8 anni di dieta a base vegetale e integrale

In questi giorni, otto anni fa, leggevo Se niente importa e decidevo di cambiare la mia vita per sempre, con la scelta di adottare una dieta a base vegetale e integrale, quello che in inglese suona come “whole-foods, plant-based”. Una definizione che comprende sia la dieta vegetariana, sia quella vegana.

Da un prompt con Bing Create

Da dieta vegetariana, comprensiva di uova e latticini, sono passato (a casa, dove ho un controllo totale) a una dieta vegana, solo con proteine di origine vegetale. Sapevi che vegano deriva semplicemente dalla sintesi della parola vegetariano, togliendo la parte centrale della parola?

Una scelta dettata da tanti motivi, il più importante dei quali è la salute. A questo, motivo che dovrebbe essere sufficiente per chiunque tenga a vivere bene, si aggiunge il basso impatto ambientale e la non crudeltà sugli animali. Altri due valori a cui tengo.

Cosa è successo in questi anni?

Ciò che non avrei immaginato è la curiosità dei miei commensali verso questa scelta. In molte cene di lavoro, vedendo che io mangiavo cose diverse, la domanda è sorta spontanea a molti. Il tutto ha creato l’occasione per parlare della mia esperienza e delle mie scelte, suscitando interesse oltre le mie aspettative.

Il mercato delle alternative alla carne è cresciuto notevolmente, più all’estero che in Italia, ma anche in Italia. Lo spazio al supermercato si è moltiplicato e i prodotti di finta carne sono ormai tanti e appetitosi. Lo scaffale delle bevande vegetali è ormai superiore a quello del latte, anche per l’intolleranza al lattosio che colpisce molti. Trovare un cornetto vegano, almeno uno, al bar è diventato facile. Molti ristoranti hanno fiutato il business e indicano con un simbolo l’offerta vegetariana e vegana. Mi stupisco ormai quando leggo un menù che non evidenzia queste opzioni. Ho chiesto a Perplexity quanti sono i vegetariani e i vegani in Italia:

Secondo un’indagine condotta da Eurispes nel 2021, i vegetariani e i vegani rappresentano l’8,2% della popolazione italiana[1][3]. Di questi, il 5,8% è vegetariano e il 2,4% segue uno stile alimentare vegano[1]. Tuttavia, ci sono segnali che il numero dei vegani in Italia stia diminuendo. Nel 2022, gli italiani che si dichiarano vegetariani si sono fermati al 5,4%, con un totale combinato del 6,9% della popolazione che ha una dieta basata sulle piante[5]. Nel 2023, i dati Eurispes indicano una fase di stallo e un calo dei vegetariani e dei vegani in Italia[6]. Nonostante ciò, l’8,2% della popolazione italiana che segue una dieta vegetariana o vegana rappresenta ancora una percentuale significativa.

Citations:
[1] https://www.ruminantia.it/quanti-sono-i-vegetariani-e-vegani-in-italia/
[2] https://www.veganok.com/vegani-in-italia/
[3] https://ilfattoalimentare.it/vegetariani-vegani-eurispes.html
[4] https://www.linkiesta.it/2022/02/dati-vegetariani-italia-europa/
[5] https://www.freshcutnews.it/2022/11/03/in-italia-cala-il-numero-dei-vegani-ma-il-plant-based-e-in-salute/
[6] https://www.repubblica.it/il-gusto/2023/06/12/news/cala_il_numero_di_vegani_in_italia-404079346/

Ancora oggi, in molti paesi, le opzioni vegetariane e vegane sono considerate premium e quindi più costose. Spesso orientate espressamente ai turisti stranieri. Premium perché forse si pensa che si è disposti a pagare di più per la propria salute. Indicativo su come non sia salutare l’offerta tradizionale, soprattutto dei fast food. Come se mangiare fosse equivalente e mettere benzina nella propria automobile, purché il prezzo sia il più basso. Non devo commentare.

In Giappone mi sono sorpreso di come la dieta a base vegetale sia un fenomeno relativamente nuovo e sconosciuto ai più, con un’offerta molto molto limitata, nonostante poi una buona parte della popolazione sia buddhista.

Che cambiamenti ho notato in me?

Ho perso peso, fin da subito. Le fibre vegetali (verdura e legumi, più cereali integrali) riempiono più della carne, generando sazietà prima. Sono più tonico e più atletico di quanto lo fossi prima, nonostante sia invecchiato nel frattempo.

Ho azzerato le infezioni del tratto digerente, spesso generate da carne contaminata, soprattutto pollo.

Ho una pelle che spesso viene notata per essere molto più morbida ed elastica di un uomo della mia età. Il commento sulla pelle è spesso associato a una considerazione sul dimostrare meno anni, complimento che apprezzo ma che non mi lusinga più di tanto. Non ho paura di invecchiare e di avere gli anni che ho.

Non ho fatto alcuno sforzo nel cambiare regime alimentare e la carne non mi manca affatto. Tentazione di tornare indietro: zero. Continuo a non comprendere come i più scelgano di continuare a mangiare la carne, per una questione di gusto e di piacere, mettendo lo stare bene e aggiungere anni di vita in salute al secondo posto. Purtroppo la salute è qualcosa che si apprezza quando non la si ha. Spesso quando è tardi.

Ho imparato a cucinare di più e a investire più tempo nella preparazione dei cibi. Ho dedicato tempo a leggere le etichette nutrizionali dei prodotti che ho scelto di comprare abitualmente e leggo l’etichetta ogni volta che mi viene proposto un nuovo prodotto interessante. Vedo pochi che lo fanno al supermercato.

Alcuni amici hanno ridotto gli inviti a cena, già limitati anche in precedenza, non potendo/volendo offrirmi alternative alla carne/pesce. Non è un problema per me: meglio investire tempo in relazioni con persone con valori affini.

Vari amici hanno progressivamente ridotto il consumo di carne e di latticini in questo arco di tempo, pur non rinunciando totalmente. Una tendenza in atto in tutto il paese di fatto. Si consuma meno carne e meno latte, nonostante le pressioni dell’industria per continuare a consumare come prima.

La quasi totalità delle persone che mi circondano ha accettato pacificamente la mia scelta. Alcuni si sono sentiti in dovere di difendere la propria, come se li avessi attaccati. Fenomeno psicologico tipico. Pochi hanno cercato di contrastare la mia scelta, pur denigrando i vegani in quanto gruppo radicale e fondamentalista. Di fronte all’argomento della salute, quasi tutti alzano bandiera bianca, riconoscendo di avere altre priorità per se stessi. Da parte mia ho sempre considerato e continuo a considerare la mia dieta una scelta personale: non dico a nessuno cosa deve fare e viceversa.

Negli anni ho continuato ad approfondire l’argomento, complici alcuni libri del Dr. Greger e del suo sito, con annesso canale YouTube. Oggi leggo anche articoli scientifici direttamente, applicando periodici affinamenti alla mia dieta. Ho aggiunto anche un unico integratore consigliato per chi non mangia carne, vegetariano o vegano: vitamina B12.


In definitiva noto una maggiore consapevolezza in Italia e ancora tanta ignoranza in tanti paesi, anche sviluppati.

Sul piano personale è una scelta che continuo a sposare con convinzione, felice di stare bene e di promuovere i miei valori con azioni concrete quotidiane.

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