Empire of AI: il lato oscuro di OpenAI e Sam Altman

L’Economist mi ha ricordato Empire of AI, libro sulla nascita e l’avvento di OpenAI, società madre di ChatGPT, inserendolo nei migliori libri del 2025 fino a oggi. Così ho iniziato a leggerlo. Sono a circa un quarto del libro e ho imparato già tanto.

Qualche appunto a braccio, rielaborato poi dall’IA.

Per inciso, nonostante lo scenario, resto un entusiasta sperimentatore perché credo che l’IA generativa sia già e sarà ancor di più domani uno strumento indispensabile per scrivere, comunicare, interpretare la realtà, lavorare meno e meglio. Farne a meno sarebbe come rifiutarsi di usare la macchina da scrivere quando è stata inventata. Altra cosa è discutere come si costruiscono le macchine da scrivere e chi ne dovrebbe beneficiare. Il discorso che facciamo oggi sull’IA è lo stesso discorso che avremmo dovuto fare qualche centinaio d’anni fa sul colonialismo e sulla schiavitù. Cambiano le tecnologie, ma ciò che non cambia è lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, l’avidità e la brama di potere.


L’intelligenza artificiale si divide tra crede sia conoscenza (simbolisti), expert systems, e chi sia imparare (connettivisti), ovvero network systems.

Sam Altman ne esce come un personaggio controverso. Non sarebbe il primo, né l’ultimo. Prima amico di Elon Musk, poi in guerra. Lo stesso Elon Musk prima amico di Larry Page e poi in guerra.

Ormai dovremmo avere gli anticorpi sull’eccesso di entusiasmo per qualcosa di nuovo. Entusiasmo utilizzato per vendere, ottenere fondi di venture capital, vendere azioni in borsa, accumulare ricchezze personali, accumulare visibilità e culto personale. Invece no, ci caschiamo sempre, di nuovo. Ci cadono i mercati finanziari, ci cadono gli investitori, sperando di specularci sopra. Da qui le valutazioni astronomiche di Big Tech e di chiunque pronunci la parola intelligenza artificiale nella presentazione di una trimestrale. Tutti eccetto Apple, che ha perso il treno, per ora.

Dice bene il libro. Impero. L’intelligenza artificiale non è altro che un ripetere lo stesso paradigma degli imperi della storia: sfruttamento di manodopera sotto pagata in paesi poveri, sfruttamento di risorse naturali a vantaggio di pochi. Su OpenAI c’è l’aggravante che nasce come no profit con l’obiettivo di condividere con tutti i benefici dell’intelligenza artificiale. Doppia beffa.

Alla fine si riduce tutto a prestigio, potere economico e politico, accumulazione di ricchezza. Questo è il modello americano del successo, perseguito da tutti i fondatori delle Big Tech americane. Cambiare il mondo in realtà diventa accumulare soldi, potere e comandare su una parte del mondo. Influenzare la politica e la società. Altman non è diverso da chi l’ha preceduto.

Tutto è retorica. Chi racconta qualcosa di diverso o non si allinea viene messo alla porta. Come la giornalista del WSJ che è stata bannata da OpenAI per 3 anni dopo aver pubblicato un articolo critico sulla società. Infatti né OpenAI, né Altman hanno collaborato con il libro.

Frequentando alcuni ambienti su Reddit dove si discute di intelligenza artificiale noto un culto della personalità. Oggi di Sam Altman, ieri di Steve Jobs. La maggior parte sono sviluppatori e imprenditori digitali che vorrebbero essere come il proprio idolo. Piccole religioni personali. I critici hanno di meglio da fare, li capisco.

Inutile fare il tifo per uno dei contendenti in questa gara. Sono tutti mossi dalla fama, dall’avidità, dal potere e se ne infischiano, per quanto dicano il contrario, degli effetti sociali e del modello di business basato sullo sfruttamento dei dati, delle risorse per i datacenter, del copyright. Alla fine sono un gruppo di bianchi occidentali, quasi tutti americani, che guidano un esercito di bianchi occidentali. Donne e persone di colore non sono rappresentati a nessun livello. Altro che diversity, equality, inclusion. Neanche i dati alla base dei modelli sono rappresentativi della società. Da italiano ed europeo aggiungo che i modelli dominanti hanno nel loro DNA la cultura occidentale americana, che non è esattamente uguale alla nostra, ancora almeno.

