Mi piace storicizzare il recente passato e confrontarlo col presente, come appena fatto per le considerazioni su blog, podcast ed ebook. Discutiamo di home video.

Sempre 19 anni fa, scrivevo con entusiasmo della imminente visione di un film in sala, proiettato in digitale in ben 2K. Probabilmente mi riferivo a un film che oggi definirei in Full HD, ovvero con una risoluzione di 1920×1080 pixel.
Oggi vedo il 99% dei film in una risoluzione pari o superiore a Full HD e sempre più spesso in 4K, ovvero 4 volte più definito (3840×2160 pixel). Tutti i film pubblicati dalle piattaforme sono oggi in 4K, ed è più facile trovare online una copia a questa definizione. A volte si trovano copie di Bluray in 4K non compressi. Ho visto una versione integrale di Spartacus che occupava quasi 70 Gb di spazio, una dimensione del file comparabile a quella che i cinema scaricano via satellite e proiettano sul grande schermo. Tutto questo, a casa.
All’epoca avevo probabilmente uno schermo casalingo a tubo catodico o a 32 pollici HD. Nel 2009, sono passato a un Full HD da 40 pollici che mi sembrava il paradiso. Dal 2018, l’ho rinnovato con uno schermo 4K di 55 pollici, che sembra ancora nuovo. Schermo pagato 350 euro più IVA. Oggi se ne trovano di migliori e più grandi, più o meno alla stessa cifra, se non meno.
Un altro dei grandi vantaggi della sala è l’impianto audio Dolby Surround. Con meno di 200 euro, ho investito in un sistema audio Dolby 5.1 coinvolgente e più che soddisfacente nel rapporto qualità-prezzo. Proprio in questo periodo mi è capitato di vedere un film al cinema con l’audio danneggiato, e la voce provenire solo dalla cassa sinistra. Non sempre, pur pagando assai, la sala offre oggi una qualità migliore di quella casalinga. A volte, anche per la maleducazione del pubblico.
Ciò nonostante, continuo ad andare al cinema, perché il grande schermo non perderà mai il suo fascino. Evviva il cinema, nelle sale di qualità.
