Ogni nuovo media ha bisogno di tempo per affermarsi: ebook, blog, podcast discussi 19 anni fa

Ogni mezzo di comunicazione non nasce e muore, ma continua a esistere, con più o meno utilizzatori. Così è stato ed è per ebook, blog e podcast.

Un evento pionieristico a Senigallia

In questi giorni, correva il 2006 (19 anni fa), conducevo una serie di tre eventi a Senigallia, pensati per divulgare l’avvento di libri digitali, blog (social media) e podcast. Eventi partecipati dove le tecnologie allora disponibili erano usate al massimo delle potenzialità:

  • blog per raccontare l’evento in diretta e promuoverlo,
  • streaming video a bassa risoluzione per ampliare la partecipazione.

A pensarci ora, è stato un evento pionieristico: Amazon Kindle e Kobo non esistevano, Twitter era appena nato e sconosciuto, Facebook si stava per espandere fuori dagli Stati Uniti, YouTube era agli inizi, Skype muoveva i primi passi. Non esistevano internet mobilesmartphone.

Ebook: un mercato che ha trovato la sua nicchia

Il mercato dei libri digitali era appena nato, ma senza i grandi player che lo hanno poi monopolizzato. In Italia non c’erano ancora lettori digitali, se non modelli costosi e primitivi. Negli anni successivi, il mercato ebook è cresciuto, affiancandosi alla carta e agli audiolibri.

  • In alcuni generi (romance) e in alcuni paesi (USA), ha raggiunto il 50% di quota di mercato.
  • Una fetta consistente di lettori dichiara di leggere sia su carta, sia in digitale.
  • Gli editori hanno lasciato spazio ad Amazon, che ha poi diversificato i profitti lanciando AWS, Alexa e investendo in intelligenza artificiale.

Intanto, il mercato editoriale si concentra sempre più, trasformandosi in una palude stagnante. I dati AIE mostrano un calo vertiginoso della saggistica e manualistica. C’entra ChatGPT e compagni?

Blog: dalla centralità alla resistenza

I blog non sono morti, ma hanno perso centralità con l’avvento dei social media, soprattutto video, effimeri e brevi.

  • La cultura di massa è più visuale che testuale.
  • I blog esistono ancora, ma Google li penalizza e il traffico continua a calare.
  • L’intelligenza artificiale li saccheggia, ma loro resistono, proprio come le tartarughe sulla Terra.

La blogosfera poteva essere un ambiente collaborativo di massa, ma Facebook è arrivato, ha recintato tutto e ha semplificato la vita a miliardi di persone in cambio di dati e pubblicità. Non è la prima volta che succede nella storia, e non sarà l’ultima.

Anche Twitter, che poteva diventare il microblog di massa, è diventato il megafono del complottismo e dell’estrema destra. Utopie mancate.

Podcast: il nuovo terreno di conquista

Curioso vedere al Salone del Libro 2025 uno stand per OnePodcast di GEDI, editore de La Stampa e Repubblica.

  • I giornali stanno perdendo centralità?
  • Le aziende editoriali puntano ai podcast per spostare la pubblicità da carta a audio e video.
  • YouTube è oggi la prima piattaforma per la fruizione di podcast negli USA e ha recentemente pubblicato la top 100 dei più visti.

Spotify ha integrato video, perché la pubblicità video è la più redditizia. I podcast su YouTube si vedono anche in TV, quindi perché non riempirli di spot pubblicitari? Cambia la piattaforma, ma il valore commerciale resta lo stesso.

Nel 2006, gli ascoltatori erano meno di un milione, con pochissimi creatori di podcast. Oggi, quasi tutti possono accedere a un podcast, audio o video, e il mercato pubblicitario è in forte crescita.

Con l’intelligenza artificiale, persino creare un podcast personalizzato è diventato possibile. Potresti perfino essere l’unico ascoltatore del tuo podcast privato. Più su misura di così?

Domani?

Immersi nel cambiamento, è facile farsi travolgere dall’entusiasmo e credere che ciò che ci appassiona conquisterà presto il mondo. Eppure, ogni mezzo di comunicazione ha impiegato anni per affermarsi. La radio continua a vivere, ibridandosi con il podcast, mentre i social media plasmano l’opinione pubblica, con una presa quasi ossessiva che ancora non ha raggiunto il picco. Gli ebook, invece, non si sono mai imposti oltre la loro nicchia, ma hanno generato fenomeni indiretti come le piattaforme di scrittura (Wattpad), dove gli editori hanno scoperto nuovi autori di successo. I mezzi si affiancano, non si sostituiscono.

L’Intelligenza Artificiale cambierà le regole?

L’IA potrebbe rivoluzionare i settori in modi diversi. I podcast potrebbero implodere con l’avvento del fai-da-te, gli ebook non fiction perdere redditività e trasformarsi in strumenti di auto-promozione, mentre i social media potrebbero integrarsi nei media tradizionali, con gli influencer cooptati dai vecchi canali, dando vita a un’ibridazione dove il confine tra vecchio e nuovo intrattenimento diventa sempre più sfumato. Nel frattempo, il video in streaming continua a crescere, con YouTube in testa e la TV lineare sempre più marginalizzata. L’IA generativa per i video renderà l’editing più accessibile e migliorerà la produzione, aumentando sia la quantità che la qualità dei contenuti. La monetizzazione sarà più facile, ma l’attenzione si concentrerà su un numero sempre più ridotto di canali. Tuttavia, la TV lineare in Italia non scomparirà a breve: ci vorrà ancora molto tempo perché le abitudini si trasformino definitivamente.

Ne riparliamo tra vent’anni.