensa, dopo essere tornato da Palermo. Da allora sono passati quasi due mesi, altrettanti se non ancor di più eccitanti, divertenti, alla scoperta. Gli ultimi due mesi dell’anno sono un periodo in cui in genere non viaggio, se non per mete tropicali, in partenza ben prima di Natale – Brasile, Sud Est Asia più di una volta – concentrandomi su altro, quasi in letargo. Quest’anno è stato molto diverso, considerando che ho totalizzato 31 notti fuori su 61. Va da sé che, a differenza del Luca precedente che in parte faceva il nomade digitale, in questo tempo ho lavorato pochissimo, se non quasi nulla. Per scelta e per necessità: in tutte queste occasioni ho viaggiato in compagnia o sono stato ospite, limitando quasi totalmente il tempo solo per me. Un’altra conseguenza è che ho letto molti meno libri rispetto ai miei standard soliti, anche rispetto a quando sono in viaggio da solo: un libro è un ottimo compagno mentre riposi, mentre mangi e in altri momenti di relax.

Blogging

Non ti sorprenderà leggere che il blog non è più in cima ai miei pensieri, per vari motivi. Se per molti i social media sono il canale naturale di espressione, per me è diventato il journal e il sistema di note (Personal Knowledge Management) che mi sono costruito a partire dal primo lockdown del 2020, seppur con qualche discontinuità nel corso dei viaggi. Scrivo in privato, quando scrivo, per tracciare ciò che faccio, chi vedo, cosa leggo, ma ho perso quasi qualsiasi incentivo a scrivere per altri. Non è una questione di tempo che manca, ma di priorità. Bisogna riconoscerlo. La gestione delle relazioni personali, l’organizzazione dei viaggi, l’intrattenimento di qualità (cinema, film, serie tv, narrativa) e le routine del benessere (meditazione, esercizio fisico, cucina, journal) portano via tempo e sono più importanti per me che scrivere e condividere qui cosa ho scoperto. Per gran parte del 2021 e del 2022 l’ho fatto, dando precedenza alla mia Saper Imparare e La Circle, le community dove sono attivo. Alla fine del 2022 ho ridotto anche il tempo per queste attività. Mi dispiace perché anche attraverso questi canali sono in grado di esprimere la mia vita intellettuale e sviluppare e coltivare relazioni personali, ma quando nella tua vita di relazioni e di stimoli ne hai già oltre quanti sei in grado di gestirne, scoprire ancora diventa secondario, se non trascurabile. La fame di stimoli intellettuali, specialmente rispetto alla cerchia di persone più ristretta che frequento, non è venuta meno e non mi sento del tutto appagato.

Mi sento tirato da due parti: una che vuole continuare a esplorare (intellettualmente) e una che frena per godersi di più gli attimi, rallentare e fermarsi. La seconda forza tira di più e per fortuna, perché altrimenti non godrei del benessere psicofisico di cui ho goduto in questi mesi. A un certo punto bisogna prendere atto che non si può arrivare dappertutto, vedere tutto, leggere tutto. In quest’ottica, i miei sensi di colpa per non aver curato questo blog (e n altri spazi e presenze online) tendono asintoticamente a zero. Lasciar andare. Mi dico bravo per essere stato capace, quest’anno più di altri, a vivere il momento e dormire lieto anche senza aver azzerato la lista di cose da fare, in qualche caso anche molto importanti e quasi vitali. Domani è un altro giorno e, se non lo fosse, voglio andare a dormire contento del fatto che ho passato un altro giorno come ho voluto io, ogni volta in cui ciò sia stato possibile.

Bilancio dell’anno

Scriverò un post su questo, perché sento sia necessario e propedeutico ad avviare i prossimi mesi nel modo migliore. Senza impedimenti lo avrei fatto una settimana fa, ma caso ha voluto che potessi viaggiare ancora un’altra settimana subito dopo Natale, la quattordicesima dell’anno (sì, nel 2022 ho dormito fuori casa più di una settimana ogni mese, tutti i mesi), così da far saltare il 95% delle attività tipiche di un fine anno a casa: bilanci personali, bilanci finanziari, letture del meglio dei media dell’anno, lettura di libri, visione di film e cinema.

In sintesi è stato un anno andato meglio delle mie più rosee aspettative, sia per la permanenza all’estero così prolungata, sia per le nuove mete aggiunte alla mia mappa del mondo, sia per nuove importanti relazioni personali, sia per uno stato di salute prossimo al meglio, sia per un costante approccio mentale volto a prendere il meglio della vita, trascurando il resto. Un anno fortunato. Un anno come vorrei fossero tutti gli anni della mia vita.

Abitudini vecchie e nuove

Ho capito, semmai ci fosse stato il bisogno di un rinforzo, che viaggiare è la mia dimensione. Non per evadere da una routine opprimente, ma per far evolvere la routine della vita quotidiana, arricchendola di esperienza e di relazioni scoperte e aggiunte proprio grazie al viaggio. Ho la fortuna di vivere in una piccola città sul mare, tranquilla d’inverno e movimentata d’estate. Senza il viaggio non godrei della contaminazione con il diverso, con lo straniero, con l’inaspettato. Ne ho bisogno per sentirmi bene. I viaggi continuano anche quando torno a casa, applicando ciò che ho imparato, approfondendo spunti e riflessioni nate in viaggio, coltivando relazioni con nuovi amici internazionali, per ritrovarli e rivederli, presto o tardi che sia.