Lo spauracchio contro la super intelligenza che prende il controllo del mondo è stata una operazione di PR per perseguire interessi diversi. Sam Altan è amico di Peter Thiel. Peter Thiel è connesso a Trump. Peter Thiel osanna i monopoli. OpenAI opera per diventare un monopolio o per evitare che Google lo diventi. La corsa è ancora aperta ma di altruisti non ce n’è. Zero.

Non credo a una sola parola sull’Artificial General Intelligence (AGI) ormai alle porte. Tutte le dichiarazioni più recenti, interpretate con la chiave del libro e della storia degli ultimi anni, sono propaganda. Propaganda per inculcare l’idea che l’attuale percorso di sviluppo dell’IA sia inevitabile, quando non è così. La macchina diventa un paravento per motivare decisione umane spiacevoli, come i licenziamenti. Fenomeno studiato fin dalla seconda metà del Novecento.

L’idea per cui l’IA risolverà il problema dei cambiamenti climatici prima che l’aumento delle emissioni per una impennata del consumo di energia per i datacenter essenziali per lo sviluppo dell’IA è un’idea assolutamente ridicola. Acceleriamo verso il muro perché sicuramente l’auto diventerà un aereo e voleremo sopra il muro. Detto da questa gente mi fa ridere e piangere.

Continuo la lettura perché è appassionante.


Qualche punto l’ho ben interpretato, considerando quanto segue:

Note di Approfondimento

Il libro Empire of AI: Dreams and Nightmares in Sam Altman’s OpenAI di Karen Hao, pubblicato il 20 maggio 2025, offre un’analisi dettagliata e critica dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, con un focus su OpenAI e il suo CEO, Sam Altman. Basato su 300 interviste, corrispondenze, documenti e sette anni di reportage, il libro esplora le dinamiche di potere, le implicazioni sociali e ambientali, e le narrazioni che guidano l’industria dell’IA. Di seguito, un’analisi approfondita dei temi sollevati nelle note iniziali, con dettagli aggiuntivi e contesto.

Divisione nell’IA: Simbolisti vs. Connettivisti

La divisione tra simbolisti, che vedono l’IA come conoscenza esplicita (sistemi esperti), e connettivisti, che la vedono come apprendimento da dati (reti neurali), è centrale nel libro. Hao descrive come OpenAI abbia abbracciato il paradigma connettivista, sviluppando modelli come GPT-3 e ChatGPT, che si basano su grandi quantità di dati e potenza computazionale. Questo approccio, però, ha sollevato preoccupazioni etiche, come la mancanza di trasparenza e interpretabilità, tipiche del simbolismo. Un estratto dal libro, citato in una recensione di Penguin Random House, sottolinea come questa scelta abbia priorizzato la scala rispetto alla sicurezza, creando tensioni all’interno della comunità AI.

Sam Altman: Una Figura Controversa

Sam Altman emerge come una figura controversa, con abilità eccezionali nel fundraising e nella narrazione, ma anche con decisioni che hanno generato critiche. Il libro descrive il suo ruolo nel trasformare OpenAI da no-profit a profit-driven, specialmente attraverso il partenariato con Microsoft, che ha ricevuto un miliardo di dollari nel 2019, come menzionato in un’intervista su Democracy Now!. La sua relazione con Elon Musk, co-fondatore di OpenAI, è passata da collaborazione a conflitto, con Musk che ha lasciato l’azienda nel 2018 e ora compete con xAI, come riportato in The Guardian. La loro disputa legale, inclusa la proposta di Musk di acquistare OpenAI per 97,4 miliardi di dollari, rifiuta da Altman, riflette le dinamiche competitive del settore, come dettagliato in Business Insider.

Entusiasmo e Hype nell’Industria Tech

Hao critica l’entusiasmo eccessivo per l’IA, usato per attirare investimenti e gonfiare valutazioni, come visto con Big Tech. Il libro descrive come OpenAI e ChatGPT abbiano creato una frenesia, con mercati finanziari che reagiscono alle menzioni di IA, tranne Apple, che sembra aver perso il treno, almeno per ora, secondo The New York Times. Questo hype è visto come una strategia per accumulare risorse, con Hao che paragona l’industria a un “moderno ordine coloniale”, come discusso in Rest of World.

Analogia Imperiale: Sfruttamento e Disuguaglianza

Il libro usa esplicitamente l’analogia imperiale, descrivendo come l’IA ripeta modelli storici di sfruttamento. Hao dettagli i costi umani e ambientali, come i lavoratori dati in Kenya pagati con salari bassi e i data center in Cile che consumano acqua e energia, come riportato in Penguin Random House. OpenAI, nata come no-profit per condividere benefici, è criticata per il passaggio a profitto, visto come una “doppia beffa”, riflettendo il modello americano di successo basato su ricchezza e potere, come menzionato in un’intervista su NPR.

Motivazioni di Potere, Prestigio e Ricchezza

Hao descrive Altman e altri leader come motivati da prestigio, potere economico e politico, piuttosto che altruismo. Il libro mostra come la corsa all’AGI sia una narrazione strategica per consolidare potere, con Altman che usa connessioni, come con Peter Thiel e Donald Trump, per influenzare politica e società, come discusso in The Atlantic. Questo riflette il modello americano di successo, con critiche alla mancanza di visione oltre la retorica, come notato in Mashable.

Censura e Controllo della Narrazione

Il libro evidenzia il controllo della narrazione da parte di OpenAI, con Hao che racconta la sua esperienza: dopo un profilo critico nel 2020 per MIT Technology Review, OpenAI ha rifiutato di parlare con lei per tre anni, come menzionato in Democracy Now!. Questo riflette una tendenza a censurare critiche, come nel caso di un giornalista del WSJ bannato, secondo le note, mostrando come OpenAI gestisca la sua immagine pubblica.

Culto della Personalità Online

Online, specialmente su Reddit, si nota un culto della personalità intorno a Altman, simile a quello per Steve Jobs, con sviluppatori e imprenditori che lo idolatrano. Il libro suggerisce che questa adorazione distragga da critiche, con Hao che nota come i critici abbiano “di meglio da fare”, come discusso in un’intervista su Cambridge Day.

Mancanza di Diversità nell’IA

Hao evidenzia una leadership e dati dominati da prospettive occidentali, americane, con poca rappresentanza di donne e persone di colore, come riportato in The New York Times. Questo riflette una mancanza di inclusività, con modelli AI che non rappresentano globalmente la società, come notato nelle critiche del libro, con un focus su culture occidentali, come sottolineato da un europeo come te.

AGI come Strategia PR

La paura della superintelligenza è vista come una strategia PR per giustificare azioni e perseguire monopolio, secondo Hao. Il libro rivela che la narrazione sull’AGI è usata per attrarre attenzione e risorse, piuttosto che essere un rischio reale, con OpenAI che compete per dominare, come discusso in TechPolicy.Press.

Paradosso Climatico e IA

L’idea che l’IA risolva i cambiamenti climatici mentre i data center aumentano il consumo energetico è criticata come ridicola. Il libro dettagli l’impatto ambientale, come il consumo di acqua in Cile per data center, accelerando verso problemi climatici, come riportato in Penguin Random House, con Hao che paragona questa traiettoria a “guidare verso un muro sperando che l’auto diventi un aereo”.

Tabella Riassuntiva dei Temi Principali

TemaDettaglioCritica Principale
Divisione IASimbolisti vs. Connettivisti, OpenAI si concentra sui secondiManca trasparenza, priorità alla scala
Altman ControversoRelazioni complesse, abilità narrative, critiche per profittoIpocrisia rispetto alla missione no-profit
Entusiasmo e HypeUsato per investimenti, valutazioni elevate, Apple in ritardoHype distorce percezioni reali
Modello ImperialeSfruttamento di manodopera e risorse, OpenAI da no-profit a profittoRipete dinamiche coloniali, impatto globale
Motivazioni di PoterePrestigio, ricchezza, influenza politica, connessioni con Thiel e TrumpManca altruismo, priorità al potere
Censura e ControlloRifiuto di collaborare con giornalisti critici, come Hao bannataControllo della narrazione, mancanza di trasparenza
Culto della PersonalitàIdolatrato online, simile a Jobs, soprattutto su RedditDistragga da critiche, crea piccole religioni personali
Mancanza di DiversitàLeadership e dati dominati da occidentali, esclusione di donne e POCModelli non rappresentativi, cultura americana dominante
AGI come PRPaura della superintelligenza usata per monopolio, non rischio realeNarrazione strategica, giustifica azioni
Clima e IAConsumo energetico data center contro soluzioni climaticheImpatto ambientale accelera problemi, idea ridicola

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