Questo intenso movimento ha messo in crisi, come sempre succede, la mia abitudinarietà. In viaggio non ho quasi mai applicato la mia routine del mattino, non ho sempre equilibrato la mia dieta, ma il risultato di fine anno è comunque più che positivo, sul piano della salute fisica e di quella mentale. Il viaggio è stato, in sé, ciò che mi ha mantenuto in forma pur in assenza di ciò che mi fa sentire in forma a casa. La meta conoscenza e la meta riflessione aiutano, evidentemente, quando sono fermo. Quando sono in movimento, non in un movimento fine a se stesso ma uno che include forme diverse di riflessione, la meta conoscenza può scendere in secondo piano, superata dall’esperienza. Niente di nuovo in realtà, perché da tempo ho fatto la scelta di dedicare più tempo ed energie al vivere le esperienze e meno tempo ed energie al raccontarle e condividerle. I miei primi anni di blog sono stati un momento di investimento nel racconto e nella condivisione, probabilmente perché il tutto era funzionale a coltivare le mie tante relazioni online, professionali e non. Oggi che le mie relazioni prevalentemente digitali/professionali sono ridotte se non estinte, va da sé che vivere esperienze, inclusi riposo e lentezza, ha più senso per me. Arriverà il giorno in cui la vita mi imporrà nuove limitazioni e l’espressione di me online riprenderà il sopravvento. Per ora è così e sono contento che sia così. La mia è una scelta consapevole, con grandi vantaggi e un prezzo da pagare: il mio posizionamento online è pressoché azzerato. Ripeto, va bene così. Se lo reputassi utile e necessario di nuovo, farò altre scelte. Per adesso questa è la scelta giusta per me.

Relazioni personali

La mia esperienza personale resta paradossale e in controtendenza. Articoli, studi, libri, aneddoti di amici vanno tutti nella stessa direzione: il tempo per le relazioni personali di noi occidentali moderni è poco e in diminuzione. Gli americani, pragmatici, lanciano app per ricevere notifiche automatiche quando non sentiamo un amico per troppo tempo, così da organizzare qualcosa. Quasi tutti gli altri ricorrono al surrogato dei social media e della messaggistica istantanea, più per darsi un’illusione di vita sociale e non sentirsi soli che per trovare il tempo per attività sociali realmente ricche, sul piano fisico. Io ho il problema opposto, se lo vogliamo chiamare problema.

Il grandissimo passo avanti fatto nel 2021 e consolidato nel 2022 è stato lasciar andare. Lasciar andare amicizie che la pandemia ha sfilacciato fino a quasi romperle. Se il 2020 era cominciato con una grandissima frustrazione sulle mie poche e deboli amicizie locali e le inutili amicizie internazionali quando non puoi viaggiare, il 2022 è finito con una grande consapevolezza che va bene così. Sensazione di solitudine prossima a zero, sia perché non mi aspetto più che nessuno reciprochi le mie attenzioni, sia perché ho trovato il modo, tra il 2021 e il 2022, di espandere la mia rete con nuovi stimoli.

I vecchi amici hanno rivelato di avere altre priorità rispetto al passare tempo insieme con continuità? Nessun problema. Se vorranno, valuterò nuove occasioni di incontri. Se no, sono come impiegare il mio tempo. Può sembrare banale, ma per me non lo è stato per molto tempo. Questa consapevolezza ha enormemente migliorato la mia salute mentale. Non mi interrogo più se ho tanti o pochi amici stretti, se ne ho meno di quanti ne hanno gli altri. Traggo il meglio dalle relazioni che ho creato e coltivo quelle, anche più recenti, che mostrano maggiore interesse nei miei confronti. Il fatto che a novembre e dicembre abbia viaggiato sempre in ottima compagnia è un chiaro segno che ho predicato bene e razzolato bene. Ben fatto, Luca.

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  1. Prima di tutto buon anno nuovo, e bentrovato! Mi chiedo se il journaling privato potrebbe in parte diventare pubblico, senza molta “post-produzione” per renderlo più gradevole alle masse. In quel modo potresti prendere i proverbiali due piccioni con una fava. Riguardo alle amicizie, concordo pienamente: la pandemia ha spinto anche me a svecchiare il circolo di contatti e conoscenti, e mi ha spinto a liberarmi anche di alcuni progetti che mi trascinavo dietro come una zavorra. Mi piace la tua frase “il viaggio è contaminazione”, anch’io ho sempre vissuto quelle esperienze allo stesso modo.

    1. no, perché preferisco tenere un livello di privacy più elevato che in passato. Ho gente che si fa i fatti miei leggendo ciò che scrivo e devo limitare le informazioni condivise in pubblico

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